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Calcio, Serie B

Il Palermo e la spinta del Barbera per battere l'Empoli

Domani grande scontro alle 17,15. Le parole di Inzaghi e le scelte di campo per il tecnico dei rosanero che insegue la Serie A

06 Febbraio 2026, 17:39

Filippo Inzaghi

Il tecnico rosanero Pippo Inzaghi (Foto Alessandra Lo Monaco)

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Il Palermo di Inzaghi cerca l’undicesimo risultato utile consecutivo davanti al pubblico del “Renzo Barbera”, dove domani alle 17.15 sfiderà l’Empoli dell’ex Dionisi. Dopo il 3-0 di Bari, il tecnico rosanero chiede soprattutto continuità: «È un altro bel banco di prova, complicato come tutte le partite in Serie B, ma dobbiamo dare seguito alla prestazione di Bari, dove la squadra è cresciuta e ha interpretato la gara come piace a me».

Inzaghi invita alla prudenza ricordando che «l’Empoli è una squadra forte, che ha pareggiato col Modena e vinto a Mantova e Cesena», ma allo stesso tempo rivendica fiducia e ambizione: «Noi siamo il Palermo, giochiamo davanti alla nostra gente e mi auguro di fare una grande partita».

Quella odierna sarà anche la prima gara dopo il mercato invernale, che ha portato in rosanero Rui Modesto, Johnsen e il ritorno di Magnani. «Rui Modesto lo recupereremo tra qualche settimana, ma è un giocatore importante. Johnsen non lo scopro certo io. Ringrazio la società per lo sforzo: hanno rafforzato una squadra già forte. Ora tocca a noi dimostrarlo in campo».

Sul rientro di Magnani, Inzaghi è chiaro: «Eravamo convinti di lui dall’inizio, poi la squadra si è comportata bene anche senza, ma il suo ritorno è un motivo di soddisfazione: in Serie B fa la differenza».

Assente per squalifica Antonio Palumbo, il tecnico non cerca alibi: «Ha caratteristiche uniche, ma non possiamo pensare a chi manca. Abbiamo tante alternative e con Johnsen un’arma in più».

Con sei vittorie e quattro pareggi nelle ultime dieci, media di 2,2 punti a partita, il Palermo si è rilanciato verso la promozione diretta. Inzaghi però guarda oltre: «I risultati aiutano, ma il mio obiettivo è costruire qualcosa che duri nel tempo. Nelle ultime dieci gare siamo cresciuti come spirito e identità. Mi piace allenare questi ragazzi: lavorano bene e stanno costruendo un gruppo vero».