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oltre la tragedia

Quando una partita di calcio diventa l’ultimo rifugio di una comunità

31 Gennaio 2026, 21:26

Quando una partita di calcio diventa l’ultimo rifugio di una comunità

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Nei minuti in cui la frana inghiottiva una palazzina di tre piani, l’arbitro fischiava la fine del primo tempo. I video arrivavano quasi in tempo reale sul telefonino di Enzo Piazza, il dg del Niscemi. Gli occhi al campo, il cuore e la testa altrove.

Messana-Niscemi è una partita di Eccellenza ma, oggi, è anche la testimonianza della voglia di rialzarsi di una comunità, di farlo attraverso una squadra di calcio. Non è stata una settimana facile, a Niscemi si pensava a tutto tranne che al calcio. Eppure, ieri, la squadra ha giocato regolarmente. Ci è arrivata percorrendo la costa jonica devastata dal ciclone Harry. Due comunità flagellate, due tragedie.

«Speriamo che tutti torni presto alla normalità, per i bambini, per gli anziani, per chi sta soffrendo questo momento di grande difficoltà. Noi cercheremo di portare in altro il nome di Niscemi», è stato il messaggio che la squadra di Fabio Comandatore ha lanciato attraverso i canali social prima della partita.

La Messana ha voluto donare una pianta d’ulivo e un messaggio per stringersi «attorno alla comunità di Niscemi in questo momento difficile caratterizzato da paura, timori ed incertezza per il futuro». Ma è proprio in questi momenti così difficoltosi che il popolo siciliano si unisce e si rialza affrontando, a testa alta, qualsiasi sfida gli si ponga di fronte.

Fatica, nell’intervallo, a parlare Enzo Piazza. «Speriamo che la frana si fermi – dice – per dare sollievo a una città colpita nei cuori e negli affetti. Vedere crollare la propria casa è qualcosa di terribile. Oggi siamo qui ma con la mente siamo sempre a Niscemi».

Il racconto di Piazza è quello sentito in tv da tanti cittadini. «Per fortuna non ci sono stati morti ma adesso servono interventi urgenti per ripensare una nuova Niscemi, mettere al sicuro la collina dove ci sono 27mila abitanti». I primi scricchiolii della frana, domenica scorsa, proprio mentre si gioca Niscemi-Vittoria. «La partita stava per iniziare, a fine primo tempo sono arrivate le prime immagini ma siamo rimasti a giocare perché lo stadio è uno dei luoghi più sicuri, farlo evacuare comportava più rischi». Il risultato ieri contava poco, ciò che importava era dare un segnale. «Con quale spirito si prosegue? Con quello di dare un sollievo ai tanti bambini, alle persone che verranno allo stadio un'ora e mezzo per svagarsi la mente. Oggi non possiamo fermarci, siamo una squadra che gioca per una Comunità. Vogliamo reagire e siamo sicuri che, alla fine, sarà una Niscemi più bella, più forte, più sicura».