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a cremona

Il petardo che sfiora Audero, individuato l’autore: cosa rischia l’Inter

Dalla paura in campo alla caccia al responsabile: ricostruzione, conseguenze sportive e cosa cambia davvero dopo il match tra la Cremonese e i nerazzurri

02 Febbraio 2026, 08:09

Zini, il boato che non vorremmo più sentire: petardo su Audero, individuato l’autore. E ora l’Inter rischia

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Un boato e Emil Audero che crolla a terra portandosi la mano all’orecchio destro. È l’inizio del secondo tempo di Cremonese–Inter: un petardo lanciato dal settore nerazzurro esplode a pochi passi dal portiere grigiorosso. In pochi secondi il gioco si ferma, si corre, ci si parla sottovoce per coprire il suono ancora nelle orecchie di chi è più vicino. E mentre lo Zini resta sospeso, il calcio italiano torna a fare i conti con una domanda semplice: come si può ancora pensare che la pirotecnica in curva sia “folklore”?

Il fatto: cronaca di un boato che ha gelato lo stadio

L’esplosione avviene a brevissima distanza dall’estremo difensore della Cremonese, che cade a terra stordito. Lo stop dura circa tre minuti: abbastanza per far affiorare lo spettro della sospensione e – ipotesi non peregrina in questi casi – della sconfitta a tavolino se l’estremo difensore non fosse stato in grado di proseguire. Ma Audero si rialza: una ferita alla coscia destra, fastidi all’orecchio e l’ovvio spavento. Rifiuta la sostituzione e difende la porta fino al novantesimo. Il match riprende e finirà 0-2 per l’Inter (gol di Lautaro Martínez al 16’ e Piotr Zielinski al 31’), ma la notizia del giorno resta un’altra.

Il responsabile: individuato, ferito e sotto arresto quando sarà dimesso

La svolta arriva in serata. Le forze dell’ordine individuano l’autore del lancio: si tratta di un "tifoso" dell’Inter che, nel maneggiare un secondo ordigno, se l’è visto esplodere in mano perdendo tre dita. È ricoverato, e la sua posizione è già definita: verrà arrestato una volta dimesso. Elemento non secondario: secondo le prime verifiche non sarebbe un esponente della Curva Nord storica, ma un “cane sciolto”, probabilmente affiliato a un Inter Club e non all’ala organizzata del tifo. Questo non attenua la gravità del gesto, ma aiuta a circoscriverne la matrice.

Audero e la scelta di restare in campo

Nella dinamica disciplinare la decisione di Emil Audero pesa come un rigore all’ultimo minuto. Il portiere – ex nerazzurro nella stagione dello scudetto della seconda stella – prima riceve le cure, poi fa un cenno: resta dentro. Ha un taglio sulla coscia e un ronzio fastidioso all’orecchio destro, ma non molla. La partita riprende. È un gesto professionale, che evita un epilogo ancor più velenoso. Non è un caso che a fine gara gli avversari vadano a scusarsi: Federico Dimarco, Lautaro Martínez, Alessandro Bastoni e lo stesso tecnico Cristian Chivu provano a parlare con la curva e si informano sulle condizioni del portiere. 

Reazioni: condanna unanime, dal campo ai vertici societari

La risposta è immediata. Il presidente dell’Inter, Giuseppe “Beppe” Marotta, parla di “gesto insulso” e “antisportivo”, chiedendo fermezza e collaborazione nelle indagini. In campo, oltre all’intervento di Chivu verso il settore ospiti, i giocatori nerazzurri alzano le braccia in segno di dissenso, mentre lo Zini resta per qualche minuto sospeso tra il rumore del boato e quello di uno stadio che vuole solo ricominciare a giocare. Il sentimento prevalente – al di là del tifo – è la rabbia per la gratuità del gesto.

Cosa rischia l’Inter: multe, diffide e possibile chiusura del settore

Sul piano sportivo, il principio è chiaro: la responsabilità oggettiva delle società per i comportamenti dei propri sostenitori. In casi di lancio di oggetti e uso di pyro in campo, il range di ammende può variare sensibilmente in base a luogo, conseguenze e reiterazione: da circa 10.000 fino a 50.000 euro nelle fattispecie più gravi, con l’aggravante della vicinanza a calciatori o ufficiali di gara. Oltre alla multa, possono scattare provvedimenti sulla tifoseria: dalla diffida alla chiusura parziale o totale di un settore, fino al divieto di trasferte per un determinato periodo. Nel caso specifico, più fonti convergono sull’ipotesi di una sanzione “salata” e sulla valutazione di una chiusura della Curva Nord a San Siro per una o più giornate, benché la decisione finale spetti al Giudice sportivo dopo il referto arbitrale e l’eventuale integrazione della Procura Figc. Il fatto che Audero abbia potuto continuare limita l’impatto sull’omologazione del risultato: lo 0-2 resta. Ma non cancella la responsabilità, né il segnale che il sistema deve mandare.

Gli inquirenti lavorano su immagini, testimonianze, biglietteria e tracciamenti d’accesso. La ricostruzione più accreditata – e prudente – parla di un simpatizzante interista non inquadrato nei gruppi organizzati, arrivato a Cremona con il circuito degli Inter Club. La stessa serata post-partita alla stazione di Cremona registra tensioni tra frange di ultras e forze dell’ordine, con alcuni tifosi scesi sui binari per evitare la calca. Sul piano penale, oltre all’arresto al termine del ricovero, è plausibile l’applicazione di misure come il DASPO. Sarà il magistrato a tipizzare i reati: detenzione e uso di materiale esplodente, lancio di oggetti pericolosi in occasione di manifestazioni sportive, lesioni.

Precedenti e cornice normativa: perché il “petardo” non è tifo

Il Codice di Giustizia Sportiva è esplicito sulla responsabilità dei club per i comportamenti dei sostenitori dentro lo stadio e nell’immediato perimetro della competizione. La casistica che riguarda “lancio di oggetti”, “materiale pirotecnico” e interruzioni di gioco contempla ammende, squalifica del campo (totale o parziale), diffide e, nei casi più gravi, ulteriori misure. In ambito di ordine pubblico, il quadro si aggrava: la detenzione e l’uso di materiale esplodente, specie se confezionato artigianalmente, costituiscono reati specifici. 

Entro le prossime 48–72 ore: il Giudice sportivo valuta i referti di arbitro e Procura federale, applicando le sanzioni di competenza (ammenda, diffida, eventuale chiusura di settore). La circostanza che Audero abbia concluso la gara fa propendere per l’omologazione del risultato e per sanzioni graduali ma significative. Sul fronte penale: l’autore del gesto resta ricoverato per le lesioni riportate alla mano (perdita di tre dita). Al termine del periodo ospedaliero, scatterà l’arresto; è verosimile un DASPO di lunga durata. Per l’Inter: oltre all’ammenda, è allo studio – come misura dissuasiva – la chiusura della Curva Nord per una o più gare interne, ipotesi avanzata da più testate nelle ore successive al match. Alcuni osservatori indicano come possibile banco di prova una partita di alto profilo del calendario di febbraio. Decisioni che, se confermate, segnerebbero un cambio di passo sul tema.