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Esclusiva

Messina, ambizione e futuro. Il patron Justin Davis: «Il 2026 sarà l’anno dei giallorossi»

«Il progetto ha una visione a lungo termine, l’unità di intenti è alla base di tutto» Sullo stadio “Scoglio”: «Se istituzioni e club lavorano insieme con chiarezza tutto è possibile»

Francesco Triolo

02 Gennaio 2026, 08:47

Justin Davis, ambizione e futuro «Il 2026 sarà l’anno del Messina»

Il 2026 «sarà un anno di nuove sfide, di battaglie da combattere insieme guidati dalla passione che ci unisce». Ambizione e voglia di vincere non mancano a Justin Davis, che ha vissuto il primo Natale da presidente del nuovo Messina.

Un Natale trascorso come?

«È stato un primo Natale intenso, emozionante e indimenticabile. Il Messina non è solo una società di calcio: è una città, una storia e una responsabilità. Mi sento orgoglioso, grato e molto motivato. Quello che abbiamo vissuto in così poco tempo è andato oltre le aspettative e mi rende ancora più determinato a fare le cose nel modo giusto per questo club e per la sua gente».

Il Racing City Group ha portato quell’entusiasmo che mancava. Era quello che auspicavate?

«Mi aspettavo passione perché Messina vive di calcio, ma sono rimasto sinceramente colpito dalla disponibilità delle istituzioni cittadine. Il sindaco Federico Basile e l’assessore Massimo Finocchiaro si sono dimostrati molto disponibili e collaborativi. La loro apertura al dialogo e la comprensione di ciò che questo club rappresenta sono state estremamente preziose. Spero che questo spirito collaborativo continui, soprattutto quando inizieremo a discutere temi chiave come lo Stadio Celeste o una concessione per lo stadio Franco Scoglio. Lo stadio Franco Scoglio ha bisogno di interventi strutturali per essere sostenibile e sfruttabile tutti i giorni della settimana: allo stato attuale rappresenta una perdita economica sia per il Comune che per il club. Se istituzioni e club lavorano insieme con chiarezza e rispetto, il vero progresso diventa possibile».

Sotto l’albero ha trovato tutto quello che desiderava?

«Avrei voluto più tempo e, magari, qualche capello bianco in meno! Ma scherzi a parte, ciò che stiamo costruendo non può essere affrettato. Sono soddisfatto di quanto fatto finora e consapevole che i regali più importanti, stabilità, struttura e crescita, richiedono tempo e pazienza».

C’è stato un momento, di questo inizio di avventura a Messina, che vuole ricordare?

«Dal punto di vista sportivo, vedere la squadra unita e combattere insieme anche nei momenti difficili è stato molto gratificante. L’unità è la base di tutto. Fuori dal campo, il rapporto con la città e i suoi tifosi è stato il momento più forte. Sentire così presto la fiducia e il sostegno del popolo messinese è qualcosa che non dimenticherò mai».

E qualcosa che l’ha preoccupata?

«La partita delle Leggende per il 125° Anniversario. Cinque giorni primadell’evento avevamo venduto circa 1.900 biglietti e io e Morris ci guardavamo pensando: “Rischiamo di avere più leggende in campo che persone sugli spalti.” Abbiamo riso… poi pianto… poi riso di nuovo. Ma in perfetto stile Messina, tutto si è risolto nelle ultime 48 ore. La risposta è stata incredibile e oggi è uno di quei momenti che ricordiamo ridendo, anche se allora ci ha sicuramente tolto il sonno!».

È nata anche la partnership con La Sicilia e sembra una collaborazione destinata ancora a crescere.

«La partnership con La Sicilia è estremamente importante per noi perché va ben oltre una semplice sponsorizzazione. La Sicilia è una voce storica e autorevole per questo territorio e averla al fianco dell’ACR Messina dà credibilità, stabilità e visibilità all’intero progetto. Conoscono il club, la città e la responsabilità che comporta rappresentare Messina, e questa comprensione condivisa rende la collaborazione autentica e non puramente commerciale. Stiamo costruendo un rapporto di lungo periodo basato su fiducia, narrazione e trasparenza. Attraverso La Sicilia possiamo comunicare in modo chiaro con i tifosi e valorizzare il lavoro che si svolge dietro le quinte. Vedo questa partnership crescere ancora di più in futuro».

Il presidente del Messina Justin Davis nella sua visita in città lo scorso mese, allo stadio con la moglie Amal (in alto) e poi con il socio Morris Pagniello sotto la curva Sud (sopra)

Al pranzo di Natale della squadra ha colpito un po’ tutti il clima di allegria, spensieratezza e di unione, del gruppo e di intenti. Lei era lontano ma lo ha percepito.

«Si, sono molto soddisfatto. Abbiamo cercato di trasmettere fiducia e stabilità a tutto l’ambiente e questi sono i risultati. L’unità non si può fingere, va costruita ogni giorno. Vedere giocatori, staff e dirigenza condividere gli stessi valori mi conferma che stiamo andando nella direzione giusta».

Presto partirà anche il progetto “Messina” in Australia.

«L’Australia è una parte fondamentale della nostra visione a lungo termine. Non si tratta solo di calcio, ma di istruzione, percorsi di crescita e di creare un ponte tra Messina e il mondo. Mi aspetto che il progetto cresca in modo costante e diventi una piattaforma solida per giovani talenti e opportunità internazionali».

A proposito di Australia, considerato che siete amici con il presidente del Catania Ross Pelligra, avete avuto modo di sentirvi? Le ha dato qualche consiglio in questa avventura nel calcio italiano e siciliano?

«Sì, ci siamo scambiati gli auguri. Ross è un imprenditore che fa calcio da diversi anni e conosce molto bene ciò che un club rappresenta e quanto questo percorso possa essere impegnativo. Il messaggio principale è stato semplice: pazienza, struttura e rispetto per la città. Un consiglio che apprezzo profondamente».

I tifosi del Messina vorrebbero rivedere il derby col Catania.

«Il nostro percorso è ancora lungo. L’obiettivo ora è costruire basi solide. Se faremo le cose nel modo giusto, quel derby arriverà e avrà ancora più valore quando succederà».

Il 2026, ha detto ai tifosi, sarà per il Messina un anno di sfide e battaglie...

«Sicuramente sarà l’anno del Messina. Adesso l’Acr Messina è una società senza debiti, strutturata con professionisti in ogni ruolo e con calciatori che rispettano la maglia. Ci sono tantissimi cuori giallorossi che aspettano soltanto di gioire finalmente, quindi tutti insieme possiamo gettare le basi per un futuro importante».