Milano Cortina
Mattarella, la mensa, lo stadio, il tram: le Olimpiadi di un Presidente normale
La lasagna al Villaggio olimpico, i gesti quotidiani che si intrecciano alla solennità dei passaggi istituzionali
A San Siro in tram, lo stesso mezzo che ogni giorno trasporta migliaia di milanesi. Sergio Mattarella sorprende l’opinione pubblica internazionale scegliendo di raggiungere la cerimonia d’apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina come un comune utente del trasporto pubblico.
Niente trovate spettacolari alla James Bond, come accadde nel 2012 con la regina Elisabetta per le Olimpiadi di Londra: a chiudere la sua tre giorni meneghina è la storica vettura gialla, tra le più antiche al mondo ancora in esercizio.
Dalla lasagna consumata al Villaggio Olimpico alla divisa degli atleti azzurri indossata con fierezza, gesti di quotidianità si intrecciano alla solennità dei passaggi istituzionali, a conferma di un Capo dello Stato che ha fatto della normalità il suo tratto distintivo.
Una cifra richiamata fin dal discorso di insediamento: “Per la nostra gente il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita. Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi con fiducia il volto degli italiani”, disse alle Camere riunite in seduta comune nel febbraio 2015.
Così fu nel giorno della sua elezione, quando lasciò la Consulta a bordo di una Panda grigia, utilitaria simbolo di “low profile” e di una discrezione che non ne ha mai scalfito l’autorevolezza.
Un’immagine rimasta nella memoria collettiva, insieme ai voli di linea per rientrare in Sicilia e al treno per le tratte più brevi.
Misurato oggi come il convoglio della linea 26, nel video della serata guidato da un Valentino Rossi tramviere d’eccezione, dal quale è sceso davanti allo stadio, accolto dal boato della folla e da un caloroso applauso quando ha preso posto in tribuna, stavolta in carne e ossa.
Nel filmato come sugli spalti, il sorriso di Mattarella è quello lieve e autentico che gli italiani hanno imparato a riconoscere e ad apprezzare.
Lo stesso volto cordiale rivolto ai rappresentanti del Cio riuniti lunedì scorso al Teatro alla Scala, ai leader internazionali incontrati alla Fabbrica del Vapore per la cena di gala e agli atleti azzurri con cui ieri ha pranzato in mensa, quasi fosse uno di loro, in un clima familiare fatto di strette di mano e incoraggiamenti alla vigilia delle gare.
Uno stile inconfondibile per un Paese che lo riconosce come il “presidente normale”: il Presidente della Repubblica di tutti e per tutti.