Calcio, Serie B
Palermo, la rivincita di Filippo Ranocchia. Vi raccontiamo tutto
Il centrocampista rosanero da oggetto misterioso a elemento essenziale per il gioco previsto dal tecnico Inzaghi
Il rosanero Filippo Ranocchia (Foto Alessandra Lo Monaco)
È anche un po’ una rivincita quella che sta costruendo una settimana dopo l’altra Filippo Ranocchia.
La scintilla con la piazza rosanero non è mai davvero scoccata. Sembrava che l’amore con i tifosi fosse sbocciato subito, quando appena arrivato dal mercato invernale di due anni fa il numero 10 si rese protagonista di un breve tratto di campionato a livelli altissimi: grandi giocate, quattro gol e un assist nelle prime sei giornate. Poi, complici i primi acciacchi fisici e un Palermo in grande difficoltà, il rendimento è andato lentamente calando e il classe 2001 finì la stagione senza guizzi. Con l'arrivo di Dionisi sulla panchina rosanero la storia non è cambiata: gli 8 assist (e 1 gol) messi a referto nella scorsa stagione hanno solo parzialmente salvato un campionato che non ha mai visto il Ranocchia "prime". Compassato nel ritmo, spesso in difficoltà nell'impostazione, quasi mai determinante senza palla. Tanto che buona parte della piazza la scorsa estate sperava in una sua cessione. Inzaghi ha detto no e, al contrario, ha deciso di affidargli le chiavi del Palermo.
L'ex Empoli ha risposto presente. Dopo un inizio di campionato in cui ha dovuto prendere le misure, Ranocchia ha messo in campo una crescita graduale e costante che oggi ne fa elemento imprescindibile dello scacchiere rosanero. Il numero 10 si è calato finalmente e, forse, definitivamente nel ruolo che tutti i tecnici che lo hanno allenato a Palermo gli hanno cucito addosso: il playmaker. Geometrie, gestione del pallone, cambi gioco, verticalizzazioni quando ha la palla, rincorsa, occupazione degli spazi e intensità in non possesso: quanto richiesto dal tecnico rosanero per dare al Palermo qualità ed equilibrio al centrocampo e dunque a tutta la manovra.
Non a caso, a parte tre giornate saltate per infortunio e una per squalifica, Ranocchia è sempre stato uno dei titolari inamovibili di Inzaghi. Lo sarà anche domani, quando al "Barbera" arriverà l’Empoli del tanto contestato ex Alessio Dionisi per la ventitreesima giornata del campionato di Serie B. I rosanero tornano a giocare davanti al proprio pubblico dopo due turni consecutivi lontano da casa, dove per la sfida ai toscani sono attese più di 25mila persone.
La squadra di Inzaghi è reduce da una serie di dieci risultati utili di fila, di cui sei vittorie e quattro pareggi. Una media da promozione diretta, che al momento è valsa al Palermo il quarto posto in classifica. Ancora una volta, dunque, la parola d’ordine è continuità: l’unico modo per tenere il passo di chi sta davanti e farsi trovare pronti laddove arrivasse un passo falso delle prime tre.
E la prima occasione da non lasciarsi sfuggire per guadagnare terreno si presenta ai rosanero proprio domani: alle 15, infatti, allo stadio “Stirpe” c’è la sfida al vertice tra Frosinone, secondo, e Venezia, capolista, rispettivamente a +5 e +6 sulla formazione di Inzaghi.
Per la sfida ai toscani il tecnico del Palermo ha ancora qualche dubbio di formazione da sciogliere. L’assenza di Antonio Palumbo per squalifica costringerà infatti “SuperPippo” a ridisegnare la trequarti. La buona prestazione di Bari condita dal gol che ha sbloccato la partita (il quarto in questa stagione) sembra assicurare un posto da titolare a Le Douaron; al suo fianco però è ancora tutto da decidere. L’arrivo di Johnsen ha regalato un’altra freccia all’arco di Inzaghi in quel ruolo, ma sembra improbabile vederlo da subito titolare. Accanto al francese potrebbe giocare Vasic, con il nuovo numero sette rosanero che con ogni probabilità troverà spazio a gara in corso.