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il futuro viola

Firenze non si ferma: chi c'è al comando della Fiorentina dopo Rocco Commisso

Dalla famiglia ai dirigenti, passando per il mercato: come cambia nel club dopo la scomparsa del patron

Redazione La Sicilia

17 Gennaio 2026, 18:19

Firenze non si ferma: la nuova catena di comando della Fiorentina dopo Rocco Commisso

Chi guida la Fiorentina adesso, e con quali priorità? La risposta è netta: continuità operativa, una regia familiare e un’agenda già scritta per le prossime settimane.

La società ha ufficializzato nella mattina di sabato 17 gennaio 2026 la morte del suo presidente, 76 anni, negli Stati Uniti, al termine di un periodo di cure. Il comunicato del club e le principali testate hanno ricordato il percorso iniziato nel 2019, l’impronta imprenditoriale, l’investimento infrastrutturale sul Viola Park e i traguardi sportivi: due finali di Conference League e una di Coppa Italia. È il contesto da cui riparte ogni analisi: un progetto che non si azzera, ma viene accompagnato alla fase successiva.

Chi comanda adesso: la regia della famiglia e la cabina di pilotaggio del club

La prima linea è familiare. Nelle ore successive alla notizia, fonti concordi indicano che la guida proprietaria passi alla moglie di Commisso, Catherine, affiancata dal figlio Giuseppe. È una regia di indirizzo, non invasiva, che si appoggia all’organigramma già in funzione a Firenze. Tradotto: il giorno per giorno resta in mano alla struttura che la società ha consolidato nell’ultimo anno.

Sul piano esecutivo, il club conferma la propria “spina dorsale” manageriale: l’area amministrativa sotto l’egida dell’Amministratore Delegato — indicato pubblicamente come Mark E. Stephan all’interno degli elenchi ufficiali di Lega Serie A — e l’operatività sportiva e organizzativa coordinata dal Direttore Generale Alessandro Ferrari. Si tratta delle stesse figure che, con responsabilità via via accresciute nell’ultimo biennio, hanno garantito continuità durante l’assenza prolungata del presidente dall’Italia.

Nota sulla governance: la compagine proprietaria della Fiorentina è detenuta al 100% da una società statunitense, indicata come Columbia Soccer Ventures LLC, a sua volta parte della holding di famiglia. La cornice societaria, aggiornata negli ultimi anni, è un ulteriore elemento di stabilità nella transizione.

Il tassello chiave che arriva: Fabio Paratici, dal 4 febbraio

Il calendario aiuta a leggere il momento. Il 4 febbraio entrerà formalmente in carica Fabio Paratici come nuovo Direttore Sportivo. La decisione, ufficializzata nella settimana precedente, mette a disposizione della Fiorentina un profilo di mercato internazionale proprio quando il club ha bisogno di ridefinire priorità tecniche e, in prospettiva, una strategia di medio periodo su scouting, contratti e valorizzazione degli asset. Fino alla chiusura della finestra invernale, Paratici completa gli adempimenti con il Tottenham; poi si trasferisce a Firenze. Le comunicazioni incrociate dei due club e la stampa internazionale collocano con chiarezza tempi e ruolo.

A livello pratico, la sua presenza si innesterà sulla struttura sportiva già attiva: il DG Ferrari come snodo interno, l’area scouting e contrattuale integrata, una rosa da rafforzare in modo chirurgico e, soprattutto, da proteggere psicologicamente in una stagione complicata. La tempistica aiuta: una figura forte dopo il mercato invernale, quando si fa davvero strategia.

Continuità, non smobilitazione: il testamento di Commisso

Negli ultimi mesi, pur dalle lontananze forzate, Commisso aveva scandito un messaggio ricorrente: il club “non è in vendita” e la priorità è la salvezza sportiva e la stabilità gestionale. Sottolineava il coinvolgimento quotidiano della moglie Catherine e del figlio Giuseppe, insieme al lavoro del DG Ferrari e del responsabile dell’area tecnica in carica pro tempore, in attesa del nuovo DS. Un indirizzo politico-gestionale che oggi, per forza di cose, diventa il filo con cui attraversare i prossimi mesi.

Sullo sfondo, resta l’asset più tangibile dell’era Commisso: il Viola Park, il centro sportivo che ha ridisegnato il quotidiano del club, dalle giovanili al femminile, fino alla prima squadra. Le cifre ufficiali e i consuntivi di periodo parlano di un impegno tra i €113–130 milioni per la costruzione e il completamento dell’opera, con un investimento complessivo nel progetto Fiorentina che ha superato, a seconda delle metodologie di calcolo, i €400 milioni entro il 2023 e si è avvicinato a soglie anche superiori entro il 2025 includendo sponsorizzazioni e ricapitalizzazioni. Numeri che spiegano perché, oggi, l’idea dominante sia quella della continuità e non dello smontaggio.

In questi anni, Commisso ha costruito un rapporto diretto e spesso ruvido con l’ecosistema Firenze: dalla dialettica sullo stadio Artemio Franchi alle posizioni sulla burocrazia italiana. Ma ha lasciato un’infrastruttura — il Viola Park — capace di generare valore civile oltre che sportivo: eventi, indotto, una “casa” condivisa tra tutte le anime viola. L’idea che trapela dai vertici è che questa funzione non solo resterà, ma verrà potenziata in termini di programmazione e sostenibilità. A leggere i rendiconti e le analisi di settore, la struttura costa — oggi — e costerà di più domani, ma crea condizioni che il club non aveva mai avuto.

Ipotesi di vendita e scenari futuri

Le indiscrezioni su una possibile cessione del club rimbalzano da mesi. È un riflesso quasi automatico ogni volta che una proprietà entra in una fase di passaggio. Ma le dichiarazioni più recenti di Commisso in vita sono state nette: “la Fiorentina non è in vendita”, con annesso invito a isolare voci destabilizzanti. Oggi, nel pieno del lutto, ogni valutazione ulteriore sarebbe arbitraria. La priorità è la gestione. Se e quando la famiglia valuterà strade diverse, emergeranno segnali e procedure formali. Fino ad allora, la bussola resta puntata su stabilità e risultati.