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Giarratana, una vita ad alta velocità per Ludovico Busso

A 16 anni è riuscito a salire sul podio (terzo posto) in Formula 4 dopo la gara di domenica scorsa a Portimao in Portogallo

11 Febbraio 2026, 09:05

Giarratana, una vita ad alta velocità per Ludovico Busso

Ludovico Busso mostra orgoglioso il trofeo conquistato

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A sedici anni, Ludovico Busso ha raggiunto un risultato significativo per il motorsport siciliano. Originario di Giarratana, un centro di quasi tremila abitanti nei Monti Iblei, è salito sul podio nella Formula Winter Series, il campionato invernale della Formula 4 che si disputa tra gennaio e marzo sui circuiti della penisola iberica. Un traguardo che nessun pilota della provincia di Ragusa aveva mai centrato. È accaduto a Portimão, in Portogallo, nella seconda gara dell’anno, disputata su pista bagnata, con visibilità ridotta e una forte pressione da parte degli avversari, che per diversi giri gli sono rimasti alle spalle senza concedergli margine.

«È stata una gara intensa, davvero intensa» racconta Ludovico con calma. «La pista era bagnata e avevo tutto il gruppo dietro. Non potevo permettermi un errore. Ho cercato di restare concentrato giro dopo giro. Quando ho tagliato il traguardo e ho capito di essere sul podio… è stata una felicità enorme». È il suo primo podio in Formula 4, categoria che rappresenta il passaggio iniziale nel mondo delle monoposto professionali, dove oltre alla velocità contano la gestione, la continuità e la capacità di affrontare situazioni complicate, soprattutto quando le condizioni meteo rendono ogni manovra più rischiosa.

Gli chiedo cosa abbia provato, sapendo che nessun pilota della sua provincia — e probabilmente della sua regione — aveva mai raggiunto un risultato simile in un campionato internazionale di F4. «Sì, lo so, e questo mi rende orgoglioso. Portare in alto la mia terra è una motivazione importante. Spero che questo risultato possa incoraggiare altri ragazzi siciliani che sognano il motorsport». Lo dice con naturalezza, senza cercare effetti, come se fosse semplicemente parte del percorso che sta vivendo, un passo che arriva dopo anni di lavoro e non un traguardo isolato.

La Formula Winter Series prevede cinque round: due già disputati, tre ancora da correre — Valencia, Aragón e Barcellona — tutti in Spagna. È una serie che richiama team internazionali e giovani piloti provenienti da programmi di formazione strutturati, spesso già inseriti in percorsi professionali. È un ambiente competitivo, dove ogni dettaglio pesa e dove emergere significa dimostrare non solo velocità, ma anche capacità di adattamento e continuità. In questo contesto, un podio assume un valore che va oltre il singolo risultato: indica una crescita tecnica e mentale, una capacità di gestire la pressione e di mantenere lucidità anche quando le condizioni non aiutano, soprattutto in una fase della stagione in cui molti piloti stanno ancora trovando il ritmo.

Gli chiedo quali siano i suoi obiettivi per la stagione. «Gara per gara. Si vedrà. Voglio crescere, migliorare, imparare. Non voglio fare previsioni». Una risposta prudente, che riflette la consapevolezza di un percorso lungo, fatto di passi graduali e di risultati da consolidare, senza bruciare le tappe e senza lasciarsi trascinare dall’entusiasmo del momento.

Il podio di Portimão, però, resta un passaggio importante. È arrivato alla seconda gara dell’anno, su pista bagnata, contro avversari di livello internazionale, in un campionato che rappresenta uno dei passaggi obbligati per chi punta a proseguire nelle categorie superiori. È un risultato che nasce dalla capacità di gestire una situazione complessa, più che da un episodio fortunato. E per una comunità come quella iblea, che raramente ha avuto rappresentanti nel mondo delle monoposto, rappresenta un motivo di soddisfazione e un segnale di crescita, un piccolo punto di riferimento per chi guarda a questo sport con curiosità o ambizione.

«Adesso pensiamo a Valencia» conclude Ludovico. «Si riparte da zero, come sempre». Una frase semplice, che racconta il suo modo di affrontare questo sport: attenzione al presente, lavoro costante e uno sguardo rivolto avanti. Il suo percorso è iniziato nei kart, dove ha disputato competizioni di rilievo e attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. Passo dopo passo è arrivato alla F4. Anche in categorie superiori. Perché, in fondo, la spinta più forte resta sempre la stessa: continuare a credere nelle proprie possibilità e trasformare ogni occasione in un passo avanti.