7 gennaio 2026 - Aggiornato alle 22:54
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Basket

Trapani Shark, altra ammenda di 50mila euro per la rinuncia di giocare a Bologna

Omologata (20-0) la sconfitta a tavolino. Intanto interviene la Giba con un duro comunicato: «Inaccettabile chiedere di giocare se non ci sono le condizioni»

05 Gennaio 2026, 22:52

Il Trapani Shark in campo durante una recente gara di Champions League

Come prevedibile, il Giudice Sportivo nazionale della Federbasket ha omologato la prima storica sconfitta a tavolino (20-0) al Trapani Shark per la rinuncia alla gara che si sarebbe dovuta giocare domenica sera sul parquet dei campioni d’Italia della Virtus Bologna. Alla squadra siciliana è stata inoltre comminata un’altra salata ammenda di 50mila euro. Tutto ciò alla vigilia del match che gli Sharks dovrebbero giocare oggi pomeriggio alle 17,45 in Bulgaria nel turno di andata del Play-in di Champions contro gli israeliani dell’Hapoel Holon.

In una nota pubblicata ieri intanto la Giba (Giocatori italiani di basket associati) ha criticato duramente la società trapanese: «In occasione delle partite di Champions League a cui dovrebbe prendere parte la squadra Trapani Shark (oggi e giovedì), l’Associazione Giocatori chiede a tutti gli attori coinvolti, club e istituzioni sportive, di evitare il rischio di una vergognosa partita farsa. Gli eventi che hanno portato alle attuali condizioni della Trapani Shark potrebbero infatti mettere seriamente a rischio la salute degli atleti, che da grandi professionisti hanno tenuto fino ad oggi un comportamento esemplare. Riteniamo inaccettabile che si chieda ad un numero ristretto di giocatori di scendere in campo se non c’è la possibilità di farlo in condizioni di equità competitiva. L’aumento del rischio di infortuni e la concreta possibilità di compromettere l’immagine delle squadre italiane impegnate nelle competizioni internazionali ci spingono a chiedere di valutare immediatamente l’annullamento delle partite previste dalla Trapani Shark in Champions League se non ci sono le condizioni per scendere in campo in una situazione agonistica e sportiva minimamente accettabile».