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Catania, Lucarelli cambia l'attacco che non segna (quasi) mai?

Di Giovanni Finocchiaro

Torre del Grifo. Diciannove gol messi a segno (20 subiti), ma soltanto nove sono arrivati dalle punte. Il controsenso del Catania è questo. La squadra vanta il quinto miglior attacco del campionato e se da un lato è un bene che vadano a segno anche difensori e centrocampisti, dall’altro preoccupa il silenzio delle punte.

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In vista della trasferta di Pagani, la prima della gestione Lucarelli, il borsino di chi sta davanti non è entusiasmante: tra infortunati, giocatori che hanno appena recuperato, acciaccati e uomini fisicamente a posto, il puzzle che dovrà comporre Lucarelli non è ancora definito.

DI PIAZZA Quattro gol messi a segno, ma da un mese il giocatore più in forma e più eclettico è rimasto a bocca asciutta. Due gol ad Avellino, uno con la Cavese, un altro a Terni datato 6 ottobre. Poi basta: lotta, altruismo, gol sbagliati, anche segnali di insofferenza in allenamento (è successo giovedì nel test col Giarre a porte aperte). La società ha già tirato le orecchie al ragazzo, lui ha promesso riscatto e gol. Vedremo a Pagani.

CURIALE Il pubblico lo incoraggia ancora, ma molti tifosi lo hanno mollato. Otto presenze, zero reti (contro la Cavese il suo tiro era stato deviato da Marzorati), impegno e anche gol falliti clamorosamente, come quelli contro Bisceglie e Bari. Lucarelli è lo scoglio a cui Davis si appiglia. Il tecnico ha promesso: «Lo recupero». Stiamo in attesa, intanto giovedì si è mosso anche bene al di là dei due gol firmati nel test.

CATANIA. Appena 72 minuti in campo, due assist, un infortunio smaltito in un mese. Catania adesso dà segni di grande vitalità, tanto che Lucarelli potrebbe anche schierarlo dall’inizio contro la Paganese per aggredire la trequarti avversaria senza dare riferimenti agli avversari. Un’idea che non sembra campata in aria.

BARISIC. Tre presenze, 88 minuti in campo dopo un lungo infortunio dal quale si sta riprendendo. Non è un condizioni ideali, Barisic, ma anche in questo caso Lucarelli deve fare di necessità virtù. «Va recuperato» sentenzia il tecnico che lo ha schierato part time.

MAZZARANI. Al di là dei quattro gol segnati è il giocatore più in forma che aggredisce la trequarti, uno dei più esperti e motivato quanto basta. Il Catania di oggi dipende dalle giocate e dalla mentalità di questo giocatore che è tornato a distanza di un anno molto più motivato e con la saggezza di chi sa come ci si comporta in campo con la maglia rossazzurra indosso. A Pagani potrebbe partire dalla mediana (3-5-2) o agire davanti nel caso in cui la squadra dovesse schierarsi col 3-4-3.

DI MOLFETTA. Appena guarito dall’infortunio, ha grandi potenzialità, ma fino a oggi anche lui è rimasto all’asciutto. Nella stagione scorsa a Piacenza segnò poco (2 reti) ma collezionò ben dieci assist tra campionato e play off. All’età di 23 anni deve esplodere adesso o mai più.

GLI ALTRI. La lista delle punte è infinita, ma fuori dai giochi resta ancora Sarno, tre presenze, un gol e il lungo periodo di convalescenza dopo l’intervento al menisco. Potrebbe rientrare presto, ma gli manca il campo. E manca al Catania che aveva puntato su di lui per agire in velocità. Nella lista aggiungiamo ovviamente Rossetti, che non è più un giovanissimo, ma ha 23 anni: utilizzato in tre gare per un totale di 106 minuti. Vedremo se Lucarelli punterà su di lui oppure se a gennaio verrà ancora una volta ceduto. Infine Giammarco Distefano, 18 anni, 44 minuti in campo distribuiti contro Viterbese, Cavese, Reggina. Ha una buona personalità, deve ancora maturare e forse il Catania per ora lo risparmia perchè in un momento di grande difficoltà non si può bruciare un giovane interessante come lui. Che peccato che non giochi: forse arriverà il momento delle grandi decisioni: o resta in panca o per un anno sarà dirottato altrove.

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