il trionfo
Storica doppietta azzurra nello slittino a coppia: due ori nel giro di un'ora, a Cortina è un delirio
Il primo trionfo nel doppio femminile, disciplina all’esordio ai Giochi, con Andrea Voetter e Marion Oberhofer, poco dopo altro acuto d’oro al maschile con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner che erano terzi dopo la prima prova
Nel giro di un’ora, sulla pista Eugenio Monti, l’Italia raddoppia il bottino d’ori olimpici.
Lo slittino azzurro vive la sua notte più straordinaria sull’impianto più contestato del progetto Milano-Cortina: Andrea Voetter/Marion Oberhofer ed Emanuel Rieder/Simon Kainzwaldner firmano un clamoroso uno-due nel doppio, spezzando il digiuno di vittorie a Cortina d’Ampezzo.
Se le azzurre hanno rispettato il pronostico, gli uomini, da outsider, rimontano in una gara da brividi: al termine della prima manche erano terzi, con tre equipaggi raccolti in meno di due centesimi.
Nella seconda discesa l’ultimo tratto è impeccabile e l’impresa si compie, mentre le compagne stanno ancora festeggiando.
Voetter e Oberhofer hanno dominato due Coppe del Mondo (2023 e 2024) e conquistato il titolo iridato due anni fa, prima che la concorrenza si facesse più agguerrita con l’avvicinarsi dei Giochi, i primi a includere il doppio femminile.
Accreditate della vittoria già alla vigilia – dopo prove in cui avevano inflitto distacchi abissali alle rivali – hanno sofferto nella manche d’apertura, per poi trasformare la seconda in un assolo.
«La prima manche non andava così bene, abbiamo analizzato e poi la seconda era perfetta», spiega Voetter.
Nata a Fiè allo Sciliar, vive a Maranza con Kevin Fischnaller, compagno di squadra di Dominik, bronzo olimpico nell’individuale. È la più alta e quindi siede davanti. Dietro di lei Oberhofer, originaria di San Candido: oggi vive a Rodengo, ma è cresciuta a Maranza.
«C’è la pista di spinta, due curve, sono scesa da lì e mi è piaciuto. E sono finita qua».
Maranza, 500 abitanti, fa medagliere quasi a sé: il terzo podio – e il secondo oro lo firma anche Rieder. Sono i primi due trionfi dopo vent’anni: l’ultimo recava la firma di Armin Zoeggeler, che ora celebra da direttore tecnico.
Al femminile il riferimento è Gerda Weissensteiner: era il 1994, la stessa Olimpiade cui risale l’ultimo successo nel doppio maschile; le due protagoniste di oggi non erano ancora nate.
I due ori coincidono con l’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Cortina d’Ampezzo per la due giorni olimpica.
«Gli abbiamo fatto un regalo (e lui ricambierà attendendoci di persona dopo le gare), è un onore», commenta Oberhofer, 25 anni (la compagna ne ha 30). E aggiunge: «È un onore partecipare su questa pista che siamo riusciti a creare, qua a casa e con tutti voi. Senza voi non sarebbe stato possibile».
Il riferimento al budello di ghiaccio – 118 milioni di spesa e oltre 800 alberi abbattuti – è ormai una costante nelle parole degli slittinisti, che sperano di farne il volano per la rinascita di slittino, bob e skeleton in Italia.
«È incredibile, ho perso la voce, sono troppo felice», dice Rieder.
«Stando a casa sono senza parole», gli fa eco Kainzwaldner, che si concede un ricordo personale: «Qualche settimana fa, un mio amico è morto, e sapevo che era sulla slitta con me e abbiamo vinto. Aveva solo 29 anni».
«La vittoria di oggi ha un significato che dà valore alla realizzazione della pista», riconosce il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, che parla di «un trampolino di lancio, perché questa pista può diventare un centro di preparazione olimpica e toccherà a noi trovare chi la gestisce in maniera propositiva».
Ma di questo si discuterà da domani, anzi da dopodomani. Prima c’è la staffetta: tre frazioni in cui l’Italia schiera un bronzo maschile, un quarto posto femminile e due ori nel doppio.
«Siamo pronte, poi andremo a festeggiare», promette Oberhofer, cercando di non perdere la concentrazione nel cuore della notte più bella. Per lei e per l’Italia.