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IL COMMENTO

Dalla sinfonia nerazzurra alle crepe delle rivali: una domenica che pesa sul campionato

Inter dominante e in fuga, Juventus frenata da una Lazio organizzata, Napoli stretto tra emergenza e obbligo di risultati: la giornata di Serie A tra certezze e allarmi

08 Febbraio 2026, 23:53

Dalla sinfonia nerazzurra alle crepe delle rivali: una domenica che pesa sul campionato

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L’Inter è uno spot per il campionato, ma soprattutto fa un altro sport. La vittoria in casa del Sassuolo rappresenta l’ennesima prova di forza, da Bisseck che blocca alla solita sinfonia con Dimarco ispiratore strepitoso, oggi uno dei tre interpreti più nel suo ruolo sulla corsia mancina. Lautaro Martinez aggancia Bonisegna a quota 171 sul terzo gradino dei cannonieri nerazzurri di sempre e può essere orgoglioso di una squadra che sa come fare e quando fare, senza alcun tipo di intoppo. Il poker maturato dopo 53 minuti è uno tra mille esempi, la cinquina firmata da Luis Henrique manda in orbita uno degli ultimi arrivati, l’operazione della scorsa estate che l’Inter avrebbe voluto migliorare nell’ultima sessione di mercato con un altro specialista su quella corsia. Il rinforzo non è arrivato, Luis Henrique si è messo a testa bassa con il desiderio di riaccendere i riflettori, la formula Chivu è una pacchia per chiunque. E gli otto punti di vantaggio sul Milan, pur con una partita in più, se non sono una sentenza rappresentano come minimo una serissima ipoteca.

La Juventus vive una serata complicatissima per merito di una Lazio orgogliosa e ben organizzata. L’errore di Locatelli che spiana la strada a Maldini per l’assist vincente in direzione Pedro è da matita rossa. Il raddoppio bellissimo di Isaksen su maestoso lancio di Cataldi è la sintesi di un piano tattico saltato, frenesia e agitazione. McKennie che accorcia di testa riaccende le speranze, ma la Lazio sbaglia l’impossibile davanti a Di Gregorio per chiudere la pratica. E il pareggio di Kalulu nel recupero è uno zuccherino che dà un minimo di sollievo.

Impossibile pensare che il Napoli possa rendere di più in campionato, vittima di un’interminabile catena di infortuni. Dopo Di Lorenzo, stop per McTominay, una crociata di brutte notizie quasi a scadenza settimanale che stenderebbe una mandria di bisonti. Nello stesso tempo bisognerebbe prendere le distanze nei riguardi di chi sostiene che la dolorosa eliminazione in Champions (neanche lo straccio di un playoff) sia figlia delle stesse contrarietà. Non è una contraddizione perché quando prendi schiaffi da PSV e Benfica, sperperando punti pesanti contro Eintracht e Copenaghen, sei poco difendibile perché pur dentro l’emergenza avresti dovuto fare di più rispetto a un mortificante trentesimo posto finale. Ma poi la catena di contrarietà ha aggiunto altri “gioielli” al contrario, neanche Conte sa quale formazione potrà schierare domani in Coppa Italia contro il Como. E una rivisitazione sui lavori estivi che hanno portato a simile situazione in qualche modo andrà fatta, semplicemente perché qualche errore grave sarà stato commesso.

Ora il Napoli ha il dovere di vincere più partite possibili per non staccarsi dal carro scudetto in modo da blindare la partecipazione alla prossima Champions. L’impresa in casa del Genoa all’ultimo secondo e malgrado l’inferiorità numerica vale almeno un paio di punti in più rispetto ai canonici tre, per il resto (parliamo di bilanci) ci sarà tempo. Lo stesso tempo che non ha più la Fiorentina se vuole evitare un pericoloso ribaltone con tanto di retrocessione in Serie B, le scelte sbagliate di Vanoli contro il Torino hanno procurato panico e sono costati due punti in classifica. La vittoria del Lecce è un pericolosissimo campanello d’allarme: da questo momento in poi la Fiorentina non potrà sbagliare una virgola, pena un incredibile salto all’indietro che la scorsa estate neanche il più grande censore viola avrebbe pronosticato.