Calcio Serie C
Siracusa, Turati carica il gruppo: “Col Crotone partita bella, ma serve ritrovare aggressività e maturità”
Il tecnico azzurro alla vigilia in una fase di ricostruzione tra mercato, mentalità ritrovata e guardia alta sulle palle inattive
Alla vigilia della sfida contro il Crotone (domani alle 17,30 allo stadio De Simone), Marco Turati presenta una gara che si annuncia “bella dal punto di vista calcistico”, riconoscendo ai calabresi identità e qualità: “È una squadra molto propositiva, che vuole giocare a calcio divertendosi. Ha calciatori molto forti per questa categoria”. Proprio per questo, il tecnico azzurro sottolinea l’importanza di un Siracusa pronto a riproporre ciò che aveva già mostrato nella partita d’andata.
All’andata gol su piazzato, non in ripartenza. Turati tiene a precisare un dettaglio tattico: nella gara d’andata il Siracusa non sarebbe stato punito in transizione, bensì su palla inattiva. “Abbiamo subito gol su calcio d’angolo, su una palla inattiva, che tra le altre cose il Crotone fa sempre. Non avevamo difeso bene in quella circostanza”. Una partita che, nella sua lettura, era stata comunque interpretata con personalità: “Fu una partita fatta molto bene sotto tutti i punti di vista… avevamo creato e avuto le nostre occasioni sullo 0-0”.
Un Siracusa “nuovo” e in costruzione. Se l’andata è un riferimento, il presente è un’altra storia: “Oggi è tutta un’altra squadra, siamo ancora in fase di costruzione”. Il mercato ha cambiato volto al gruppo e la settimana di lavoro è stata impostata come un mini-ritiro: “Sembrava quasi di essere ai primi giorni… abbiamo messo dentro tantissima gente nuova, quindi abbiamo dovuto lavorare molto, sia in sala video che sul campo”. Il tecnico si dice soddisfatto dell’impatto dei nuovi: entusiasmo, disponibilità e voglia di imparare.
L’aspetto mentale: “Ricompattarci”. Il punto centrale, però, è soprattutto psicologico e di atteggiamento. Turati ammette che le ultime settimane sono state “anomale” e che qualcosa si era perso sul piano dell’attenzione e dell’“iperaggressività” che considera parte del DNA della squadra. “A Benevento si è visto che abbiamo concesso occasioni che era da molto tempo che non concedevamo, specialmente su palla inattiva”. Ora, invece, segnali diversi: “Questa settimana è stata tutta un’altra storia”.
Chi è più pronto tra i nuovi: Arditi avanti, dubbio in attacco. Sui nuovi acquisti, Turati invita alla cautela: molti hanno pochi allenamenti nelle gambe. “C’è chi ha fatto solo un allenamento con noi, chi due”. Cita anche il caso di Sbaffo, arrivato in ritardo per un problema familiare. Tra chi è più avanti indica Gabriele Arditi, “più pronto” per minutaggio e continuità di lavoro. In attacco resta un ballottaggio apertissimo: “Ci portiamo il dubbio fino alle 17.29 domani… Contini è più dentro il nostro modello di gioco, Arditi si è allenato veramente bene”.
“Snodo cruciale”: attenzione agli episodi. La gara viene inquadrata come un passaggio delicato della stagione: serve fare punti e serve farli senza “leggerezze”. Turati ricorda partite “belle e stoiche” finite male “per un episodio stupido o per un’ingenuità”. Contro uno degli attacchi più forti del campionato, la richiesta è netta: “Concedere il meno possibile”, ritrovare aggressività e aggiungere quella maturità necessaria, anche in una rosa molto giovane.
Mercato: “Non posso giudicare, ma ringrazio Laneri”. Sul bilancio del mercato, il tecnico non si sbilancia: i nuovi non sono ancora “giudicabili” perché arrivati con condizioni diverse. Ma un messaggio lo manda: “Devo ringraziare il direttore Antonella Laneri perché ha messo giocatori di sicura prospettiva”. Personalità, qualità tecniche e fisiche: caratteristiche “marcate” che lo fanno ben sperare. Allo stesso tempo, con molte uscite sarà fondamentale ricostruire lo spirito di gruppo.
Leadership e identità: “Il punto fermo sono io”. Infine, Turati ribadisce il suo ruolo nel momento di transizione: “Il punto fermo sono io… da che ho scelto di rimanere qua andrò fino alla fine”. Un concetto che allarga allo staff, profondamente legato alla città, per trasmettere ai nuovi cosa significhi indossare questa maglia. “Da qui a maggio, giugno io sono qui e sarò sempre con la barra dritta”, chiude, indicando la linea: lavoro, compattezza e identità per uscire dal momento complicato e affrontare il Crotone con coraggio.