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la svolta

Rebecca Passler "riabilitata", perché la biatleta italiana potrà correre a Milano-Cortina

Dal “primo caso di doping” ai Giochi alla riammissione lampo: cosa ha deciso la Corte d’Appello antidoping e quali scenari si aprono per l’Italia del biathlon

13 Febbraio 2026, 11:04

Caso Passler, la svolta che ribalta la narrazione: perché la biatleta italiana potrà correre a Milano-Cortina

Dal “primo caso di doping” ai Giochi alla riammissione lampo: cosa ha deciso la Corte d’Appello antidoping e quali scenari si aprono per l’Italia del biathlon

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La Corte Nazionale d’Appello di NADO Italia ha accolto il ricorso di Rebecca Passler contro la sospensione provvisoria per la positività al letrozolo, restituendole la possibilità di gareggiare ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Il “primo caso di doping” dell’Olimpiade italiana non è più, almeno per ora, una squalifica, bensì un dossier giudicato con il criterio del “fumus boni iuris” — la verosimiglianza dell’ipotesi di un’assunzione involontaria o di una contaminazione.

Rebecca era stata sospesa il 26 gennaio 2026 al termine di un controllo fuori competizione, all’atleta viene riscontrata la presenza di letrozolo. Scatta la sospensione provvisoria da parte di NADO Italia e l’esclusione dalla squadra azzurra per l’Olimpiade. La notizia esplode come il “primo caso” a Milano-Cortina.

Il 2 febbraio 2026 la vicenda diventa ufficialmente un caso: la Biathlon Integrity Unit conferma di aver ricevuto notifica della potenziale violazione e precisa che la gestione disciplinare è in capo all’agenzia antidoping italiana. Il ricorso urgente al TAS/CAS non approda a una decisione di merito. Il Tribunale arbitrale si dichiara privo di giurisdizione perché l’atleta non aveva ancora esaurito i rimedi interni previsti dall’ordinamento antidoping nazionale. La “palla” torna così alla giustizia di NADO Italia.

Oggi la svolta: la Corte Nazionale d’Appello di NADO Italia accoglie il ricorso, riconoscendo il “fumus boni iuris” dell’ipotesi di assunzione involontaria o contaminazione inconsapevole e consentendo a Passler di essere reintegrata e disponibile per le scelte tecniche. La biatleta si aggregherà al gruppo azzurro a partire da lunedì 16 febbraio.

Il letrozolo è un inibitore dell’aromatasi utilizzato in campo medico — tra gli altri impieghi — nel trattamento di alcuni tumori di origine ormono-dipendente. In ambito sportivo è inserito dalla WADA nella categoria S4 (modulatori ormonali e metabolici) perché può essere usato per modulare il profilo ormonale e, in particolare, per contrastare gli effetti collaterali degli steroidi anabolizzanti. In altre parole: non è una molecola “performance enhancer” diretta sulle doti aerobiche tipiche del biathlon, ma un farmaco che, in contesti illeciti, può “mascherare” o ottimizzare cicli anabolizzanti. Questo spiega l’attenzione rigorosa delle autorità antidoping e la prassi della sospensione cautelativa alla prima analisi positiva.

La notizia della sospensione aveva scosso non solo lo spogliatoio azzurro ma l’intero mondo del biathlon. Il presidente della FISI, Flavio Roda, aveva fin da subito dichiarato che la Federazione avrebbe sostenuto l’atleta “in tutte le sedi opportune”, evitando di procedere a sostituzioni “per principio” in attesa di chiarimenti. Dopo la decisione del TAS di non entrare nel merito, Roda aveva parlato apertamente di “gogna” subita dall’azzurra. Oggi, con la riammissione, la Federazione accoglie “con piacere” l’esito del ricorso che consente a Rebecca di tornare a disposizione. Parole misurate, che cercano di tenere insieme il rispetto per le regole antidoping e la tutela di un’atleta che rivendica la propria buona fede.

Dal canto suo, Passler ha definito questi giorni “molto difficili”, ringraziando i legali, la FISI, i familiari e gli amici. “Ora posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon”, ha affermato, annunciando il rientro in gruppo da lunedì 16 febbraio. È la dichiarazione di una sportiva che si ritrova, nel giro di 11 giorni dal primo provvedimento, a dover riaccendere la testa sulla gara e non più sulla difesa.

La riammissione di Passler offre al gruppo azzurro una carta in più, soprattutto in ottica staffette e gestione dei carichi nelle prove individuali. Resta da capire come lo staff tecnico calibrerà tempi e modalità di reinserimento, considerato che l’atleta tornerà ad allenarsi in ambiente olimpico da lunedì 16 febbraio. È un margine stretto, ma non impossibile, anche perché parliamo di una biatleta che, pur giovane (24 anni), ha già affrontato i circuiti di Coppa del Mondo con una certa continuità.