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Calcio, Serie B

Il Palermo dei record e le certezze di SuperPippo Inzaghi

Il tecnico dei rosanero dopo il successo ottenuto sullo Spezia continua la marcia per la promozione in Serie A. Ecco le sue parole

Manuel Mannino

20 Gennaio 2026, 08:19

l'esultanza rosanero

L'esultanza dei rosanero (Foto Alessandra Lo Monaco)

L'ultima volta accadde nel 1975, mezzo secolo più tardi è successo di nuovo: del resto una striscia di imbattibilità casalinga di cinque partite tutte senza subire gol è evento quantomeno raro. Ma non si guarda ai record in casa rosanero, anche e soprattutto perché non portano direttamente all'obiettivo. Ma certo confortano, indicano una direzione, alimentano il cammino.

Il Palermo lo sta percorrendo al meglio delle proprie capacità: la vittoria di domenica è stata la quinta nelle ultime sette partite in cui Inzaghi non ha mai perso. E i due pareggi che hanno “sporcato” il bottino pieno hanno entrambi il sapore della beffa. Un aspetto che lo stesso tecnico rosanero vuole migliorare: andare in vantaggio non basta, le partite vanno chiuse capitalizzando le occasioni create. Che nell'ultimo periodo sono state tante ma non hanno prodotto sempre quanto è sufficiente per portare a casa i tre punti.

Anche contro lo Spezia si è rischiato di riproporre anche sul palco del “Barbera” il copione interpretato a Mantova: il vantaggio immediato, la gestione, le palle gol sprecate e la sofferenza. Il finale, per fortuna, è stato diverso e così la vittoria contro gli uomini di Donadoni regala al Palermo la possibilità di iniziare la settimana con certezze rinnovate e spirito rinfrancato.

E fa bene Inzaghi a non occuparsene per il momento, ma anche a guardare la classifica oggi non si sta poi così male. Perché sì, è ancora quarto posto, ma i rosanero hanno guadagnato altri due punti sul Monza, che non più di due mesi fa aveva nove lunghezze di vantaggio e oggi è distante appena un punto, e sul Frosinone capolista, ancora lontano ma un po' di meno. Insomma la cura di Inzaghi porta risultati. Lo stesso tecnico ha ribadito a più riprese che dopo l'ultimo ko subito, a Castellammare di Stabia a inizio novembre, ha capito di dover cambiare qualcosa partendo dal gruppo: «Ho dovuto cercare di creare un'anima, uno zoccolo duro», ha ripetuto ancora una volta alla vigilia della vittoria contro lo Spezia. Come a voler sottolineare che oltre ogni lacuna tecnica, correzione tattica, errore individuale, prima di tutto la sua squadra aveva ancora bisogno di diventare squadra.

La strada l'ha tracciata Inzaghi con le sue scelte, a tratti forti e sorprendenti, ma evidentemente necessarie: gli effetti si sono manifestati in primo luogo in campo, e poi anche sul mercato. Basti il fatto che Matteo Brunori ad agosto era il capitano del Palermo e oggi gioca con la Sampdoria. Il primo movimento di questa campagna acquisti rosanero che ha poi visto il ritorno di Magnani e che è adesso in attesa del lampo finale. Perché una volta trovata l'anima, questa va nutrita. E a dispetto delle giuste risposte di circostanza che ogni allenatore dà quando la domanda vira sul mercato, Inzaghi sa che per poter alzare i giri del motore il suo Palermo ha bisogno di qualcosa, anzi di qualcuno che oggi però gioca altrove. Non uno qualsiasi: guidato dal tecnico piacentino Matteo Tramoni è sbocciato, è diventato quel calciatore che prima ha spadroneggiato in cadetteria e oggi si impone anche in Serie A. Facile comprendere allora perché il ds Carlo Osti stia mettendo in campo tutte le armi a disposizione perché il trequartista corso possa riabbracciare il tecnico che lo ha lanciato tra i grandi.

Le possibilità che ciò avvenga sono alte, ma gli ostacoli non mancano: il Pisa è un club finanziariamente solido, non ha l'urgenza di vendere né tantomeno intende farlo prima di aver completato il proprio mercato in entrata. E allora, come spesso accade nella campagna acquisti invernale, come è accaduto un anno fa con il Venezia e Pohjanpalo, sarà il tempo a mettere a posto ogni cosa.