Calcio
L’appello di Linguanti agli Arena: “Sostenere il Siracusa è un investimento di territorio”
Il presidente di Territorio Protagonista scrive al "re dei supermercati" nell'isola. E intanto continua l’emorragia in squadra: saluta anche Molina
Un appello formale, ma dal tono politico e civile, che mette insieme identità cittadina, economia locale e calcio come ultimo collante collettivo. Arturo Linguanti, presidente dell’Associazione Territorio Protagonista Siracusa 2016, ha scritto una lettera indirizzata al Cav. Lav. Giovanni Arena chiedendo al Gruppo Arena di valutare una sponsorizzazione stabile del Siracusa Calcio 1924, oggi in Serie C, come scelta “coerente” con una presenza commerciale già radicata in città attraverso i marchi Decò e SuperConveniente.
Linguanti parte da un assunto: Siracusa non è un mercato “occasionale” per gli Arena, ma un territorio dove il gruppo “ha scelto da tempo di radicarsi”, intercettando non solo consumi ma una comunità. Ed è proprio per questo – sottolinea – che l’eventuale sostegno al club azzurro non andrebbe letto come un’operazione di immagine o come l’ingresso in un bacino nuovo, bensì come la naturale estensione di un investimento già esistente.
Il punto centrale della lettera sta nella definizione del Siracusa Calcio come uno dei pochi luoghi in cui la città “continua a riconoscersi come corpo collettivo”. Tradotto: lo stadio, la squadra, la maglia rappresentano ancora un rituale comunitario che regge anche quando il resto si frammenta. E, soprattutto, i tifosi sono gli stessi cittadini-clienti che ogni giorno frequentano i punti vendita del gruppo. Per Linguanti, legare il nome Arena al Siracusa significherebbe trasformare una leadership commerciale in una leadership territoriale, rafforzando il patto fiduciario con i consumatori e consolidando il posizionamento in un mercato locale “maturo e competitivo”.
Non solo. Nelle righe dell’appello emerge anche un argomento di metodo: si tratterebbe di un investimento “dal ritorno chiaramente identificabile”, perché concentrato su un’area dove Arena è già “attore primario”, con costi proporzionati e benefici direttamente riconducibili al territorio. In una fase in cui molte imprese rischiano di apparire distanti e i territori faticano a riconoscersi, l’eventuale sostegno al club viene presentato come una scelta di “responsabilità economica e civile”: un modo diretto per tenere insieme impresa e comunità, mercato e identità, presente e futuro.
Il seguito: l’idea di un “Comitato per la salvezza” e l’asse con la famiglia Arena
La lettera di Linguanti, però, non nasce nel vuoto. È il seguito – e insieme l’evoluzione – di una proposta avanzata nei giorni scorsi da Paolo Lombardo, figura molto conosciuta in città, che in occasione dei festeggiamenti per i suoi 83 anni avrebbe lanciato l’idea di costituire un “Comitato per la salvezza del Siracusa Calcio”.
Un comitato pensato per raccogliere forze, risorse e credibilità attorno a un obiettivo immediato: evitare che la crisi sportiva e societaria degeneri fino a compromettere definitivamente il campionato e il futuro del club. Linguanti, secondo quanto trapela, vorrebbe farne parte e immagina il coinvolgimento della famiglia Arena e della sua azienda come leva determinante: non soltanto un contributo economico, ma un’operazione capace di dare al Siracusa un sostegno “strutturale” e non episodico.
“Fuggi fuggi” e spogliatoio che si svuota: via anche Molina
Sul piano sportivo la situazione, intanto, resta in salita. In città si parla apertamente di “fuggi fuggi” dei giocatori, segnale di un clima di incertezza che rischia di trascinare il Siracusa in una spirale difficile da invertire.
Nelle ultime ore è arrivata anche la notizia dell’addio di Molina, attaccante in prestito dalla Vis Pesaro, che sarebbe ormai vicino all’ufficializzazione con la Salernitana. Un’uscita che pesa non solo per il valore tecnico, ma per il messaggio: quando una squadra perde pezzi nel cuore della stagione, la percezione è che manchino garanzie, prospettiva e stabilità.
La città davanti a un bivio
Il quadro che si compone è quello di una comunità chiamata a scegliere se lasciare che il Siracusa scivoli lentamente verso un ridimensionamento irreversibile o se costruire – con un patto tra società civile, imprenditoria e tifo – una rete di sostegno capace di riportare ordine e fiducia.
In questo contesto, l’appello di Linguanti al Gruppo Arena non è soltanto una richiesta di sponsorizzazione: è una proposta di alleanza territoriale. Con un messaggio implicito, ma chiaro: se il Siracusa Calcio è ancora uno dei pochi simboli condivisi, allora salvarlo non riguarda solo lo sport. Riguarda l’immagine, l’economia, la coesione sociale di una città intera.