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MILANO CORTINA

«Siamo una sola lama»: Conti-Macii, amore finito ma squadra ritrovata. Il coraggio dietro il sogno olimpico

La storia d’arte e resilienza della coppia che ha fatto la storia del pattinaggio italiano

06 Febbraio 2026, 16:29

“Siamo una sola lama”: Conti-Macii, amore finito e squadra ritrovata. Il coraggio dietro il sogno olimpico

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All’IceLab di Bergamo, alle 7:30 del mattino, la musica di “Caruso” esplode in sala come una chiamata alle armi. Sara Conti infila il tutore al ginocchio destro, lo stringe con cura maniacale, poi si ferma un istante davanti allo specchio. Niccolò Macii la guarda, un cenno d’intesa e via: spinta, ingresso, triplo twist che fende l’aria. Non c’è romanticismo in scena, non quello classico almeno. C’è un accordo professionale che ha superato una rottura sentimentale, c’è la psicologia sportiva usata come bussola quotidiana, c’è una scelta tecnica: rinunciare agli Europei di Sheffield (13–18 gennaio 2026) per presentarsi a Milano-Cortina nel modo più lucido possibile. E c’è pure un fastidio estetico, come lo chiama lei: “Gareggerò con il tutore. Mi scoccia, ma serve”. Una frase semplice che racconta una cosa complessa: un piccolo stiramento a ridosso della stagione olimpica può valere più di una medaglia continentale. E allora si stringono i bulloni, si accetta il compromesso intelligente e si punta tutto sul ghiaccio di casa, Forum di Assago.

L’anomalia felice: quando la coppia si lascia e la squadra resta

La biografia di Conti-Macii ormai è nota ma resta sorprendente: coppia nella vita e sul ghiaccio dal 2019, poi una separazione che avrebbe potuto spaccare in due la carriera. Invece no. Hanno ricontrattato gli spazi, hanno imparato a parlarsi da colleghi, hanno fatto pace con l’idea che il ghiaccio non sia terapia, ma che senza terapia il ghiaccio diventa fragile. “Ci salva lo psicologo”, hanno raccontato: meno litigi, più strumenti per gestire pressioni, ritmi, sensi di colpa e paure. Il risultato è sotto gli occhi: un legame competitivo più maturo, con la fiducia tecnica che resta, il linguaggio del corpo che non mente e la chimica che – in pista – continua a funzionare.

Perché hanno detto no all’Europeo

Nel calendario di una coppia top, gennaio è spesso la prova generale di febbraio. Eppure Sheffield resta una casella vuota: Conti e Macii non figuravano nelle entries ufficiali ISU per le coppie e l’assenza è stata presto letta per ciò che è: una strategia olimpica. Con un ginocchio da proteggere e pochi giorni a separare l’evento a squadre dall’individuale, prendersi il lusso della prudenza è stata una decisione da professionisti. La scelta pesa? Sì, perché lasciare il campo libero agli avversari in una gara che ti appartiene – loro furono campioni d’Europa nel 2023 e argento nel 2025 – non è mai facile. Ma a Milano-Cortina le coppie si giocano due gettoni di altissimo valore: l’evento a squadre e la gara individuale. Ogni energia risparmiata oggi può valere punti e sicurezza domani.

Un ginocchio fasciato non fa notizia. Il modo in cui lo gestisci, sì

Il tutore è l’oggetto del giorno. Funziona come un assicuratore biomeccanico: stabilizza, guida, riduce il rischio di cedimenti nei movimenti più critici. Su un ghiaccio olimpico non è una rarità: la vera differenza è nella calibrazione dei carichi, nella pulizia degli ingressi ai salti lanciati, nel dosare le accelerazioni delle prese e nel rispettare i tempi di recupero. È qui che il lavoro invisibile diventa decisivo: crioterapia, mobilità articolare, pre-attivazione muscolare e una progressione di impatto studiata con l’équipe tecnica perché il triplo twist resti un marchio, non un rischio.

Il curriculum che cambia la storia dell’Italia sul ghiaccio

Nell’albo del pattinaggio italiano, il nome Conti/Macii è già inciso in grassetto: prima coppia azzurra ad aver vinto il titolo europeo (2023) e prima ad essere salita sul podio iridato (bronzo 2023 e bronzo 2025). Nel biennio che porta all’Olimpiade hanno dato ampiezza al repertorio: podî costanti nel Grand Prix, il trionfo all’NHK Trophy 2025, e un personale ritoccato nella Finale del Grand Prix 2025 con il totale a quota 223,28 punti. Numeri che dicono solidità: quando il livello globale sale e la concorrenza si fa feroce, mantenere la media è spesso più redditizio del colpo isolato.

Le musiche del 2025/26: quando la scelta è un manifesto

Il programma libero su “Caruso” – nella rilettura di Hauser e Lara Fabian, con un cameo di “Occhi Verdi” – non è una cartolina identitaria, è un dispositivo espressivo che sposa la loro cifra: linee pulite, portate scolpite, un’esposizione emotiva controllata ma presente. Sul corto, tra The Wild Bull di John Califra e Concerto de España di Benise, l’accento è sul tempo: tempi interni, tempi di coppia, tempi di atterraggio. Lì si vede la maturità: scegliere musiche che servono alla struttura tecnica prima ancora che al racconto.

Le avversarie e il contesto: perché l’asticella è più alta

Il quadrante internazionale delle coppie è oggi tra i più competitivi dell’ultimo decennio. Gli equilibri si giocano su decimi: binomi come Riku Miura/Ryuichi Kihara, Minerva Fabienne Hase/Nikita Volodin, Anastasiia Metelkina/Luka Berulava, Maria Pavlova/Alexei Sviatchenko hanno mostrato continuità, qualità e picchi notevoli tra Europei, Grand Prix e Mondiali. In questo ecosistema, Conti/Macii hanno un vantaggio: conoscono il peso della pressione e hanno imparato a gestire gli imprevisti senza snaturarsi. La rinuncia agli Europei 2026 lo testimonia: non è arretramento, è selezione dei target.

L’evento a squadre: il primo banco di prova

L’Olimpiade si apre con il Team Event: un calendario che a Milano-Cortina ha acceso le coppie già oggi  con il programma corto, poi di nuovo l’8 febbraio con il libero. È un dettaglio non banale: entrare subito significa rompere il ghiaccio competitivo e fare i conti con il rumore emotivo dell’esordio olimpico in casa. Per l’Italia, che nel pattinaggio sta vivendo un’età dell’oro – basti pensare alla danza di Charlène Guignard/Marco Fabbri e alle solide coppie di rincalzo – la prova a squadre è un moltiplicatore: ogni segmento pulito accumula punti e fiducia spendibili poi nell’individuale.

Al termine di tre gare, l’Italia è terza nel Team Event di pattinaggio. Dopo il quinto posto per Charlene Guignard e Marco Fabbri nel primo segmento di gara, la danza ritmica, Sara Conti e Niccolò Macii si piazzano terzi nel corto delle coppie di artistico e Lara Naki Gutmann termina il corto del singolo femminile in terza piazza con 71.62 punti.