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CALCIO

Gela–Sancataldese, curva ospiti chiusa: perché il Prefetto blocca la trasferta e cosa cambia per tutti

Una decisione che pesa fuori dal campo e riscrive il “clima” del derby: cosa prevede il provvedimento, i precedenti, gli impatti su società e tifosi, e come si arriva al fischio d’inizio

27 Gennaio 2026, 16:24

Gela–Sancataldese, curva ospiti chiusa: perché il Prefetto blocca la trasferta e cosa cambia per tutti

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Una saracinesca abbassata dove, di solito, rimbomba un coro. È l’immagine che apre la settimana di Gela–Sancataldese: al “Vincenzo Presti” non ci saranno i verdeamaranto in gradinata, perché il divieto di trasferta imposto dal Prefetto di Caltanissetta chiude il settore ospiti e consente la vendita dei tagliandi esclusivamente ai residenti nel Comune di Gela. Una misura che parla la lingua dell’ordine pubblico prima ancora che quella del calcio, e che indirizza la vigilia di una sfida dal sapore forte, attesa in calendario per domenica 1 febbraio 2026 alle 14:30.

Cosa prevede il provvedimento: regole semplici, effetti immediati

Il cuore del dispositivo è chiaro: per Gela–Sancataldese, in programma al “Vincenzo Presti” di via Niscemi, i biglietti possono essere acquistati e utilizzati solo da chi risiede nel Comune di Gela. La conseguenza pratica è la preclusione totale della trasferta per i sostenitori della Sancataldese. La decisione, adottata dal Prefetto di Caltanissetta, rientra nelle misure di prevenzione finalizzate a garantire sicurezza e incolumità degli spettatori e degli operatori dell’evento sportivo. È la stessa cornice comunicata nella nota che ha reso pubbliche le restrizioni e che indirizza i tifosi al rispetto delle prescrizioni imposte dalle Autorità di Pubblica Sicurezza.

Perché adesso: il contesto regionale, tra rivalità e protocolli di prevenzione

Non è un unicum: in Sicilia e nel Girone I di Serie D il mese di gennaio 2026 sta segnando una sequenza ravvicinata di limitazioni. La Sancataldese, ad esempio, ha già vissuto divieti di trasferta per sfide come Athletic Palermo–Sancataldese e Messina–Sancataldese; nel secondo caso lo stop è stato disposto “per i residenti nella provincia di Caltanissetta”, condizione che di fatto impediva la presenza del tifo organizzato verdeamaranto al “Franco Scoglio”.

Sullo sfondo, il circuito istituzionale che governa l’analisi del rischio: l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS) forniscono indirizzi e raccomandazioni, poi declinati dai prefetti con provvedimenti ad hoc. A gennaio l’Osservatorio ha pubblicato più “determinazioni”, segno di un monitoraggio costante su territori e partite sensibili. È importante sottolinearlo: non tutte le gare citate sono necessariamente richiamate in una specifica “determinazione” pubblica; tuttavia, la frequenza degli atti e la natura dei derby provinciali hanno portato a scelte restrittive in più piazze.

I precedenti che pesano: dal derby con la Nissa al caso Igea Virtus

Per capire l’aria che si respira nel Nisseno, basta riavvolgere di qualche mese. Il derby Nissa–Sancataldese di Coppa Italia del 31 agosto 2025 è stato segnato da tensioni e danneggiamenti allo stadio “Marco Tomaselli”, con conseguenti provvedimenti successivi: tra questi, ulteriori divieti di trasferta e un DASPO a carico di un sostenitore. In vista di un nuovo incrocio in campionato, il Prefetto di Caltanissetta ha quindi vietato la trasferta ai residenti nel Comune di San Cataldo, lasciando allo stadio la sola tifoseria di casa. È un precedente che ha avuto un suo peso nella “mappa del rischio” del territorio.

Non solo. A Gela, a inizio stagione, il “Presti” era già diventato off limits per i tifosi dell’Igea Virtus, con la vendita dei biglietti interdetta ai residenti nella provincia di Messina. In quella circostanza, anche il sindaco gelese aveva lanciato un messaggio netto contro i facinorosi, ricordando come atti di violenza e intemperanze rischino di tradursi in misure punitive a danno dell’intera comunità sportiva. Un richiamo che torna d’attualità ogni volta che scattano restrizioni come quella odierna.

Il teatro della gara: capienza, lavori e cornice

Il “Vincenzo Presti” è un impianto da circa 4.200 posti, di proprietà del Comune di Gela, con campo in erba e dimensioni regolamentari 105x68. Parallelamente all’attività sportiva, il Comune ha avviato un percorso di riqualificazione finanziato nell’ambito del PNRR, con interventi che riguardano tra l’altro la nuova copertura della tribuna, la razionalizzazione dei locali stampa, il fotovoltaico e la sistemazione delle gradinate. Il valore del lotto di intervento dedicato allo stadio è pari a 1.168.901,71 euro: un investimento che punta a rendere l’impianto più funzionale, sicuro e accogliente.

Il fischio d’inizio di Gela–Sancataldese è previsto per domenica 1 febbraio 2026 alle 14:30, confermando il ritmo “classico” del girone. Senza i sostenitori ospiti, l’impatto acustico e la dinamica della partita in casa cambiano: da un lato viene meno la “spinta” al confronto di tifo contro tifo, dall’altro la squadra di casa, sostenuta dall’intera capienza disponibile ai soli residenti, può contare su un ambiente interamente “biancazzurro”.

Il punto sportivo: un derby che incide su classifica e umori

Sul piano del campo, il derby provinciale ha una storia recente interessante. All’andata, il 28 settembre 2025, al “Valentino Mazzola” la Sancataldese ha piegato il Gela per 1–0, gol di Antonio Rozzi all’84’. È un dettaglio che pesa nella psicologia della gara di ritorno: i verdeamaranto sanno di poter colpire, il Gela ha voglia di riscatto davanti al proprio pubblico.

Nel contempo, le traiettorie in classifica del Girone I hanno visto oscillazioni e sorprese nel corso della stagione: la Sancataldese ha alternato risultati, mentre il Gela ha vissuto fasi di brillantezza e momenti di flessione. In una D estremamente competitiva, ogni derby può diventare spartiacque di morale oltre che di punti.