Basket
Trapani Shark, radiazione (per ora) evitata
Slitta la decisione dopo che il club granata ha ricusato la Corte Federale che ha poi rinviato la sentenza Ora la squadra del presidente Antonini potrebbe giocare sabato in casa col Trento con una formazione di Under
Il presidente Valerio Antonini
La storia infinita del Trapani Shark di basket. Ieri pochi minuti prima dell’inizio dell’udienza convocata presso il Tribunale federale, la società trapanese ha presentato formale richiesta di ricusazione del Collegio chiamato a decidere sull’esclusione o meno dal campionato di Serie A1 maschile.
Il club trapanese è passato dalla rinuncia alla sfida di Serie A1 contro la Virtus Bologna alla figuraccia in Champions sul campo dell'Hapoel Holon con la Fiba che l’ha ufficialmente esclusa dalla competizione.
La richiesta di ricusazione del Collegio Federale della Fip che ieri era chiamato a decidere sulla regolarità dell’iscrizione al campionato di Serie A1 in corso, congela di fatto tutto. Con questo slittamento adesso finirà direttamente nella mani della Corte Federale, ma intanto permette alla società l’eventualità di poter giocare sabato in casa contro il Trento.
Penalizzata di 8 punti in classifica, perché è scesa in campo senza la figura di un capo-allenatore, con il mercato bloccato e una serie di multe da 50.000 euro da pagare per il mancato rispetto della formula del 6+6 a referto, ieri il Trapani Shark ha (per il momento) evitata la nuova penalizzazione legata alle false dichiarazioni sul lo stato finanziario della società al momento dell'iscrizione al campionato di serie A1 2025-26.
La società ha ribadito che scenderà regolarmente in campo contro Trento, per la partita in programma sabato alle 20, ma, con molta probabilità lo potrà fare schierando una formazione composta da giocatori Under.
E la vicenda del Trapani Shark è finita sulle pagine anche della stampa internazionale: e la parola che ricorre di più è «vergogna». Parla di «gara surreale» il Mundo Deportivo, la definisce «partita della vergogna» l’altro quotidiano spagnolo Marca, che sottolinea come la squadra italiana si sia presentata con cinque giocatori e quattro si sono autoespulsi.
E ieri Cristina Correnti, presidente della Federbasket Sicilia, anche in qualità di ex atleta, ha espresso la propria vicinanza agli atleti e allo staff della società Trapani Shark. «La società si trova ad affrontare un momento particolarmente difficile - le parole della presidente Cristina Correnti - una situazione che avrebbe potuto e dovuto essere prevista ed evitata con buon senso. La Fip Sicilia ritiene tuttavia doveroso precisare di essere intervenuta nella vicenda sin dalla scorsa estate, sia pubblicamente sia nell’ambito delle competenze attribuite dal ruolo ricoperto, chiedendo alle parti coinvolte un atto di responsabilità nell’esclusivo interesse del movimento cestistico siciliano, dell’immagine della città di Trapani, dei suoi tifosi e dei tesserati della società».
«Tali appelli, inizialmente accolti con apparente disponibilità - continua la presidente Cristina Correnti - non hanno purtroppo trovato riscontro nei fatti successivi. È necessario ribadire con chiarezza che nel momento in cui intervengono la giustizia sportiva e gli organi di controllo governativi, la componente politica dell'ordinamento sportivo non dispone più di alcun margine di manovra e non può in alcun modo interferire, condizionare o sindacare le decisioni assunte. Ogni eventuale opposizione o tutela delle proprie ragioni può e deve essere esercitata esclusivamente dalle parti interessate nelle sedi competenti e nei limiti previsti dall'ordinamento».