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serie A

Como spietato a Pisa: 0-3 e un incredibile quarto posto nel mirino

Doppio colpo di Douvikas e zampata di Perrone nella ripresa: la squadra di Fàbregas spezza l’equilibrio, respinge il rigore di Nzola e si prende un successo pesantissimo all’Arena Garibaldi

Fabio Russello

06 Gennaio 2026, 17:35

17:42

Como spietato a Pisa: 0-3 e quarto posto nel mirino

All’85’ l’Arena Garibaldi – Romeo Anconetani trattiene il respiro quando Nzola si presenta dal dischetto per riaprire un testa-coda che odora di impresa. Davanti a lui c’è Butez, portiere granitico del Como. Il tiro è centrale, l’impatto è secco, le mani del belga restano lì: parata. Nel gelo di Pisa, è il suono dell’inerzia che cambia definitivamente padrone. Il resto è la firma di Perrone e soprattutto di Douvikas, autore di una doppietta che certifica lo 0-3 e spinge i lariani in piena corsa Champions.

Il Como comanda, il Pisa tiene

Per 45 minuti regna l’equilibrio nel punteggio ma non nei contenuti. Il Como s’impadronisce del pallone, supera spesso il 75% di possesso e costruisce le occasioni migliori: Nico Paz impegna Semper, Kempf sfiora di testa nel recupero. Il Pisa si difende corto, riparte con Tramoni e prova a colpire sulle seconde palle. All’intervallo è 0-0, con l’inerzia però dalla parte ospite.

La ripresa si accende al 68’: la rasoiata di Perrone

La partita si sblocca su un’azione che racconta la cifra tecnica del Como. Al 68’, ricezione tra le linee di Perrone, controllo orientato e sinistro radente dal limite: palla nell’angolo, 0-1. È il gol che costringe il Pisa a sbilanciarsi, scoprendo il fianco alla qualità in transizione dei lariani.

Il colpo in campo aperto di Douvikas

Otto minuti dopo, al 76’, la squadra di Fàbregas sfrutta lo spazio. Jesús Rodríguez accelera, sceglie il tempo del passaggio e serve Douvikas: diagonale preciso, 0-2. È la fotografia di questo Como: riconquista alta, verticalità veloce, freddezza nella rifinitura.

L’episodio che poteva riaprirla: rigore al Pisa, ma Butez dice no

La scintilla che potrebbe rimettere tutto in discussione arriva all’85’: contatto in area su Leris, l’arbitro Pairetto indica il dischetto dopo verifica VAR. Nzola sceglie la soluzione centrale, Butez non si muove: parata che vale come un gol. Sulla respinta svanisce l’ultima speranza nerazzurra.

Douvikas firma la doppietta dal dischetto

In pieno recupero, al 90’+6’, un altro penalty chiude il conto: dagli undici metri questa volta va Douvikas, che spiazza Semper e mette il sigillo sullo 0-3. Doppietta personale, serata da copertina.

Il Como si arrampica a 33 punti e aggancia Juventus e Roma al quarto posto provvisorio. È un traguardo simbolico, ma potentissimo sul piano psicologico: certifica che il progetto è maturo per giocarsi un posto in Europa con continuità. Resta inoltre da recuperare una gara di cartello contro il Milan, ulteriore variabile nei piani alti.

Il Pisa resta inchiodato a 12 punti. La squadra di Gilardino ha mostrato densità difensiva per un’ora, ma paga una produzione offensiva intermittente e la mancanza di freddezza nei momenti-chiave. Il mercato di gennaio — con priorità a un profilo creativo tra le linee e a un’alternativa che completi Nzola — potrebbe diventare la leva per riaccendere la corsa salvezza.

Il percorso dei lariani non è un fulmine a ciel sereno. Da inizio stagione, il Como ha costruito una reputazione: organizzazione, solidità (poche sconfitte), “pulizia” di palleggio. Il tonfo di San Siro a dicembre4-0 contro l’Inter — è stato metabolizzato come tappa formativa. La risposta nelle settimane successive, con partite “pulite” e porte inviolate, spiega la maturità del gruppo.

La crescita di Nico Paz (oggi riferimento creativo e miglior marcatore stagionale lariano) ha sdoganato nuove linee di passaggio e responsabilità. La cooperazione con Da Cunha tra le linee è una delle piattaforme tattiche più interessanti della squadra. L’innesto di Butez ha alzato la soglia di affidabilità tra i pali, mentre l’integrazione di profili come Perrone e Douvikas ha aumentato il peso offensivo senza snaturare l’identità di possesso. Non è un caso che i lariani tengano mediamente il pallone oltre il 60% e producano con costanza sul lato forte prima di ribaltare sul lato debole.