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MILANO CORTINA

Lindsey Vonn, il crociato, la caduta, le urla e l'elisoccorso: «È stato spaventoso». Come sta la campionessa Usa

Nuovi aggiornamenti sono attesi, la preoccupazione è palpabile

08 Febbraio 2026, 17:57

Lindsey Vonn, il crociato , la caduta, le urla e l'elisoccorso: «È stato spaventoso». Come sta la campionessa Usa

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Scivola un’ombra sul pendio dell’Olimpia delle Tofane, il brusio del pubblico si spegne, poi si sente un grido. Le pale dell’elicottero mordono l’aria fredda sopra Cortina, mentre una delle icone più riconoscibili dello sport mondiale — Lindsey Vonn, 41 anni, il ginocchio sinistro sorretto da un tutore per un crociato anteriore completamente rotto — resta distesa sulla neve. Sono passati appena 10-13 secondi dalla partenza quando la scena si capovolge: un contatto con una porta, la perdita della linea, la rotazione, gli sci che non si sganciano subito, il corpo trascinato in una caduta che blocca tutti il respiro. La discesa libera femminile dei Giochi di Milano-Cortina si ferma. In pista cala un silenzio irreale. Poi l’evacuazione in elicottero. Gli aggiornamenti medici sono attesi, la preoccupazione è palpabile.

La caduta: cosa è successo in pista

Secondo le prime ricostruzioni televisive e giornalistiche, Vonn ha toccato con il braccio una porta all’ingresso della prima traversa, perdendo equilibrio e controllo. La dinamica ha innescato una rotazione in aria e l’impatto sulla neve con le gambe che hanno subito torsioni innaturali; il mancato sgancio immediato di uno o di entrambi gli sci ha peggiorato la situazione. La gara è stata interrotta per circa una ventina di minuti, mentre i soccorsi provvedevano all’immobilizzazione e al recupero con verricello verso il punto di primo intervento. Quindi l’elisoccorso ha portato l’americana verso le strutture sanitarie individuate dal piano dei Giochi.

Il contesto: correre con un crociato rotto

La scelta di presentarsi al cancelletto con un crociato anteriore sinistro completamente lesionato aveva acceso dibattiti e ammirazione. L’infortunio era arrivato appena 9 giorni prima, il 30 gennaio 2026, in Coppa del Mondo a Crans-Montana, con un atterraggio sbilanciato su un salto e successivo trasporto in elicottero. Gli esami avevano evidenziato la rottura completa del LCA, contusioni ossee e danno meniscale. Nonostante ciò, dopo fisioterapia intensiva e test in allenamento, Vonn aveva dichiarato: “Il ginocchio è stabile con il tutore, muscoli reattivi: il sogno olimpico non è finito”.

La famiglia: “È stato spaventoso”

A bordo pista, la sorella di Lindsey, Karin Kildow, ha parlato a NBC pochi minuti dopo l’incidente: “Era l’ultima cosa che volevamo vedere… è stato spaventoso. Quando vedi comparire le barelle non è mai un buon segno. Ha osato tantissimo, ha messo tutto se stessa in questa sfida. Speriamo solo che stia bene”. Parole che hanno fatto il giro dei media statunitensi mentre la famiglia attendeva indicazioni sull’ospedale di destinazione e sulle prime valutazioni cliniche.

La posizione del Team USA: valutazioni in corso

Una nota di U.S. Ski & Snowboard ha confermato che Vonn è stata “valutata dal personale medico” dopo la caduta, senza però aggiungere dettagli sulla diagnosi. Una cautela che riflette la complessità del quadro: un atterraggio violento su un ginocchio già privo di LCA comporta una variabile ampia di possibili esiti, dai traumi contusivi fino a interessamenti legamentosi o cartilaginei ulteriori. Nelle prossime ore si attendono referti più specifici. 

«Una leggenda delle Olimpiadi invernali, sempre. L’eredità di Lindsey Vonn rimarrà per sempre parte del Team Usa», scrive nel frattempo la squadra statunitense ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, sul proprio profilo X.

Il risultato sportivo: l’oro a Breezy Johnson, tra gioia e smarrimento

Mentre la pista si rianimava lentamente, la gara è ripresa e ha consegnato l’oro a Breezy Johnson in 1:36.10. Per gli Stati Uniti è il primo titolo ai Giochi 2026, e per la specialità è un passaggio di consegne simbolico: Johnson è soltanto la seconda americana a vincere l’oro olimpico in discesa dopo Vonn (2010). Sul podio anche Emma Aicher e Sofia Goggia, con Jackie Wiles quarta a un soffio dalla medaglia. La festa, inevitabilmente, è stata ammantata di inquietudine e rispetto per l’amica e rivale portata via in elicottero.

Il ritorno di Vonn: perché Cortina, perché adesso

Quello di Lindsey Vonn non era un ritorno qualunque. Dopo il ritiro del 2019, la statunitense è rientrata in gara nella stagione 2024-25, risalendo rapidamente la gerarchia della velocità fino a firmare podi in serie e una vittoria a St. Moritz a dicembre 2025, stabilendo a 41 anni un primato di longevità agonistica in Coppa del Mondo. Cortina, con le sue 12 vittorie in carriera, era più di una sede olimpica: era la pista della memoria, della fiducia, del ritmo nella velocità pura. Un luogo simbolo in cui tentare l’ultimo, audace capitolo.

L’etica del rischio: “l’uomo nella fossa” e l’onestà della velocità

La scelta di gareggiare con un LCA rotto ha diviso medici, tecnici e tifosi. Tra i pareri scettici, anche discussioni pubbliche di specialisti che ponevano dubbi sulla reale fattibilità di una prestazione ai massimi livelli senza legamento, alle quali Vonn aveva replicato con decisione: “L’LCA è completamente rotto adesso, prima funzionava: il fatto che vi sembri impossibile non lo rende tale”. Riflessioni che si intrecciano con una verità chiara: la discesa libera è una disciplina in cui il calcolo del rischio non è mai soltanto matematico. È identità, istinto, controllo sui limiti. “Ha osato grandemente”, ha ripetuto Karin Kildow, citando il celebre passaggio sul “Man in the Arena”: chi entra davvero nella fossa, chi prova, accetta l’alea del fallimento. La caduta di Cortina restituisce, nel modo più crudo, l’onestà di questo patto con la velocità.

Le reazioni del circo bianco

Sui social e ai microfoni si sono succeduti messaggi di solidarietà. Da Mikaela Shiffrin all’account ufficiale dei Giochi Olimpici, fino a colleghe e rivali: l’auspicio è che gli esami escludano complicazioni gravi. Nel frattempo, il tema della sicurezza torna centrale: reti, sgancio degli attacchi, airbag protettivi e gestione dei tratti più veloci sono già sotto analisi da parte dei responsabili di FIS e comitato organizzatore.

Oltre il risultato: il significato di un rientro impossibile

Per comprendere la portata di questa storia bisogna tornare al movente dichiarato dalla stessa Vonn: non la ricerca di attenzioni o di un epilogo facile, ma l’amore per lo sci. La sua stagione di rientro, dopo anni durissimi tra interventi al ginocchio e un parziale impianto di titanio al destro, aveva già riscritto un pezzo di narrativa sportiva: la 41enne capace di mettere insieme podi in serie in discesa e di presentarsi ai Giochi tra le protagoniste. Cortina, poi, è la pista delle piste per Vonn: qui ha vinto come nessun’altra, qui avrebbe voluto chiudere il cerchio. L’epilogo, per ora, è una brusca frenata. Ma il gesto, l’aver “osato grandemente”, resta.

Il quadro che (ancora) manca

Al momento in cui scriviamo, non ci sono bollettini ufficiali sulle condizioni precise di Lindsey Vonn ora ricoverata all'ospedale Codivilla di Cortina D’Ampezzo dopo la caduta in discesa a Cortina. La famiglia attende, i tifosi pure. L’unica certezza è l’immagine dell’elicottero che si allontana tra le Dolomiti e un’ovazione mista a timore che sale dalle tribune: la consapevolezza di aver assistito, nel bene e nel male, al confine dove lo sport diventa verità.