il lutto
Ci lascia a 85 anni un campione d'Italia dell'Inter e "chioccia" di Pippo e Simone Inzaghi
Una carriera limitata solo dagli infortuni. Il Guerin Sportivo lo aveva paragonato a Omar Sivori
Si è spento a Bobbio (Piacenza), suo paese natale, Giancarlo «Caje» Cella, 85 anni.
Ex calciatore di Piacenza, Torino — con cui esordì in Serie A — Catania, Atalanta e Inter, con la maglia nerazzurra conquistò lo scudetto 1970-71.
In azzurro vanta 9 presenze e 2 reti con l’Under 21 e una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1959.
La carriera da calciatore, in cui ha ricoperto i ruoli di mezzala, poi mediano e infine libero, fu bruscamente interrotta da un grave infortunio al ginocchio che gli precluse la convocazione in Nazionale per i Mondiali del 1962.
Appese le scarpette al chiodo, intraprese la strada della panchina: guidò il settore giovanile dell’Inter, ne divenne viceallenatore e successivamente allenò Pavia, Carpi, Spal e Suzzara.
Chiuse quindi come responsabile del vivaio del Piacenza, dove ebbe tra i suoi allievi sia Pippo sia Simone Inzaghi.
Legatissimo a Bobbio per tutta la vita, vi ha costruito la famiglia con la moglie Poni e i figli Francesca e Gionata, tornando definitivamente nel borgo in età avanzata.
Amava ricordare il complimento più prestigioso ricevuto: «Il Guerin Sportivo titolò “Cella come Sivori”, che allora era il più forte di tutti», raccontò qualche anno fa. E non ha mai nascosto il suo più grande rammarico: «L'infortunio al ginocchio del marzo 1962, che mi costò la convocazione in Nazionale ed i Mondiali del 1962».