Calcio, Serie C
Catania, la città della gioia. Cronaca di un lunedì di ordinaria soddisfazione
Le vittorie della squadra rossazzurra tra record che si rinnovano e speranze di approdare in Serie B. E al Massimino si vivono giornate da urlo
L'esultanza del Catania per il primo posto in classifica - foto Filippo Galtieri
Catania città della gioia. Il risveglio di chi segue il calcio e di chi lo ama senza tanto approfondire è una dose di ottimismo sorbita a piccole dosi ma con continuità. La squadra di calcio funziona in una città che deve rimettersi in piedi per guarire dalle ferite profondissime dell’uragano. Si festeggia da una parte, dall’altra si guarda con preoccupazione al futuro di chi ha perso tutto o ha avuto danni poco riparabili.
Il Catania ha vinto e l’orgoglio dei tifosi tocca più argomenti. I 18mila che hanno risposto presente anche per l’incasso che il patron Pelligra devolverà alle istituzioni per contribuire alla ricostruzione. Il Massimino inviolato. Tutte vittorie, undici, un solo pari contro il Sorrento che sarà il prossimo avversario da affrontare stavolta in trasferta. Dini che non ha mai beccato gol in casa, 12 gare, 0 reti. Leggerlo ancora una volta apre il cuore alla speranza di lotta per la Serie B.
E ancora: 13 giocatori andati a segno, due nuovi esordi dopo un mercato che il ds Pastore ha condotto con enorme sagacia fornendo al tecnico davvero tutto quello che serviva. Miceli in difesa e poi Di Noia in mediana hanno cominciato bene, soprattutto il primo che, poi, nello spogliatoio ha fatto commuovere tutti con la dedica al padre che è morto solo poche settimane fa.
In attacco si alternano Rolfini e Caturano, stavolta Forte è rimasto a guardare in attesa della prossima. Di Tacchio si è dovuto fermare per una botta al costato e dovrà rimanere fermo per qualche settimana. Speriamo nel ritorno del capitano perché è un elemento essenziale. Ecco, il Catania primo della classe in condominio con il Benevento ha fin qui saputo ovviare ad assenze pesantissime. Aloi in principio di stagione, poi Cicerelli, ancora Di Gennaro. Ora si spera che Di Tacchio non abbia nulla di particolarmente complicato ma salterà Sorrento e forse la prossima ancora. E chi entra fa bene lo stesso sobbarcandosi le responsabilità dei compagni che non ci sono.
Dal mazzo del gruppo, intero protagonista, peschiamo due nomi e non a caso. Allegretto che era partito in ultima fila come quando in un Gp di Formula uno dietro le grandi monoposto sgomitavano per essere in lista le “piccole”. Pensiamo, pescando dai nostri ricordi ormai datati, alla Minardi o alla Osella guidata dal meneghino Piercarlo Ghinzani. Ecco Allegretto era come Ghinzani. Nessuno quasi se lo filava apparentemente. Tranne Toscano, la società e i compagni. Adesso è titolare, ieri ha giocato una gara esemplare permettendo al rientrante Ierardi di rimettere piede in campo senza stress.
L’altro protagonista è Lunetta. Ha segnato un gol che i catanesi hanno commentato a voce alta con una frase tipica della liscia tutta marca Elefante: “Lunetta ci spaccau a potta” per sottolineare la potenza del diagonale scagliato da sinistra e che ha rabbiosamente messo in sicurezza il risultato. Gabriel ha sofferto per un malanno alla spalla, ma a Monopoli è stato stoico entrando quando si doveva accelerare e ribaltare il match. A Catania contro il Cosenza ha dato il suo apporto non solo in termini pratici. Oggi è il capocannoniere della squadra con 8 reti.
Il pubblico adesso. I 18mila sono da Serie A. Anche i messaggi per il popolo colpito dal ciclone. La Sud ha dedicato un passaggio chilometrico (lo potete anche osservare nelle foto che il nostro quotidiano in edicola dedica oggi al Catania con due pagine di approfondimenti e interviste), la Nord e la tribuna B hanno fatto altrettanto. Il sostegno è da serie A. Basta sventolare le bandiere per creare un’atmosfera da grandi eventi.
Ecco, la mattinata in ogni angolo della città, avrà un ritmo incalzante come ogni lunedì. Ma quando il Catania vince ci si alza meno imbronciati. La speranza di un percorso che possa portare tutti quanti – tutti – in Serie B è concreto. Toscano lo ha ribadito: “Tutti uniti siamo una potenza”. E stavolta tra social, commenti di gente esperta e di opinionisti dell’ultima ora non ci sono state critiche all’allenatore. La sua strategia di sfiancare l’avversario interrompendo le linee di fraseggio di un signor Cosenza è stata apprezzata univocamente. Anche questo è un segnale.