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Calcio, Serie C

Il “Cobra” che piace ai tifosi «Catania al primo posto tra tattica, lavoro e amicizia»

L'intervista esclusiva rilasciata al nostro giornale dal centravanti rossazzurro. Ecco cos'ha detto uno dei beniamini del pubblico

Giovanni Finocchiaro

13 Gennaio 2026, 09:02

Alex Rolfini

L'esultanza di Alex Rolfini (Foto Filippo Galtieri)

Le movenze del Cobra piacciono ai tifosi del Catania. E poco importa se Alex Rolfini non abbia ancora fatto centro in campionato. C’è andato sempre vicino, ma gli hanno tolto di tutto: reti regolari, rigori sacrosanti, realizzazioni giudicate in fuorigioco che non erano tali. E proprio uno come lui, che corre, suda la maglia, si sacrifica per i compagni e aggredisce gli spazi – che giochi un minuto o ne sostenga novanta – incarna il sentimento tutto catanese.

Alex è il Cobra, o nell’idioma di chi segue i rossazzurri allo stadio è “Mbare Alex”, che suona anche bene. Nell’intervista concessa ieri in esclusiva al nostro giornale, l’attaccante che non era sceso più a Sud di Carrara per giocare a pallone adesso dice che, sì, la scelta è stata quella giusta.

La chiamata è arrivata presto.

«E avevo già i bagagli pronti. Cosa si può rispondere se ti sceglie il Catania?»

Togliamoci subito il “dente”: le pesa non aver segnato?

«Non vivo drammi, purchè vinca il gruppo».

A Potenza però…

«Dico solo che ci mancano quei due punti a prescindere se il gol l’abbia segnato io».

E ieri c’era anche un rigore alla fine.

«Mi fa piacere che Caturano abbia detto che, comunque, l’avrei tirato io».

Si può essere amici se si gioca nello stesso ruolo e si sgomita per avere spazio?

«Tolga il punto di domanda. Lo siamo. Chiaro che se decidi di giocare a Catania sai benissimo che dovrai lottare con due o tre concorrenti forti. Qui siamo in sei o sette, ma di base ci sono due elementi cardine».

Quali?

«Amicizia al di là del campo e voglia di vincere il campionato».

La concorrenza non pesa, ma con Toscano in che modo vi confrontate?

«Più che parlare lavoriamo. Sono certo dei miei mezzi, tutti i giorni cerco di dare il massimo».

E dire che è partito dall’Eccellenza (Portomaggiore) e ha cominciato a segnare caterve di gol. Come in Serie C ad Ancona.

«All’inizio della carriera ho pensato a divertirmi senza l’obiettivo di arrivare chissà dove. Ho sempre voluto fare il calciatore ma non facevo programmi. Le dico una cosa basilare per la mia vita».

Confessi.

«Mi porto le esperienze in Eccellenza e in Serie D come una palestra di vita. E glielo confermo con orgoglio».

E intanto studiava.

«Diploma di Geometra, laurea in Scienze Motorie».

Ad Ancona la ricordano ancora come il capocannoniere del girone.

«Uscimmo alla prima dei play off, ma personalmente è stato un anno perfetto. Ho segnato in qualsiasi modo, anche in acrobazia. Ma lo sa che lì ho conosciuto il magazziniere Alessandro Ammendola che adesso ho ritrovato a Catania?»

Il mondo è piccolo. E la lotta per il primo posto sarà un duello esclusiva tra Catania e Benevento, oggi in testa?

«Tutti vogliono vincere, ma Salernitana, Casarano e soprattutto il Cosenza che ha un gruppo rodato con molti reduci dalla Serie B, sono sempre in corsa».

Il pubblico che spinge con quasi 20mila a sostegno ce l’ha solo il Catania.

«Le famiglie allo stadio che indossano le maglie di gara mi esaltano, c’è stato un incremento di presenze, l’entusiasmo è alto. Un motivo in più per scappare dalla Serie C».

Domenica sarete a Monopoli.

«Avversario che gioca, forte, fa bene in Serie C da anni, tiene sempre una posizione di vertice. Dobbiamo essere pazienti e vincere con le nostre armi».

Rolfini dall’inizio o in corsa?

«Guardo, ascolto, imparo in silenzio. Mi applico per la squadra. Entrare in corsa non è mai facile, vuol dire che devi risolvere qualcosa. Entro e do tutto quello che ho, attendo a non sbagliare un passaggio ad aggredire il campo nella maniera giusta».

Perché la chiamano il Cobra?

«Il diesse dell’Ancona, Micciola, in un’intervista mi chiamò così e sono diventato “Cobra”. Mi va anche bene».

Il giro di campo a fine gara, Rofini che applaude i tifosi, la gente che ricambia. Che grande feeling.

«Aspettiamo sempre il momento. Siamo noi a ringraziare per il sostegno, innanzitutto. Questi fine gara ci fanno emozionare, ci danno la carica per la sfida successiva».