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Caso Heraskevych, protesta anche il governo ucraino: «Momento di vergogna»

Il ministro degli Esteri, Andriy Sybiga, commenta il "casco vietato" in un messaggio pubblicato su X

12 Febbraio 2026, 10:59

Caso Heraskevych, protesta anche il governo ucraino: «Momento di vergogna»

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La squalifica dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych dalle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026 per essersi rifiutato di togliere il casco con i volti degli atleti ucraini uccisi durante la guerra con la Russia è stata definita un «momento di vergogna» per il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) dal ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiga, in un messaggio pubblicato su X.

Secondo Sybiga, il CIO non avrebbe sanzionato solo l’atleta ma anche la propria reputazione di fronte alla comunità sportiva internazionale, sottolineando che le future generazioni ricorderanno questo episodio come un atto di discredito per l’istituzione olimpica.

Heraskevych, che aveva presentato un casco personalizzato con le immagini di oltre 20 atleti e allenatori ucraini caduti dall’inizio dell’invasione russa del 2022, è stato ritenuto in violazione delle Regole sull’espressione visiva e della Regola 50 della Carta Olimpica, che vietano manifestazioni politiche, religiose o razziali sulle piste e nei siti di gara. In precedenza il CIO gli aveva proposto come compromesso di gareggiare con una fascia nera al braccio o di esporre il casco prima e dopo la gara, ma l’atleta ha rifiutato ogni modifica e ha continuato ad allenarsi con il casco di memoria.

A seguito del rifiuto di conformarsi alle linee guida, la giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (IBSF) ha deciso di non consentirgli di partecipare alla competizione e il CIO ha ritirato l’accreditamento all’atleta per i Giochi, impedendogli di gareggiare e di rimanere nel Villaggio Olimpico.

La decisione ha sollevato forti proteste in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, così come altri funzionari e compagni di squadra, ha espresso sostegno a Heraskevych, sostenendo che la memoria dei caduti non può essere considerata una dichiarazione politica e che il gesto rappresentava un tributo degno al loro sacrificio. Inoltre, la squadra ucraina ha presentato appello formale contro il divieto, con l’intenzione di portare la questione davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS).