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Milano Cortina

Olimpiadi: lo show che celebra il talento italiano. Compagnoni-Tomba e Thoeni-Goggia ultimi tedofori

La bellezza, il tricolore, la pace nella cerimonia d'apertura: applausi per Mattarella, boato per Ucraina e fischi a Vance

06 Febbraio 2026, 23:48

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Olimpiadi:  lo show che celebra il talento italiano.  Compagnoni-Tomba e Thoeni-Goggia ultimi tedofori

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Una medaglia inattesa arriva in tram: un effetto sorpresa e un colpo di genio tutto italiano. L’apertura di Milano Cortina non poteva che essere uno spettacolo, e così un Sergio Mattarella “attore” per una sera riporta ufficialmente in Italia i Giochi Olimpici 20 anni dopo Torino. Il cameo presidenziale, originale e divertente, era stato svelato poche ore prima del via, attenuando in parte la sorpresa senza però scalfirne il fascino.

Non è certo consueto vedere il Capo dello Stato, davanti ai 67 mila di San Siro – primato per un’edizione invernale – e ai due miliardi collegati in tv nel mondo, approdare con un espediente scenico sul celebre tram giallo del capoluogo, il n. 26 in omaggio all’anno olimpico.

Viaggia come un comune passeggero, confuso tra cittadini, orchestrali della Scala e atleti con gli sci; l’identità resta nascosta finché un peluche caduto a terra, raccolto da lui stesso, lo rivela al pubblico. Alla guida, in uniforme da tramviere, un conducente d’eccezione: Valentino Rossi. Gli applausi si trasformano in tifo da stadio.

I primi Giochi “diffusi” riscaldano l’anima e rendono omaggio all’intero Paese: se a Milano batte il cuore pulsante, a Cortina, Livigno e Predazzo si apre al mondo l’arco alpino, con i suoi paesaggi e il suo patrimonio. Storia antica e contemporanea, gastronomia, moda: non c’è ambito italiano che la grande kermesse ideata dal “guru” Marco Balich non tocchi e celebri.

Prima che Mattarella, dalla finzione alla realtà, prenda posto in tribuna d’onore accanto alla presidente del Cio, Kirsty Coventry, lo stadio si fa tricolore per l’omaggio alla bandiera e, a seguire, a Giorgio Armani. Le prime scene della cerimonia sono un tributo alla bellezza di Antonio Canova e all’Armonia, filo conduttore dello spettacolo.

Davanti a una cinquantina di capi di Stato, con JD Vance a sostenere gli Usa e l’appello alla pace del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, San Siro, casa di Inter e Milan, si trasforma in un museo vivente, con teche che custodiscono “Amore e Psiche”. Dominano il bianco e l’argento, poi arriva la musica.

Quella colta dei grandi maestri Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini: Matilda De Angelis, bionda alla Marylin, dirige l’orchestra per una sera. Si celebra l’armonia. Quindi il tributo pop a Raffaella Carrà fa danzare lo stadio, e senza soluzione di continuità compare Mariah Carey che interpreta “Nel blu dipinto di blu”.

Mattarella entra nella tribuna dei grandi della Terra accolto da un boato, si onora la bandiera e le note dell’inno d’Italia si alzano nella voce di Laura Pausini, in nero, incorniciata da due ali tricolori. Applausi. Poi la voce calda di Francesco Favino recita L’Infinito di Leopardi.

Milano e Cortina si connettono, calano i cinque cerchi d’oro e sovrastano la scena: è il momento degli atleti. Sfila il mondo nella prima parata diffusa: apre la Grecia, chiude l’Italia, Paese ospitante, guidata dai portabandiera Arianna Fontana e Federico Pellegrino, alla testa dei 70 azzurri a San Siro tra “ciao mamma”, gli applausi di Mattarella in piedi e i sorrisi di Giorgia Meloni. “Unico e indimenticabile”, dicono all’unisono i portabandiera italiani.

In mezzo, c’è ogni latitudine, anche quella dove neve e gelo non sono tradizione: Giamaica, Haiti, l’<strong;>Albania con l’italiana Lara Colturi; le Filippine con il toscano dell’Abetone Francis Ceccarelli; il Giappone agita bandierine tricolori. Accoglienza tiepida per l’Iran, fischi per Israele e per il n. 2 Usa Vance, applausi per l’Ucraina. Il Brasile versione invernale non rinuncia alla capoeira e entra ballando.

Giovanni Malagò accoglie i Giochi: “La bellezza dell’Italia è patrimonio di tutti”. La pace, in un mondo attraversato dalle guerre, dopo i ripetuti appelli alla tregua (rinnovato ancora da Papa Leone), viene suggellata dai versi di “Promemoria” di Gianni Rodari recitati da Ghali, mentre i danzatori disegnano a terra una colomba, a chiudere le polemiche sull’inno non cantato dall’artista milanese.

Tante le protagoniste: Charlize Theron ispirata da Nelson Mandela; il futuro nelle mani di Samantha Cristoforetti; Sabrina Impacciatore prima fumetto poi super ballerina nella carrellata storica da Chamonix a oggi. E l’autoironia sulla gestualità tutta italiana raccontata da Bruno Munari.

Grazie mille” dice in italiano Coventry, “atleti coraggiosi e gentili. Saranno Giochi spettacolari”. Mattarella dichiara aperti i Giochi e dagli spalti si leva il coro “Sergio, Sergio”.

La voce di Andrea Bocelli intona l’aria “Nessun dorma” dalla Turandot e accompagna la fiamma, che lascia San Siro dopo una staffetta tra grandi campioni (Franco Baresi, Beppe Bergomi, le azzurre della pallavolo con Paola Egonu). L’inno olimpico è affidato a Cecilia Bartoli, al pianoforte il maestro Lang Lang.

La fiamma passa tra le mani di Manuela Di Centa e Gerda Weissensteiner, poi di Enrico Fabris. Al Tempio della Pace si accende il braciere milanese con gli ultimi tedofori, Deborah Compagnoni e Alberto Tomba, mentre in Piazza Dibona Sofia Goggia fa risplendere la luce olimpica dopo aver ricevuto la torcia da Gustav Thoeni.

Uno show che è magia dei Giochi: eleganza, bellezza, campioni e un genio profondamente made in Italy.