Olimpiadi Milano-Cortina
Lo show d'apertura di San Siro prende forma: si preannuncia una prima da record
Un’ellisse lucida come ghiaccio, busti neoclassici sugli spalti e «tubi di colore» sospesi per una cerimonia dei grandi numeri a Milano
La prima cosa che colpisce è il silenzio. Sul prato del Meazza, l’ellisse al centro campo sembra una pista appena spolverata dal ghiaccio: riflette le luci come se piovesse davvero. Dagli spalti, sculture e busti neoclassici guardano la scena, mentre in alto fluttuano “tubetti di colore” — rosso, giallo e blu — pronti a colare, come una tavolozza sospesa che attende il primo tocco di pennello. È l’anteprima della Cerimonia d’Apertura di Milano Cortina 2026, il battesimo dei Giochi Invernali e, insieme, l’ultimo grande inchino del vecchio stadio alla ribalta globale. Gli organizzatori promettono un impatto planetario: oltre 2,5 miliardi di telespettatori attesi, 60.000 persone in tribuna e sei maxischermi per colorare la città in simultanea. A firmare la regia è Marco Balich, con il tema-guida dell’“Armonia”.
Un palco totale: San Siro e le montagne, la prima “cerimonia diffusa”
Sarà la prima apertura olimpica concepita come evento policentrico: il cuore batte a San Siro, ma lo show si riflette nei siti di montagna — Cortina, Predazzo, Livigno — per includere atleti e comunità lontane dal capoluogo. L’idea è cucire insieme i territori dei quattro cluster dei Giochi in un’unica narrazione dal vivo e in tv. È una novità storica: la Parata delle Nazioni potrà articolarsi su più location, con due portabandiera per ogni team (fino a quattro per l’Italia), e l’accensione del braciere avverrà in due punti: all’Arco della Pace di Milano e nella piazza principale di Cortina d’Ampezzo. Un omaggio al legame fra città e montagne, pensato per essere “human-driven”, senza virtuosismi tecnologici fini a sé stessi.
L’impianto visivo: ellisse, statue e “colate” di colore
L’allestimento scommette su un vocabolario scenico sorprendente. L’ellisse centrale, dal respiro quasi classico, incornicia coreografie che dialogano con la storia italiana della musica, dell’opera e della danza. Sulle gradinate, busti e sculture neoclassiche creano un cortocircuito tra monumentalità e popolare, mentre i tubi sospesi — una citazione esplicita alla pittura e al design — suggeriscono che Milano si presenterà al mondo come cantiere creativo permanente. È un tributo a un’identità che mescola arti, artigianato, moda e industria culturale, in linea con la promessa narrativa dell’“Armonia” annunciata dal CIO.
Una “prima” da record: 2,5 miliardi di occhi, 60.000 presenti e la città in piazza
Secondo le stime riprese dagli organizzatori, la Cerimonia d’Apertura potrebbe raggiungere oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo. A San Siro gli spettatori previsti sono circa 60.000, con la città che si accenderà attraverso sei maxischermi in luoghi strategici per seguire lo spettacolo in comunità. L’aspettativa è di una serata a partecipazione diffusa, capace di coinvolgere residenti e visitatori.
Gli artisti e la colonna sonora: da “Volare” alla grande tradizione lirica
Il menu musicale è pensato per attraversare generi ed epoche. La star internazionale Mariah Carey canterà in italiano “Nel blu dipinto di blu”, mentre l’Inno di Mameli sarà affidato a Laura Pausini. Sul palco sono attese altre firme d’eccellenza: il pianista Lang Lang, la mezzosoprano Cecilia Bartoli, il tenore Andrea Bocelli, con voci narranti e interpreti come Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore e Matilda De Angelis. L’ossatura musicale intreccia Verdi, Rossini, Puccini e modulazioni contemporanee, fino al gran finale che guarda alla Turandot. Una narrazione sonora che vuole parlare al pubblico globale senza rinunciare al timbro italiano.
Il “dietro le quinte” che muove la macchina: volontari, accademie, prove-marathon
Per dare respiro allo show, lavorano 1.200 volontari in scena e circa 900 nei reparti tecnici, con un ruolo di primo piano per i giovani danzatori formati alla **Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Le prove, ospitate anche in tensostrutture adiacenti allo stadio, hanno richiesto giornate fino a nove ore di coreografie e sincronizzazioni luce-suono. Un esercito di bellezza, lo definiscono gli autori, orchestrato per un racconto corale.
Un simbolo, due bracieri, un’ispirazione: i nodi di Leonardo
Il design dei bracieri e di alcuni elementi scenici richiama i nodi leonardeschi, con una fiamma volutamente misurata per sottolineare l’attenzione alla sostenibilità. L’idea è che i bracieri — in Arco della Pace e a Cortina — possano “espandersi” in spettacoli serali, diventando catalizzatori di partecipazione pubblica. Un gesto di design civile prima ancora che di pura scenotecnica.
“Armonia”: un tema per il 2026 (e oltre)
La parola chiave non è casuale. Armonia significa composizione e convergenza: tra città e montagne, tra memoria e futuro, tra élite e popolo. È anche un messaggio politico: un invito alla tregua olimpica, nel solco della tradizione antica. Per gli organizzatori, l’“Armonia” vuole essere un racconto della bellezza italiana come forma di dialogo e pace.
San Siro, l’icona al passo d’addio (lento): tributo e prospettive
“Sarà anche un grande tributo a San Siro,” ha detto il sindaco Giuseppe Sala, sottolineando la valenza simbolica di una cerimonia che capita nell’ultima fase di vita del tempio calcistico, prima di un riassetto ormai messo in moto. La procedura di vendita dell’area e dell’impianto da parte del Comune di Milano è stata approvata in Consiglio comunale il 30 settembre 2025; i club A.C. Milan e F.C. Internazionale hanno messo a punto l’iter per un nuovo stadio da 71.500 posti a fianco del Meazza, con l’apertura indicativa al 2031 e un successivo smantellamento parziale dell’attuale struttura tra 2031 e 2032. Dunque non un addio immediato, ma l’ultima grande vetrina internazionale prima che il cantiere cambi per sempre il profilo dell’area.
Biglietti, tv, orari: come seguire la Cerimonia
La Cerimonia d’Apertura è in programma per venerdì 6 febbraio 2026, con inizio alle 20:00 (CET). In Italia la copertura passa dai broadcaster titolari dei diritti; per il pubblico USA la diretta è prevista su NBC con streaming su Peacock, e repliche in prime time nelle ore successive. In Regno Unito toccherà a BBC, in Canada a CBC, in Australia a Nine Network e Stan Sport. I biglietti hanno avuto scaglioni di prezzo e finestre successive di vendita, con disponibilità contingentata per fasce e posizioni.
La città che partecipa: maxischermi e “fuori cerimonia”
Milano si prepara a una serata diffusa. Oltre ai sei maxischermi annunciati per seguire la Cerimonia in comunità, il Fuori Olimpiadi abbraccia piazze, teatri e spazi culturali, con iniziative collegate alla Cultural Olympiad e al countdown dei “-1” e “-100 giorni” che negli ultimi mesi hanno scandito il percorso verso l’apertura. L’obiettivo è coinvolgere chi non potrà essere allo stadio, generando un clima da festa cittadina e un ponte ideale con i territori di Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige.
Il protocollo istituzionale: capi di Stato e vertici olimpici
A San Siro sono attesi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del CIO, insieme a capi di Stato e di governo di Paesi partecipanti. In settimana, Teatro alla Scala ha ospitato l’apertura della 145ª Sessione CIO, suggellando il passaggio in città di una comunità istituzionale internazionale che si prepara ai Giochi. Un’altra vetrina per l’Italia e per Milano, alla vigilia del momento più osservato dell’intero evento.
Un’eredità che supera la notte della Cerimonia
La promessa è che la Cerimonia non resti fuoco d’artificio effimero. L’investimento creativo — dall’integrazione fra luoghi alla partecipazione pubblica — punta a un’eredità che renda praticabile, anche in futuro, il modello di grandi eventi distribuiti. La regia di Marco Balich parla di “show umano”, che privilegia corpo, musica, immagini essenziali e ritmi pensati per il live prima che per lo schermo. I bracieri doppi, l’ellisse come simbolo di dinamismo, i busti che riportano l’arte nello stadio: tutto concorre a una dichiarazione d’intenti che è insieme culturale e civica. Oltre alla cerimonia, i Giochi promettono record di pubblico in più discipline: il biathlon ad Anterselva/Antholz prevede fino a 200.000 spettatori complessivi, con la platea più ampia tra gli sport del programma. Tra le novità, lo ski mountaineering debutta nel medagliere olimpico, mentre hockey, pattinaggio e short track si distribuiscono tra città e hinterland milanese. È la cartina torna‑sole di un modello policentrico che prova a sposare sostenibilità e grande spettacolo.