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Calcio, Serie C

Le mosse vincenti di Toscano e il motto che spiega il perché «Stiamo vicini ai ragazzi»

Il rientro in Sicilia dopo il successo ottenuto a Monopoli, le parole dell'allenatore e il mercato che oggi entra nel vivo con uno o due arrivi

Giovanni Finocchiaro

20 Gennaio 2026, 08:23

08:29

L'allenatore del Catania, Domenico Toscano

L'allenatore del Catania calcio Toscano (Foto Filippo Galtieri)

Il giorno dopo il successo di Monopoli, Domenico Toscano, è più carico che mai. Nessuna marcia indietro. Lo capisci quando il tecnico del Catania percorre con la cadenza da militare i cento metri che ci separano arrivando in fondo al gate delle partenze.

Continua a parlare come se fosse ai bordi del campo del “Veneziani”. A gesticolare, a dispensare indicazioni. A fare scudo su un Catania che resta primo, ma che una frangia di simpatizzanti (ma sono tifosi? Alcuni sì, altri no) continua a criticare. Ognuno può fare quel che vuole ma… «E se vinci al 95’ quasi non vale, se fai solo due gol all’Atalanta hai quasi… perso. Se prevali sulla Cavese alla fine della gara hai sbagliato tutto. E il modulo non funziona, e Caturano non segna. E a centrocampo non va…»

Insomma a Catania c’è sempre una critica in più nonostante il primo posto perché tanto «il Benevento è più forte, più completo, più squadra». Fin qui la classifica dice che le due contendenti sono prime a pari merito. E che, come ha ribadito lo stesso Toscano alla fine della gara disputata in Puglia: «Sarà una lotta punto a punto fino alla fine. Un duello equilibrato più che mai».

Con un vantaggio in più, adesso: «Il ritorno dei tifosi in trasferta è stata una spinta decisiva. Sì, lo ripeto perché i giocatori lo hanno avvertito fin dall’ingresso in campo, lo hanno somatizzato quando s’è trattato di forzare i colpi per andarci a riprendere la partita che era rimasta aperta».

Schemi, scelte, cambi. Il Catania ha un gruppo unito e che con le sostituzioni forza, fa rifiatare chi ha cominciato e ultimamente fissa le partite con gol anche importanti: «Quando il Monopoli attaccava non mi sono messo a quattro in difesa perché avevamo la sensazione di ribaltarla. Eravamo lì, vogliosi, vivi, determinati».

Insomma il Catania, che sia zona Caturano, che porti in gol un difensore (Di Gennaro, ma adesso manca una pedina importante), che liberi l’estro di Casasola in zona finalizzativa poco importa. L’assenza di Di Gennaro è grave, ma la società ha rimediato immediatamente. A parte Ponsi, che avrà bisogno di inserirsi in maniera graduale, in città c’è già Mirko Miceli, 34 anni, che ha avviato il trasloco già ieri arrivando prima dei compagni in terra di Sicilia ritrovando il rossazzurro che aveva vestito ai tempi della Primavera di Giovanni Pulvirenti e non solo. I colloqui con Cargnelutti, ieri sera in campo con il Crotone, continuano e potrebbero diventare concreti nelle prossime ore. Il Catania cerca anche un centrocampista da aggiungere alla pattuglia già operativa.

Domenica il confronto con il Cosenza. Senza Pieraccini che era diffidato ed è stato ammonito. Con Ierardi che, dopo la convocazione per il match Pugliese, potrebbe assicurare una prestazione part time, ma arriverà Miceli e forse anche qualche altro elemento. Si prevede un Massimino sold out perché il concetto di Toscano, ribadito più volte, è sempre quello: «Restiamo uniti per inseguire un sogno. Restiamo uniti per sostenere questi ragazzi. Gruppo che ha dei valori, straordinario, che va incoraggiato».