4 febbraio 2026 - Aggiornato alle 09:38
×

calcio

Serie D, girone I: porte chiuse e divieti di trasferta mettono in ginocchio i club siciliani

Promozione in bilico tra squadre ambiziose e club siciliani falcidiati da porte chiuse, divieti di trasferta e perdite

22 Gennaio 2026, 13:23

13:25

Serie D, girone I: porte chiuse e divieti di trasferta mettono in ginocchio i club siciliani

Seguici su

Un campionato di calcio, tante squadre forti lì pronte a scendere sul terreno di gioco per contendersi la promozione in serie C e la scura delle decisioni delle prefetture che rischiano di mettere ulteriormente in ginocchio quegli imprenditori che sul mondo dello sport (sempre in crisi) vogliono continuare ad investire i propri risparmi.

Siamo nel campionato di Serie D girone I. Qui ci sono tante squadre che stanno puntando alla vittoria e a metà della stagione agonistica la stanchezza inizia a farsi sentire sulle gambe dopo la breve pausa delle feste di Natale. Mentre il calciomercato va avanti le squadre stanno facendo i conti con le "porte chiuse". Le società siciliane hanno pagato caro un autunno-inverno di squalifiche, con almeno 8-10 partite giocate a porte chiuse tra settembre 2025 e gennaio 2026, un elenco che pesa come un macigno sui bilanci precari del calcio dilettantistico isolano.

Il prossimo stop riguarda la trasferta dei tifosi della Nissa a Favara. La prefettura di Agrigento, infatti, ha ufficializzato il divieto di trasferta per i residenti nella provincia di Caltanissetta, in occasione della gara in programma domenica presso lo stadio “Bruccoleri”, con fischio d’inizio alle ore 14:30. Il provvedimento è stato adottato per motivi di ordine pubblico. E nel mirino della prefettura di Caltanissetta c'è anche il derby Sancataldese-Gela di domenica 1 febbraio con le tifoserie che qualche settimana fa si sono scontrate all'imbarco di Messina.

L'elenco completo degli episodi senza tifosi

La stagione parte zoppicando: il 7 settembre Savoia-Gela si disputa a porte sbarrate per recidive ultras, mentre il 14 settembre Paternò-Gelbison finisce a Lentini senza spettatori per ritardi infrastrutturali allo stadio di casa. Nei preliminari di Coppa Italia, Milazzo-Athletic Palermo e Favara-Gela subiscono lo stesso destino. Ottobre e novembre segnano il picco, con comunicati Lnd che sanzionano Acireale-Catania San Cristoforo per petardi, Paternò-Nissa per incidenti e Gela-Nuova Igea per intemperanze ospiti; a dicembre, Real Agrotecnica e Milazzo scontano residui da squalifiche pregresse. A gennaio 2026, la stangata su Acireale dopo la 20ª giornata contro Nuova Igea impone due gare immediate in neutro senza pubblico. E poi c'è il caso dei tifosi della Sancataldese che non sono potuti andare in trasferta a Messina così come divieto di trasferta per Athletic Palermo-Sancataldese.

Il dramma economico per i club siciliani

Questi episodi prosciugano risorse vitali: club come Paternò, Acireale, Gela, Nissa, Sancataldese e Milazzo perdono incassi da biglietti e abbonamenti per un totale stimato in 50-70.000 euro nel periodo, erodendo il 30-40% dei ricavi medi annui da 150-300.000 euro a squadra. Poi bisogna sommare le ammende da 500 a 4.000 euro ai costi extra per campi neutri – affitti, logistica e trasferte "casa" che lievitano del 20-25%, con buchi economici non indifferenti.

Impatti sportivi e sul pubblico

Senza tifo, l'adrenalina svanisce e chi ne risente sono maggiormente i giocatori che cercano tra i propri tifosi di ritrovare la grinta per portare a casa un risultato utile. Senza però quei volti amici e le gradinate vuote riuscire a concludere il campionato sembra essere difficile.

Le decisioni

Lo stop a trasferte e le multe per le società sono riconducibili - tra le altre cose - ad una rivalità sportiva tra territori che va avanti da tantissimi anni. Tutto questo è frutto di una competitività agonistica che non c'entra nulla con chi varca i cancelli degli stadi per stare accanto alla squadra del cuore e far sentire il proprio sostegno. Da tifoso vero.