Calcio, Serie C
L'esempio dei tifosi in trasferta a Potenza e il sostegno al Catania. Cosa vive oggi la città in rossazzurro
Oltre 400 hanno seguito la squadra nella sfida contro il Sorrento persa in malo modo. Le reazioni post gara all'insegna del sostegno e dell'equilibrio. Vi raccontiamo tutto
I tifosi del Catania a Potenza per la sfida contro il Sorrento
La coerenza dei 400 ultrà del Catania che hanno affrontato un viaggio non semplice per raggiungere Potenza e lo sfogo sui social di chi ha visto la gara da casa ed è sprofondato in poltrona dopo aver visto la squadra, oggi non più prima per il successo del Benevento in casa dell'Atalanta con una rimonta poderosa dall'1-3 al 4-3, perdere in un modo inaccettabile contro il Sorrento. Sì, il Sorrento delle 6 sconfitte nelle precedenti 10 gare che aveva avuto la forza di battere soltanto il Foggia di misura.
Il sabato dei commenti è finito, la domenica si smaltisce la rabbia, ma il lunedì di lavoro per tutti – anche per il Catania – deve ricominciare con una compattezza che il tecnico Toscano a nome della società ha evocato prima e dopo questa disgraziata partita.
Il cammino dei rossazzurri continua, nulla è scontato, nulla è facile in questa stagione che vive un girone di ritorno imprevedibile. Spiegare come si fa a passare da una prestazione da primo posto contro il Cosenza a una debacle registrata in Basilicata è difficile. C’è chi addebita tutto all’allenatore che ha cambiato la difesa mettendo un Cargnelutti troppo lento, confermando un Miceli protagonista di un’involuzione preoccupante, ma anche un Celli che non ha offerto la solita prestazione tutta impegno e corsa. C’è chi rimpiange gli assenti a centrocampo (Di Tacchio) e sulla fascia (Casasola). Ognuno individua un capro espiatorio. Ma il lunedì… il lunedì si riparte. C’è un obbiettivo che non deve cambiare e lo ha confermato uno come Quaini che parla solo a monosillabi ma che sabato ha messo volto e concetti essenziali ma chiari. “Il campionato continua e dobbiamo rialzarci subito. Chiediamo scusa ai tifosi”.
In 400, anche di più contando chi s’è piazzato in tribuna, hanno dato un esempio di sostegno e di tolleranza dopo una sconfitta che avrebbe potuto generare rabbia e contestazione. Zero fischi anche dopo il 3-1 che ha chiuso il match. Anzi, i cori dopo la conclusione della partita sono stati di sostegno. Non complimenti, ma neanche improperi a piè sospinto,
Ai tifosi interessa che la squadra alla fine possa portare un risultato utile a casa, lasciando la Serie C. Ci sono tappe in cui si cade ma ci si rialza insieme. Che possa piacere o no la scelta dell’allenatore di mettere una squadra senza regista, un assetto da corsa con gli esterni che cercano di sviluppare gioco.
Catania-Trapani, sabato, sarà un altro confronto delicato. Con uno stadio pieno e a sostegno rappresenterebbe un vantaggio determinante per questo gruppo che fino a ieri l’altro era primo e tutti spingevano perché andasse oltre. Dopo la rabbia si ragiona sperando che torni il sereno.