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Modica calcio, ecco che cosa poteva essere fatto meglio per riuscire a vincere la Coppa Italia

L'analisi a freddo della sconfitta di Sciacca e alcune riflessioni sulla gestione dei momenti topici del match

24 Gennaio 2026, 11:30

11:31

Modica calcio, ecco che cosa poteva essere fatto meglio per riuscire a vincere la Coppa Italia

Il gol del 2-2 segnato dallo Sciacca

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È difficile, oggettivamente, poter digerire la perdita di un trofeo importante come la Coppa Italia di Eccellenza Sicilia. La società, la squadra e i tifosi nonostante la cocente delusione hanno fatto di necessità virtù con il buon senso che sempre anima i rapporti tra sodalizio e città, come del resto è avvenuto sino adesso. Fare di una sconfitta motivo di opportunità e di crescita mettendo adesso testa al campionato che vede il Modica protagonista assoluto con undici punti di vantaggio sulle seconde, frutto di quindici vittorie consecutive, a dodici giornate dalla fine del torneo.

Al di là dei ringraziamenti e dei riconoscimenti dei meriti di circostanza allo Unitas Sciacca, che mette in bacheca il suo secondo consecutivo trofeo regionale perché ne possa trarre vantaggi sino alla fine, alcune riflessioni sulla gara vanno fatte tenendo conto di quanto accaduto in campo. Del resto si sa perdere un traguardo a motivo della lotteria dei rigori non è cosa molto indicativa sul piano dei valori e dei meriti espressi.

Il punto di domanda è: come è stato possibile che una squadra come il Modica che aveva sino al 93’ di gioco la Coppa in saccoccia, se l'è fatta soffiare negli ultimi spiccioli di secondi? Cos’è che non è stato fatto e che si doveva fare adesso a bocce consumate e non più recuperabili?

La Unitas Sciacca, diciamolo subito, ha avuto il merito di affrontare la gara a campo aperto senza timori reverenziali, magari suggeriti dal ruolino di marcia degli illustri e quotati ospiti, e andando al sodo conquistando campo e realizzando il pareggio su azioni combinate.

Veniamo al primo gol del pareggio. Siamo al 45'. Domenico D’Aleo, consumato terzino di fascia, pianta sulla sua trequarti Fravola che non riesce ad agguantarlo. Il difensore compie una corsa di circa sessanta metri sulla fascia senza che nessuno nella zona trequarti del Modica sia stato in grado di fermarlo. Eppure c’erano due rossoblù in postazione che potevano affrontarlo sullo spazio e non lo hanno fatto. Il risultato? Palla comoda per Magiaracina che batte d’incrocio Romano con una rasoiata sul suo stesso palo.

Il secondo gol del pareggio. Al 72’ la gara gira a favore dello Sciacca dopo che il Modica aveva mancato due gol clamorosi per incrementare il vantaggio. Mister Bruccoleri disperato per l’andamento della gara mette in campo il neo acquisto Concialdi, giocatore di lunga e illustre militanza calcistica in Sicilia e fuori dall’isola. Prende in mano la bacchetta del gioco neroverde e mette al centro dell’area modicana palloni su palloni. Poteva essere asciugata questa fonte di gioco con una marcatura ad personam, magari con un nuovo innesto dalla panchina?

Forse, ma così non è stato. Concialdi mette al centro una palla da corner che Mangiaracina, sempre lui, in rovesciata indirizza nell’area piccola, Romano, quello è il suo regno incontrastato, si libra a mani alzate per recuperare la sfera solo che sbaglia il tempo di intervento e Pisciotta lo anticipa mandando la palla colpita di testa a ficcarsi nel sette.

È il dramma annunciato con un epilogo che sballa i valori, basta pensare alle reti di Savasta e Bonanno da due palle inattive ma gestite con grandissima perizia e abilità calcistica, azzera tutto e l’epilogo che si mette davanti agli occhi della dea bendata. A questo punto c’è un’altra riflessione da fare. Perché Filippo Raciti da quell’allenatore esperto e consumato che è non si è giocato la carta delle sostituzioni nell’arco di tempo che va dal 90’ al 95’ atteso che ne aveva altre tre da fare, sostituendo rossoblù che avevano peraltro spesso molto in campo, per ottenere due risultati? Spezzare il ritmo del gioco avversario, che era diventato asfissiante, e soprattutto guadagnare minuti importanti per superare l’ultimo giro dei secondi che rimanevano da giocare.

Con il senno di poi viene tutto più facile, certo, ma alcune valutazioni vanno fatte perché la perfezione è sfiorabile quando si pongono dubbi e si propongono riflessioni. Adesso testa alla trasferta di Rosmarino. Mancheranno per squalifica Sangarè per la bravata consumata nell’intervallo nella gara contro l’Avola e Cappello per somma di ammonizioni: il ragazzo sarebbe stato di grande aiuto a Sciacca e la sua assenza si è fatta notare non poco. Per il resto squadra al completo nell’attesa del rientro, sembra imminente, di Salvo Maimone. Dirigerà l’incontro Gabriele Salvatore Lisinicchia di Agrigento. Assistenti: Todaro e Rao di Messina.

Marco Sammito