Francia
De Zerbi via da Marsiglia: il fallimento dell'obiettivo di essere l'anti Psg
Roberto De Zerbi
Arrivato a Marsiglia nell’estate 2024 con il dichiarato intento di spezzare l’egemonia del Paris Saint Germain (club «che rappresenta il potere e l’autorità»), Roberto De Zerbi ha perso la sua scommessa. Nella notte l’OM ha dato il benservito all’allenatore bresciano, anche se il comunicato addolcisce la pillola parlando di «separazione consensuale».
Doveva restare sulla panchina tre anni, ma il 5-0 incassato domenica scorsa - guarda un po’, proprio per mano del PSG -, sommato alla prematura uscita dalla Champions League, hanno decretato che il suo tempo nella città marittima del sud della Francia era scaduto. La decisione di allontanarlo «è stata difficile», ed è arrivata «dopo un’attenta riflessione nell’interesse del club per affrontare le sfide sportive di fine stagione, in particolare la qualificazione alla Champions». A prendersi la responsabilità di dire 'bastà è stato, direttamente dagli Stati Uniti, il proprietario del club, Frank McCourt. Il presidente Pablo Longoria ed il direttore sportivo Medhi Benatia non hanno potuto che accodarsi. Anche perché dopo la sconfitta con il Bruges e l’inaspettata uscita dall’Europa, De Zerbi aveva negato l’intenzione di fare passi indietro, aggiungendo di voler restare «altri cinque o sei anni». Lunedì e ieri l’ex tecnico di Sassuolo e Brighton aveva effettivamente guidato gli allenamenti nel centro sportivo della Commanderie come di consueto, e la dirigenza sembrava aver preso di mira soprattutto i giocatori dopo la storica batosta inflitta dal PSG.
Partita con il secondo posto della stagione 2024-25 (seppure a -19 dal PSG), l’esperienza marsigliese di De Zerbi non è mai veramente decollata, soprattutto a causa dei risultati altalenanti. Il suo OM è rimasto una squadra scostante, capace in questa stagione di battere i parigini di Luis Enrique all’andata o di annientare il Lens (3-1), allora capolista della Ligue 1, ma anche di incassare sconfitte sanguinose, come quelle con Liverpool e Bruges. A complicare ulteriormente il rapporto alcune diversità di vedute con la dirigenza, non ultima la scelta di mettere fuori rosa Adrien Rabiot, molto stimato da De Zerbi, dopo la rissa con un compagno, per poi cederlo al Milan. Il tecnico italiano è ormai il passato. Ora l’OM - al momento quarto in Ligue 1 - deve pensare alla partita casalinga di sabato con lo Strasburgo. A meno che Longoria e Benatia non trovino rapidamente un successore, il ruolo ad interim potrebbe essere ricoperto da Panchò Abardonado, uno dei suoi assistenti, o da Romain Ferrier, responsabile della squadra riserve.