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Roma-Raspadori: accordo trovato con l’Atletico. E Chiesa spinge per la Juve (ma il dossier che divide la dirigenza)

Tra una chiamata che accende i sogni e un prestito con riscatto “su misura”, ridisegna le priorità dei giallorossi e dei bianconeri: un affare vicino al traguardo e un ritorno che scalda, ma non mette tutti d’accordo

Redazione La Sicilia

09 Gennaio 2026, 12:47

Roma-Raspadori: accordo trovato con l’Atletico. E Chiesa spinge per la Juve: il dossier che divide la dirigenza

La Roma stringe verso Giacomo Raspadori: un prestito oneroso con diritto di riscatto, formula cucita addosso a un attaccante che, dopo mesi in apnea nella Liga, vede tornare l’aria di casa. Poche ore dopo, a Torino, un’altra luce resta accesa: sul tavolo della Juventus la pratica Federico Chiesa. Il giocatore, oggi al Liverpool, fa sapere di gradire il ritorno, ma dentro la Continassa non tutti battono le mani allo stesso ritmo. Due storie parallele, una comune cartina di tornasole: il mercato d’inverno italiano, al solito, chiede lucidità più che frenesia.

Il quadro, oggi: la Roma e l’accordo per Raspadori

Secondo quanto riportato nella diretta di oggi, venerdì 9 gennaio 2026, la Roma ha trovato l’intesa con l’Atletico Madrid per Giacomo Raspadori: il calciatore ha già dato il suo assenso al trasferimento. La formula è definita: prestito oneroso da 1,5 milioni di euro e diritto di riscatto fissato a 22 milioni a fine stagione. Una struttura pensata per diluire il rischio sportivo e finanziario, e che consente ai giallorossi di testare l’impatto tecnico del giocatore prima di un investimento pieno.

Ulteriori conferme sul perimetro economico arrivano da altre testate: si parla di un pacchetto complessivo nell’ordine dei 22-23,5 milioni, tra quota di prestito, riscatto e possibili meccanismi integrativi. L’impianto resta quello: onerosità contenuta subito, finestra ampia sull’acquisto definitivo.

Cosa guadagna la Roma: identikit tecnico-tattico

La mossa è coerente con le esigenze di rosa. Raspadori, classe 2000, porta in dote tre tratti oggi preziosi: la capacità di giocare tra le linee, da “seconda punta” o “falso nove”, con movimenti a venire incontro che favoriscono gli inserimenti delle mezzali; una lettura intelligente degli spazi corti, utile contro difese basse; un piede destro pulito che velocizza lo “scambio corto” e la rifinitura negli ultimi 30 metri.

Nel suo periodo italiano tra Sassuolo e Napoli, Raspadori ha mostrato continuità di contributo nella manovra e un istinto associativo che si sposa con una Roma che cerca più qualità tra le linee, meno dipendenza dalla palla diretta e maggiore imprevedibilità. L’Atletico Madrid lo aveva prelevato nell’estate 2025 con l’idea di trasformarlo in un jolly offensivo mobile; l’adattamento alla Liga e allo stile di Diego Simeone non è però stato immediato. Diverse cronache in Spagna parlano di minutaggio ridotto — circa 236 minuti in 12 apparizioni — e di un ruolo non sempre centralissimo nelle gerarchie. Dati e contesto che spiegano perché il progetto giallorosso, con una centralità tattica promessa e una struttura finanziaria sostenibile, sia percepito dal giocatore come un’opportunità concreta di rilancio.

Chiesa, il ritorno che divide: la Juventus è tentata, il Liverpool alza i paletti

Mentre la Roma lima clausole e penali, a Torino il dossier Federico Chiesa si scalda. La notizia-chiave della giornata: il giocatore, oggi al Liverpool, “vuole tornare alla Juventus”, spinto dal desiderio di ritrovare centralità e continuità. La porta, dalle parti di Vinovo, non è chiusa: c’è chi — a cominciare dall’allenatore Luciano Spalletti — considera il rientro un valore immediato; ma nella catena decisionale bianconera esistono perplessità su costi, formule e incastri di rosa. Tradotto: l’operazione è gradita tecnicamente, ma non fa l’unanimità a livello dirigenziale.

Gli incastri economici: prestito o acquisto?

La Juventus preferirebbe un prestito fino a giugno con opzione di riscatto, magari legata a presenze o obiettivi squadra; il Liverpool, invece, fin qui avrebbe fatto sapere di non gradire formule temporanee, aprendo semmai a un trasferimento a titolo definitivo. Una divergenza classica di mercato: l’acquirente cerca flessibilità, il venditore vuole certezza di incasso e zero rischi di svalutazione. Diverse testate in Italia e in Inghilterra concordano su questo punto di attrito, con una forbice di valutazioni che ruota in area 12-15 milioni di euro per un’eventuale cessione “secca”.

Perché Chiesa spinge: minutaggio, Nazionale, prospettive

La traiettoria del 2024-26 di Chiesa ai Reds è stata sincopata: l’esterno ha faticato a ritagliarsi minuti da titolare nello scacchiere di Arne Slot, alternando spezzoni a stop fisici. Le cifre di utilizzo raccontate dalla stampa italiana — presenze complessive limitate, con una percentuale di minuti giocati ridotta — alimentano un ragionamento legittimo sul ritorno in Serie A, utile anche a rilanciare le quotazioni in ottica Nazionale. Non a caso, già nella primavera 2025 lo stesso Chiesa non aveva chiuso la porta a scenari futuri in Italia, pur ribadendo la volontà di affermarsi ad Anfield.

Un dettaglio non secondario: l’architettura contrattuale. Chiesa è passato al Liverpool il 29 agosto 2024 con un accordo da circa 12 milioni più 3 di bonus e un contratto lungo. Quel prezzo d’ingresso relativamente “leggero” per gli standard Premier spiega perché i Reds non abbiano fretta di svalutare l’asset con un prestito: dal loro punto di vista, la scommessa economica è ancora protetta e il giocatore può tornare utile nella rotazione offensiva.

La linea tecnica di Torino: cosa offre e cosa chiede la Juventus

Sul piano del campo, Chiesa colma almeno due esigenze immediate: ampiezza e profondità sulla corsia, con la capacità di condurre palla in transizione e di aggredire gli uno contro uno; duttilità nel tridente come esterno a piede invertito o nel 3-5-2 come secondo attaccante, alzando la qualità delle uscite e le soluzioni di rifinitura.

Le perplessità interne — riferite oggi — non sono tecniche in senso stretto, bensì di “congruità costo-beneficio”: quanto conviene investire, oggi, su un profilo che conosci benissimo, ma che va reinserito in un telaio già in crescita? La risposta dipende dalla formula. Un prestito con riscatto modulabile abbasserebbe la soglia di rischio; un acquisto immediato, invece, imporrebbe rinunce su altre linee del mercato bianconero.

Gli umori delle parti: dichiarazioni, smentite, segnali

Il mercato vive di sfumature e di diplomazia. Dalla sponda bianconera arrivano messaggi prudenti — anche pubblicamente, con toni smorzati — mentre l’area informativa attorno al Liverpool lascia filtrare che, allo stato, non ci sarebbe disponibilità a soluzioni “short term”. Fonti inglesi hanno persino raffreddato l’ipotesi, rimarcando come il contesto di rosa dei Reds e i tempi della stagione rendano poco probabile un’uscita a gennaio senza adeguata contropartita. La verità di mercato, come spesso accade, è nel mezzo: contatti reali, gradimento del giocatore, ma distanza sulle formule. E una variabile sempre attuale: basta un infortunio o un incastro in entrata per cambiare, in 48 ore, il perimetro delle possibilità.