Calcio
La scomparsa di Pierino Cucchi, simbolo delle rinascite del Catania e del Giarre
L'allenatore gentiluomo s'è spento a Tortona all'età di 86 anni. Vi raccontiamo una splendida epopea di un calcio romantico che oggi non esiste più
Parlava poco, sembrava quasi che si ritraesse per una timidezza che durante gli allenamenti e le partite diventavano autorevolezza assoluta. Piero Cucchi è stato il tecnico della Liberazione del Catania quando in quell’iconico derby col Messina datato 25 aprile 1999 – gol di Manca dopo il 90’ – il successo permise ai rossazzurri di riappropriarsi della C1 dopo il percorso cominciato da Busetta dai dilettanti per via dello stucchevole declassamento in Eccellenza e in D.
Pierino, come lo chiamavamo tutti quanti, s’è spento all’età di 86 anni. Abitava a Tortona nell’Alessandrino. Di calcio non parlava più da anni. E non perché fosse caduto nel dimenticatoio. Quando rispondeva al telefono la premessa era sempre quella: “Vi ricordo tutti con affetto. Salutami Angelo e i ragazzi. Che fate a Catania e a Giarre?” E tagliava corto.
Angelo è Angelo Sciuto. A Catania è stato molto più di un fedele vice. Era l’uomo che teneva unito lo spogliatoio, che traduceva e introduceva nello stanzone la passione popolare dei catanesi, quell’orgoglio che ha portato i rossazzurri in alto.
Aveva giocato in A con Varese e Lazio, da centrocampista. Da allenatore in Sicilia era arrivato per la scelta di un presidente lungimirante, passionale come Nello Gugliemino, scomparso di recente, con il vice Salvo Di Bella lo portarono a Giarre. E dal 1987 al 1990 continuò il ciclo strabiliante che portò i gialloblù successivamente fino a un passo dalla B.
Ci sono date storiche che chi ha vissuto il calcio genuino, ruspante e tecnicamente elevato non dimenticherà. Il 3 gennaio 1988 Giarre-Palermo 1-0 fu una vittoria inimmaginabile, di fantascienza. Gol di Angelo Sciuto, sempre lui. Il difensore che percorse tutto il campo per andare a bucare la porta degli uomini di Caramanno e poi se lo rifece a tutta velocità per andare a esultare sotto la tribuna Olimpia. Promozione in C1 nel 1988, quinto posto in C1 con il successo sul Cagliari di Ranieri (gol di Marcello Prima).
A Catania il successo ancora sul Palermo in Coppa il 30 agosto 1998 con i gol di Lugnan e Passiatore.
Piero si fece da parte e, dicevamo, di calcio non volle più parlare. La perdita del figlio Enrico, ex calciatore dell’Inter, strappato via da una malattia proprio nel 1996, lo aveva comprensibilmente segnato. Troppi ricordi, dolore atroce. Meglio dedicarsi alla famiglia. A Paola, al figlio Alessandro.
Per anni i tifosi del Catania lo cercavano, ci chiedevano interviste, si informavano. Sapevano della proverbiale riservatezza di mr Pierino che da tecnico giocava in borsa e allenava con un filo di voce che arrivava dritta al cuore. Un gentiluomo d’altri tempi, un’icona della rinascita rossazzurra, un simbolo del calcio a Giarre. Ieri centinaia di ricordi sui social: ex calciatori, i suoi vice storici, tifosi, dirigenti. Nessuno aveva dimenticato, nessuno dimenticherà.