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Olimpiadi

Milano Cortina, l'Italia sogna il primo oro

Nella discesa libera maschile sulla Stelvio, Franzoni e Paris contro Odermatt

06 Febbraio 2026, 19:58

Milano Cortina, l'Italia sogna il primo oro

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A Bormio si assegnano le prime medaglie delle Olimpiadi di Milano Cortina con la regina della velocità: la discesa libera maschile, l’equivalente sulla neve dei cento metri. Sulla Stelvio si sfiorano i 150 km/h tra curvoni, dossi e salti.

Tutti all’inseguimento di Marco Odermatt, favorito d’obbligo: lo svizzero, leader della classifica di specialità e vicino alla quinta Coppa di Cristallo consecutiva, è determinato ad aggiungere al suo già straordinario palmarès uno dei pochi traguardi mancanti. «Possiamo vincere in tanti», il suo commento misurato.

Il connazionale Franjo von Allmen, reduce dal successo di Crans-Montana, non ha intenzione di agevolarlo, così come l’austriaco Vincent Kriechmayr, iridato nel 2021 ma ancora senza medaglie olimpiche. La pattuglia azzurra promette battaglia e punta al podio.

Dominik Paris appare sereno, consapevole che la Stelvio è il suo tracciato prediletto: è stato l’unico della squadra a partecipare alla terza prova, testando soltanto la parte alta prima di rialzarsi e chiudere a oltre 8" da Crawford. «Sento un buon feeling con la pista e ho un buon piano gara. Penso che alcune curve siano un po’ più impegnative e alcune cose sono un po’ più fluide. Quindi la pista sta andando sempre meglio. Non vedo l’ora che arrivi domani. Sarà una bella gara».

Giovanni Franzoni è l’altro alfiere dell’Italia: in condizione straripante e il più costante nelle ultime cronometrate, nell’ultimo mese ha centrato vittorie a Wengen e Kitzbühel in Coppa del Mondo. Una medaglia olimpica a Bormio lo proietterebbe in un’altra dimensione. Da non trascurare, inoltre, Mattia Casse e Florian Schieder, autentici fulmini nella giornata di giovedì: entrambi sono rimasti a riposo nel terzo test per non affaticarsi, segnale di grande fiducia e ottimo umore.

L’Italia non conquista l’oro nella discesa libera maschile dal 1952, a Oslo, con Zeno Colò.