Calcio Serie C
Turati: "Siracusa, situazione complicata ma se non dovessi credere alla salvezza sarei andato via"
Il tecnico alla vigilia del match con la Salernitana e il fuggi fuggi di alcuni calciatori per la crisi societaria
L'allenatore del Siracusa, Marco Turati
Alla vigilia della sfida con la Salernitana, Marco Turati si presenta in conferenza stampa con un messaggio netto: il suo Siracusa deve restare compatto, aggrapparsi all’energia del gruppo e cavalcare l’entusiasmo ritrovato al “De Simone”. L’allenatore azzurro non nasconde le difficoltà del momento — tra clima esterno, voci e dinamiche di mercato — ma rivendica con forza l’identità della sua squadra: “Attaccamento, voglia e determinazione” anche quando i risultati non arrivavano.
“Non devo caricarli: hanno sempre spinto oltre l’ostacolo”. Turati spiega che l’aspetto motivazionale non è un problema: la sua squadra, sottolinea, ha dimostrato in ogni fase del campionato di “spingere il cuore oltre l’ostacolo” dal primo al novantesimo. E contro un avversario che definisce “tra i più forti in assoluto”, le motivazioni non mancano. La Salernitana viene dipinta come una “supercorazzata” costruita e allenata bene, con qualità, fisicità e dinamismo in tutti i reparti.
Il pubblico come punto di ripartenza. Un passaggio importante è dedicato al tifo: Turati evidenzia come nell’ultima gara casalinga si sia rivisto “un grandissimo pubblico” capace di dare una spinta determinante. Un fattore che, nelle sue parole, deve diventare un punto di partenza: avere tanta gente accanto alla squadra significa poter “spingere ancora di più”.
Mercato di gennaio: più uscite che entrate. Il tecnico affronta poi il tema più delicato: gennaio. Ammette che è un mese complicato e che la squadra ha già perso pezzi, ma rifiuta che questo diventi un alibi. Anzi, rivendica la prova offerta in condizioni difficili, ricordando una partita affrontata con soli nove giocatori di movimento e una prestazione comunque positiva sotto il profilo dell’atteggiamento.
Sul fronte entrate, Turati è chiaro: al momento non si sta guardando al mercato in ingresso. La priorità è il lavoro sui calciatori già in rosa, che definisce cresciuti “tecnico-tatticamente”, nelle conoscenze e soprattutto nella condizione fisica. Tuttavia apre uno spiraglio: eventuali valutazioni arriveranno più avanti, “fra una decina di giorni”.
Alma: addio vicino. Tra i nomi citati, spicca quello di Alma. Turati si dice “leale e sincero”: il giocatore, appena rientrato nel gruppo, “molto probabilmente” lascerà la prossima settimana. Parole di stima e affetto per un calciatore con cui ha già vinto un campionato e che, complice un infortunio, non è riuscito a dare quanto avrebbe voluto in questi mesi. Con la riapertura del mercato e le richieste dalla Serie D, la separazione appare imminente.
Convocati e assenze: “Domani mancheranno…”. In vista del match, l’allenatore anticipa diverse assenze legate al mercato: tra chi non ci sarà e chi è già ai saluti, Turati cita Guadagni, Ba (già salutato) e altri elementi destinati a lasciare (Parigini, Frosali, ndr). Nonostante ciò, insiste su un concetto: nel Siracusa “chiunque ha giocato ha sempre dato un contributo importante”, e le prestazioni della squadra non dipendono da un singolo.
“Cambierà poco”: fiducia nella rosa e nell’identità Alla domanda su quanto le cessioni possano intaccare l’equilibrio costruito nelle ultime settimane, Turati minimizza l’impatto sul piano tecnico-tattico: riconosce la qualità dei partenti, ma ribadisce che la rosa ha sempre risposto, con alternative che in passato hanno saputo incidere anche con gol e prestazioni di livello. Secondo l’allenatore, il Siracusa sta semplicemente raccogliendo adesso quanto seminato prima, quando buone prove venivano punite da “piccole disattenzioni”.
Obiettivo salvezza: “Se non ci credo, vado via” Il cuore della conferenza arriva sul tema salvezza. Turati dice apertamente di crederci. Ma mette in guardia su un possibile scenario di penalizzazione che potrebbe complicare il cammino e far “guardare la classifica da basso verso l’alto”. La promessa è forte: “Il giorno che non credo nella salvezza del Siracusa io vado via”. Finchè resta, assicura, lotterà “fino all’ultimo secondo”.
Per lui la chiave non è la classifica, ma i segnali quotidiani: prestazioni, facce e atteggiamento. “Se c’è battaglia la squadra è viva, se la squadra è viva si può salvare”: una frase che riassume il suo manifesto.
Contro la Salernitana possibile adattamento tattico. In chiusura, Turati lascia intendere che potrebbe vedersi un Siracusa leggermente diverso dal solito, proprio per le caratteristiche dell’avversario. All’andata, ricorda, la partita era stata interpretata bene “cercando di far stare lontano la nostra area”. Anche stavolta servirà adattarsi, senza rinunciare all’ambizione di “fare una bella partita” e una figura all’altezza davanti a una squadra considerata fuori categoria.
Appello finale all’unità. Il tecnico conclude con un invito a fare fronte comune: squadra, società, stampa, tifosi e città. Restare uniti, perchè — al di là del mercato e delle difficoltà — questa stagione può ancora trasformarsi in qualcosa “che può rimanere scritto per sempre”.