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sci alpino

Delusione Vinatzer, per l'Italia della combinata a squadre solo un quinto e un settimo posto

Franzoni aveva chiuso in testa dopo la libera di stamattina, ma nello slalom le cose sono andate male

09 Febbraio 2026, 15:06

15:48

Delusione Vinatzer. per l'Italia della combinata a squadre solo un quinto e un settimo posto

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La paletta del cronometro sul traguardo della Stelvio lampeggia un numero che sa di promessa: 1:51.80. Il rumore secco degli sci di Giovanni Franzoni si spegne nel boato del parterre di Bormio e, per un’ora scarsa, l’Italia guida la nascita della nuova specialità olimpica. È il debutto della combinata a squadre ai Giochi di Milano-Cortina 2026: un discesista al mattino, uno slalomista al pomeriggio, somma di tempi e medaglie in palio. Gli azzurri, spinti dall’argento di Franzoni nella libera di ieri, scrutano il podio come un orizzonte possibile. Ma lo slalom è una lama sottile: una sbavatura di Alex Vinatzer ribalta il copione, mentre Tommaso Sala chiude “da professionista” la sua manche, difendendo la posizione costruita da Dominik Paris. Alla fine, resta un settimo posto con +1"22 per la coppia Franzoni–Vinatzer e un quinto posto a pari tempo (ufficioso) per Paris–Sala con +1"12 dal nuovo oro elvetico firmato Franjo von AllmenTanguy Nef. È l’istantanea, cruda e didascalica, di una giornata che aveva iniziato a scrivere una favola e ha finito per ricordare quanto la combinata premi equilibrio, non solo picchi di eccellenza.

La combinata a squadre maschile è la grande novità dell’alpino a Milano-Cortina 2026: nasce laddove sono stati tolti dall’agenda il vecchio individuale di combinata e il team event misto, anche per la distanza tra le sedi maschili e femminili. Il format è lineare: al mattino la discesa (sulla Stelvio di Bormio), al pomeriggio lo slalom; vince chi totalizza il tempo complessivo più basso, senza scarti né ripescaggi. Un’idea che valorizza le coppie “ibride” di ogni squadra, esaltando la capacità dei tecnici di assemblare l’incastro giusto tra velocità e tecnica.

La prima metà di gara è da cartolina: Franzoni vola in 1:51.80 e si prende la leadership provvisoria, con dietro la batteria svizzera composta da Adrien MonneyDaniel Yule (+0"17), Marco OdermattLoïc Meillard (+0"28) e Franjo von AllmenTanguy Nef (+0"42). Dominik Paris è lì, a +0"59, pronto a consegnare a Tommaso Sala una posizione di assoluto rispetto per la volata del pomeriggio. Sfortuna, invece, per Florian Schieder, che scivola e non completa: per l’Italia 4 gara finita anzitempo. Mattia Casse tiene la barra nel gruppone (+1"46). Sono numeri che, a metà gara, autorizzano sogni tricolori.

Alle 14:00 la Stelvio si stringe nel tratto tecnico. Il tracciato è rapido, senza tranelli “mortali”, ma pretende pulizia di linea: lo dimostrano i 51"82 di Tanguy Nef, che accoppiano al quarto tempo di libera di von Allmen lo slalom migliore di giornata e spalancano alla Svizzera l’oro con un totale di 2:44.04. L’Austria di Vincent KriechmayrManuel Feller e la Svizzera bis di OdermattMeillard stampano lo stesso crono complessivo (2:45.03): è uno storico doppio argento ex aequo.

In casa Italia, il momento-chiave ha il volto di Alex Vinatzer. Chiamato a difendere il primato regalato dalla discesa di Giovanni Franzoni, l’altoatesino incappa in una manche meno fluida del previsto: qualche micro-ritardo in ingresso curva, una linea più larga del necessario nei tratti mediani, e il suo 53"46 diventa una zavorra. La somma con il tempo-monstre di Franzoni racconta un 2:45.26 finale, che significa settimo posto, +1"22 dal nuovo oro elvetico. La delusione è palpabile: dal primo al settimo in un pomeriggio. Ma è il prezzo, altissimo, della nuova combinata, che non concede reti di sicurezza.

Più lineare il pomeriggio di Tommaso Sala: parte con l’obiettivo di “portare a casa” la posizione costruita da Dominik Paris nella libera. L’azzurro chiude in 52"77; con l’1:52.39 del mattino fa 2:45.16, esattamente +1"12 dalla vetta. È un crono che vale la zona-top 5 a pari tempo con la coppia francese Nils AllegreClément Noël. Missione compiuta, insomma: la mano ferma di Sala evita un’ulteriore emorragia di secondi e blinda un piazzamento di piena dignità competitiva.

La classifica finale:

Oro: Svizzera (Franjo von AllmenTanguy Nef) in 2:44.04.

Argento (ex aequo): Austria (Vincent KriechmayrManuel Feller) e Svizzera (Marco OdermattLoïc Meillard) in 2:45.03.

Dominik ParisTommaso Sala: 2:45.16 (slalom di Sala in 52"77), +1"12 dal primo; zona 5° posto condivisa.

Giovanni FranzoniAlex Vinatzer: 2:45.26 (slalom di Vinatzer in 53"46), +1"22; 7° posto.

Mattia CasseTommaso Saccardi: 2:46.17; 13° posto.

Florian SchiederTobias Kastlunger: DNF in discesa, fuori classifica.