che storia!
“Una porta a vetri invisibile” ferma Lajovic a Santiago: il tennista serbo ci sbatte contro e finisce in ospedale
Nel frastuono dell’Estadio Nacional, il serbo finisce contro una porta a vetri nel tunnel tra campo e spogliatoi: ferite al volto, controlli in clinica e forfait probabile
Nel tunnel che collega il Court Centrale “Anita Lizana” agli spogliatoi dell’Estadio Nacional di Santiago, una figura in maglia rossa ha accelerato il passo per rientrare in campo con urgenza. Ha scartato giudici di linea e raccattapalle, poi il tonfo secco: una “porta invisibile”, un pannello di vetro lucidissimo, ha stoppato la corsa di Dusan Lajovic. I presenti si sono voltati di scatto; il serbo, 33 anni, a terra con un taglio al volto e dolore alla bocca. La routine della Coppa Davis si è trasformata in protocollo d’emergenza.
E' successo venerdì all’Estadio Nacional durante Cile–Serbia per le qualificazioni della Coppa Davis. Sul campo, la serie si apre con la vittoria di Tomás Barrios Vera su Lajovic e si allunga con il successo di Alejandro Tabilo su Ognjen Milic, fino al 2-0 che mette il Cile a un passo dalla qualificazione. Le cronache locali sottolineano clima rovente e scambi tesi tra Lajovic e il pubblico, “rumore in battuta” e rimostranze con l’umpire: elementi classici, sì, ma esasperati dalla cornice.
È dopo quel secondo singolare che succede l’imprevedibile. Secondo il comunicato del Teniski Savez Srbije (la federazione serba), Lajovic è rientrato nel tunnel per prendere un “energy gel” da recapitare al compagno in crampi. Nel tentativo di accelerare il ritorno in campo ed evitare il traffico di addetti nel corridoio, ha impattato contro una porta a vetri. La dinamica è chiara, la scena assurda: soccorso in base ai protocolli di Coppa Davis, medicazione sul posto e trasferimento immediato in ambulanza in una clinica della capitale per accertamenti. I primi esami, avverte la federazione, non indicano lesioni gravi, ma la nottata prosegue tra suture e controlli.
Le prime versioni parlano di “trauma cranico”, “contusione alla testa”, “taglio alla mucosa orale” e di una possibile “perdita/afflosciamento di denti”. Il trasporto avviene alla Clínica Universidad de los Andes, struttura privata a nord-est del centro di Santiago, dove vengono effettuati gli esami d’urgenza. Nelle ore successive, testate cilene aggiornano il quadro: dimissione in nottata, suture a fronte e bocca. Un mix di traumi che rende di fatto impraticabile l’ipotesi di rimandarlo in campo nel Day 2, dove era in programma con ogni probabilità il singolare contro Tabilo.
Per la Serbia di Viktor Troicki, già priva di Novak Djokovic, Hamid Medjedovic e Miomir Kecmanovic, è l’ennesima tegola in una trasferta complicata. Il 2-0 del venerdì 6 febbraio costringeva comunque a una risalita ai limiti. Ora l’emergenza diventa gestione: dallo spogliatoio balcanico filtrano prudenza e centralità della tutela della salute del giocatore.
Nella conferenza a caldo dopo la sconfitta con Barrios, Lajovic ha sottolineato la pressione dell’ambiente: “Sapevamo che non ci sarebbe stato fair play, ma questa è la Coppa Davis”. Lamentele per i rumori in battuta, qualche “piqué” contestato, dialogo acceso con l’umpire Manuel Absolu, e perfino un botta e risposta con un tifoso (“Sei scarso”). La Davis accentua tutto — emozioni, nervi, dettagli — e a Santiago la tribuna ha giocato la sua parte.