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Milano Cortina: doppio intervento per Vonn, il padre: «Carriera finita»

La leggenda dello sci femminile statunitense caduta sulla pista Olympia delle Tofane, a Cortina D'Ampezzo

09 Febbraio 2026, 21:36

Milano Cortina: doppio intervento per Vonn, il padre: «Carriera finita»

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Doppia operazione per Lindsey Vonn, la leggenda dello sci femminile statunitense caduta ieri sulla pista Olympia delle Tofane, a Cortina D'Ampezzo, lasciando nel silenzio e nella costernazione tifosi e appassionati dello sci. Una caduta che, afferma in serata il padre della campionessa, Alan Kildow, segna un punto fermo: "Ha 41 anni, questa è la fine della sua carriera". L'uomo ha trascorso la notte con lei all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, i cui chirurghi, con l'affiancamento dell'equipe Usa, sono intervenuti per la riduzione della frattura al femore della gamba sinistra, e quindi l'applicazione di un fissaggio esterno. Vonn era stata trasferita dall'ospedale Codivilla della città ampezzana dove era arrivata in elicottero dalla pista in seguito al drammatico incidente dopo 13 secondi di gara. Per Vonn sarebbe stato necessario intervenire anche per prevenire complicazioni legate al gonfiore e alla circolazione del sangue.

All'intervento era presente il medico personale della sciatrice, il quale ha solo assistito, mentre i chirurghi italiani hanno guidato le procedure. In un primo momento, dall'entourage era stato fatto filtrare solo un accenno a un'operazione volta a 'stabilizzare' la gamba sinistra, senza precisare in che punto. Kildow, parlando all'agenzia Ap, ha sottolineato che la figlia "è molto forte e ha una personalità forte. Conosce il dolore fisico e comprende la sua situazione. E sta gestendo bene la cosa". La partecipazione ai Giochi della regina della neve, arrivata a Cortina con il crociato del ginocchio sinistro lesionato a seguito della caduta a fine gennaio in Coppa del Mondo a Crans Montana, aveva già acceso il dibattito sull'opportunità che un'atleta, seppure esperta come lei, potesse correre un rischio del genere. Il presidente della Federazione internazionale sci, Johan Eliasch, ha affermato che si è trattato di una scelta in autonomia: "Era una decisione che poteva prendere solo lei - ha commentato - che conosce meglio di chiunque altro i suoi infortuni". Un incidente "incredibilmente sfortunato. Un caso unico su mille. Si è avvicinata troppo alla porta, è rimasta bloccata mentre era in aria e ha iniziato a ruotare".

Insomma lei, alla luce di allenamenti e tenuta della gamba, ha deciso in autonomia ha deciso di presentarsi al cancelletto di partenza per quella che sì stavolta sarebbe stata la sua ultima discesa olimpica. A scegliere il Ca' Foncello di Treviso (secondo polo ospedaliero olimpico insieme al Niguarda) è stato lo stesso staff medico della nazionale Usa. Vonn dopo l'infortunio era stata prelevata dalla pista e caricata in barella con un verricello di 90 metri, in elicottero fino all'ospedale Codivilla per le prime valutazioni. I medici della squadra americana hanno poi scelto il suo trasporto a Treviso perché dava loro maggiori garanzie, anche per le competenze specifiche fornite dal nosocomio. Sulla base dei riscontri svolti a Cortina, il Medical Service regionale, il coordinamento istituito per le Olimpiadi, ha sottoposto allo staff americano il ricovero dell'atleta a Belluno o a Treviso, i due punti di riferimento per le emergenze cliniche legate ai Giochi. Gli ospedali di Padova e di Verona sono strutture che intervengono se si prospettassero situazioni particolari.

Lo staff americano ha scelto Treviso. L'elicottero ha così trasportato la sciatrice al Ca' Foncello, dove è stata presa in carico dal personale medico e portata in sala operatoria dove erano già pronti ad intervenire i chirurghi ortopedici. Sul decorso post-operatorio al momento la squadra americana preferisce preservare la privacy della campionessa, nessun bollettino medico lasciando fuori dall'ospedale giornalisti e operatori. Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha fatto recapitare stamani un mazzo di fiori a Vonn, con un biglietto che recita: "Anche nelle avversità, il suo spirito rimane una fonte potente di ispirazione per gli atleti e per chiunque crede nei valori di dedizione, sacrificio e perseveranza".