il caso
Trapani shark, dalle stelle alla crisi: il patron Antonini contro tutti
Attacca sindaco, Fip e Fisco: «Vogliono distruggermi». Il primo cittadinoTranchida: «Sono preoccupato». I tifosi prendono le distanze con un duro comunicato
Valerio Antonini sta portando l’intero panorama sportivo nazionale, e con esso la reputazione della città di Trapani, in una situazione di serio imbarazzo. La comunità aveva riposto fiducia in questo imprenditore romano che aveva deciso di investire nel territorio d’origine della moglie e che era stato addirittura premiato con la cittadinanza onoraria. Ma da mesi, da quando è scoppiata la polemica del palazzetto dello sport, Antonini attacca chiunque: prima il sindaco, poi la stampa e i tifosi, poi la Federazione Italiana Pallacanestro, che nei giorni scorsi ha inflitto alla Trapani Shark altri tre punti di penalizzazione da scontare nel campionato in corso, oltre a due anni di inibizione personale come presidente della società.
La penalizzazione nel basket si somma ai cinque punti già comminati a inizio stagione per debiti con il Fisco: otto punti in totale, gli stessi inflitti alla formazione calcistica ad inizio stagione. Antonini continua a parlare di «ingiustizie evidenti» e di «gravi atti di persecuzione». In un’intervista Rai di ieri sera ha annunciato persino una denuncia contro l’Agenzia delle Entrate, accusandola di perseguitarlo. «Ho le prove di un tentativo clamoroso di distruggere me e le due società che rappresento - ha dichiarato - anche l’ultimo deferimento del Trapani Calcio è un copia-incolla di quello del 16 ottobre, già contestato al Tfn l’8 gennaio. Ho sentito dire che non avrei pagato gli stipendi, poi leggo il documento e parla di 1,8 milioni versati tra ottobre e dicembre».
Intanto la squadra di basket, come annunciato, non si è presentata a Bologna per la gara del massimo campionato nazionale. «Chi pensa che non andare a Bologna significhi ritirare gli Shark non ha capito nulla - ha aggiunto Antonini - la squadra giocherà regolarmente in Champions League e in casa contro Trento». Una scelta che ora espone la società a ulteriori penalizzazioni e rischia di danneggiare gravemente l’immagine complessiva, e non solo sportiva, della città.
Per Trapani, i risultati ottenuti negli ultimi anni erano diventati un importante veicolo promozionale. «Sono preoccupato per questo aspetto - commenta il sindaco Giacomo Tranchida - ma al momento preferisco non aggiungere altro». Nonostante il confronto aperto con gli organi federali, Antonini ha nuovamente attaccato il primo cittadino: «Per anni ho investito una marea di soldi dove nessuno aveva mai investito nulla, in una città che ha saputo solo distruggere e non proteggere». Tranchida replica con poche parole: «Antonini dice tante cose, queste con le altre».
Nelle ultime ore anche la tifoseria organizzata, protagonista del sostegno agli Shark negli ultimi due anni, ha preso posizione con un comunicato ufficiale. I gruppi hanno preso le distanze da «azioni, comportamenti e scelte societarie volte a far morire il basket trapanese» dichiarando di non riconoscersi in atteggiamenti «arroganti, provocatori o scorretti» e criticando anche la politica cittadina per la mancanza di vigilanza.