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IL COMMENTO

Serie A, la giornata dei segnali: l’Inter ringrazia, la Juve rinasce, il Milan resta incompiuto

Tra pareggi che spostano equilibri e vittorie che raccontano identità, il campionato consegna certezze ai nerazzurri, rilancia il progetto Spalletti e lascia al Milan più rimpianti che risposte

25 Gennaio 2026, 23:15

Serie A, la giornata dei segnali: l’Inter ringrazia, la Juve rinasce, il Milan resta incompiuto

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Pareggio che in fondo fa la felicità dell’Inter. Il Milan scappa con De Winter, la Roma risale con un rigore di Pellegrini, Chivu mette il timbro della soddisfazione perché tiene i cugini a cinque punti, non un vantaggio banale. Allegri non può essere completamente soddisfatto: il Milan non gioca per un tempo e viene salvato dal solito Maignan (mega rinnovo in arrivo), quando trova il vantaggio non riesce a mantenerlo, i rimpianti sono evidenti. Ma la Roma non avrebbe meritato di perdere, anzi se avesse chiuso il primo tempo avanti di due gol sarebbe stata la giusta fotografia. Per Gasperini è il primo pareggio in campionato, fin qui aveva vinto o perso.

La Juventus è sempre più figlia di Luciano Spalletti. La vittoria sul Napoli va ben oltre la rotondità del risultato, c’è un lavoro molto profondo da mastro Geppetto di un allenatore che riesce sempre a incidere. Spalletti lavora sulla tecnica, privilegia la tattica, ma ha avuto il grande merito di essere entrato nella testa di calciatori depressi e condizionati non poco dalla precedente gestione di Tudor. Di sicuro Luciano non è un allenatore da treno in corsa perché non ha partecipato alle fermate precedenti, anzi il vagone bianconero era quasi finito su un binario morto ed erano stati fatti danni non indifferenti. Spalletti è riuscito a intervenire in modo chirurgico, un passo alla volta ma dentro una dimensione chiara, ha perso due partite (Napoli e Cagliari) guadagnando però centimetri sulla strada della credibilità. Quei centimetri sono diventati chilometri, i discorsi per il rinnovo già avviati rappresentano una priorità, se vogliamo ben oltre gli obiettivi da centrare.

Troppi allenatori sono stati cambiati strada facendo per non pensare che questa sia la svolta definitiva, costruire con Spalletti significherebbe avere le idee chiare su un futuro lontano dall’anonimato.

La Juventus avrebbe dovuto, anzi dovrebbe, aiutarlo di più sul mercato tra missioni fallite (l’ultima per En-Neysri, vedremo se il no sarà definitivo) e troppe settimane perse alla ricerca dell’incastro. Ma di sicuro la ricostruzione di Jonathan David procede nel migliore dei modi, come se fosse uscito profumato da una lavatrice. Per il Napoli è una brutta botta perché Conte non ama perdere a briscola figuriamoci in quella che è stata la sua “casa del cuore”. Le assenze sono troppe, qualcuno dovrebbe spendere un supplemento di indagine per capire i motivi, non può essere un caso. Conte fa bene a ricordare che mollare adesso significherebbe mettere in pericolo la qualificazione in Champions, nel frattempo la partita da non bucare è quella di mercoledì contro il Chelsea. Non un semplice “dentro o fuori”, piuttosto l’essenza della stagione.

La vittoria dell’Inter, sotto di due gol contro il Pisa e vittima di un Sommer disastroso, è un avviso ai naviganti. Perché puoi avere 20 minuti complicati e anche terrificanti, ma una grande squadra la noti quando deve metterci la faccia e reagire. Oggi Dimarco è il miglior esterno sinistro italiano e uno dei migliori in giro per l’Europa, la crescita di Pio Esposito sempre più esponenziale al punto che certe volte non serve far gol per dimostrare il valore. Il rammarico più grande resta quello di aver forato in Champions nel bel mezzo della salita, esattamente quando si doveva scollinare per prenotare un posto tra le prime otto. Mercoledì le residue speranze nell’ultimo turno, altrimenti bisognerà accontentarsi dei playoff senza montare processi infiniti. E occhio a Perisic che vorrebbe tornare, sarebbe già dentro Milano nerazzurra se non fosse che l’ultima decisione sarà del PSV.