Licenziato l'allenatore che faceva la formazione con ChatGpt: perché il caso apre scenari nuovi nel calcio
Era sulla panchina del Sochi: tra voli, notti insonni e algoritmi: come l’uso (presunto) dell'Ai ha acceso il dibattito sull’intelligenza artificiale
“Lo sa ChatGPT”. È l’istantanea che, più di ogni altra, riassume il “caso Robert Moreno”: un tecnico europeo, ex commissario tecnico della Spagna, che nella sua esperienza russa avrebbe spinto l’uso dell’intelligenza artificiale ben oltre la semplice consultazione. O almeno, questa è l’accusa. Perché il diretto interessato ribatte: “La usavo solo per tradurre”. In mezzo restano un esonero, un avvio di campionato disastroso – 6 sconfitte e 1 pareggio nelle prime 7 giornate – e un tema che investe l’intero movimento: dove finisce il supporto del software e dove comincia la delega del giudizio umano?
Il fatto: un esonero figlio dei risultati, un metodo che fa discutere
Il cronometro dice 2 settembre 2025. Il PFC Sochi annuncia che si separa da Robert Moreno “di comune accordo” dopo un ritorno in Premier League cominciato con un solo punto in 7 turni: 1 pareggio e 6 sconfitte. È un dato nudo, che basta da solo a spiegare la scelta del club. Ma a distanza di mesi, un ex dirigente – l’allora vicedirettore generale Andrei Orlov – apre un fronte inatteso: secondo il suo racconto, l’allenatore spagnolo avrebbe usato ChatGPT non solo per pianificare viaggi e allenamenti, ma anche per orientare scelte su formazioni, sostituzioni e persino acquisti. La scintilla mediatica scocca, e il dibattito tracima oltre i confini della Russian Premier League.
Le versioni: accusa e difesa
Nel dettaglio, Orlov racconta due episodi-simbolo. Il primo è quello già citato: la trasferta a Khabarovsk, con una pianificazione notturna che – seguendo la bozza generata dall’IA – avrebbe comportato un periodo di veglia anomalo per i calciatori. Il secondo riguarda il mercato: nell’estate precedente, durante la ricerca di un centravanti, sarebbero stati caricati su ChatGPT i dati (provenienti da piattaforme come Wyscout) di tre profili – Vladimir Pisarsky, Pavel Meleshin, Artur Shushenachev – e l’algoritmo avrebbe indicato proprio Shushenachev come opzione migliore. L’operazione, aggiunge la ricostruzione, non avrebbe poi reso quanto atteso.
La replica di Robert Moreno è netta: “Non ho mai usato ChatGPT per preparare partite, scegliere titolari o dettare il mercato. L’ho impiegata, saltuariamente, per traduzioni dallo spagnolo al russo. Le decisioni sportive sono sempre state mie e dello staff”. Anche a testate russe, l’ex ct della Spagna ribadisce lo stesso concetto: l’IA come strumento di contesto, non come sostituto del giudizio umano. Sul congedo, poi, insiste: avvenuto “per mutuo accordo”.