la curiosità
Preservativi esauriti in 72 ore a Fiames: l’altra faccia (prevedibile) dei Giochi di Milano-Cortina
Scorte finite nel villaggio ampezzano e richiesta di “intrattenimento per adulti” in crescita: i numeri del fenomeno
Scorte finite nel villaggio ampezzano e richiesta di “intrattenimento per adulti” in crescita: numeri, contesto e perché la prevenzione resta una priorità olimpica
Il dispenser nell’area comune del villaggio di Fiames è vuoto. Succede al villaggio ampezzano dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, dove i preservativi messi a disposizione sono andati esauriti in tempi record, confermando – più che una “piccante sorpresa” – una costante sociologica delle Olimpiadi: quando migliaia di giovani condividono per settimane spazi, attese e adrenalina, la vita comunitaria non finisce allo stop del cronometro. E con essa, la necessità di fare prevenzione.
Nel cluster di Cortina d’Ampezzo (Fiames), le scorte gratuite per gli atleti sono state esaurite in circa tre giorni, secondo testimonianze raccolte dalla stampa italiana. A livello complessivo dei Giochi, la disponibilità iniziale è stata “sotto quota 10.000” profilattici per l’intero periodo, un dato sensibilmente inferiore rispetto ai precedenti estivi.
Il confronto più immediato è con Parigi 2024, dove furono messi a disposizione circa 300.000 dispositivi (confezioni dal packaging “educativo” su consenso e prevenzione delle MST), mentre a Rio 2016 il totale arrivò a circa 450.000. Durante Tokyo 2020 (svolti nel 2021), pur tra restrizioni pandemiche, furono comunque distribuiti circa 150.000 preservativi con finalità soprattutto di sensibilizzazione.
La tradizione della distribuzione gratuita ai Villaggi olimpici risale a Seul 1988, quando la lotta all’HIV/AIDS entrò nell’agenda di salute pubblica legata ai grandi eventi sportivi.
Nel caso italiano, un elemento distintivo è la fornitura con marchio istituzionale: diverse testimonianze video – tra cui una della pattinatrice di danza su ghiaccio Olivia Smart – mostrano preservativi brandizzati “Regione Lombardia” disponibili per gli atleti nel villaggio di Milano. Una scelta comunicativa che ribadisce il perimetro: non folklore, ma sanità pubblica.
Ma perché a Cortina sono già finiti? I numeri aiutano a capire. A Milano-Cortina 2026 sono attesi circa 2.900 atleti per 195 eventi da medaglia distribuiti tra diversi cluster (oltre a Milano e Cortina, Valtellina con Bormio e Livigno, Val di Fiemme, biathlon ad Anterselva). La vita nei villaggi è intensa: allenamenti, trasferte, recupero, ma anche socialità. Se il plafond iniziale è effettivamente inferiore a 10.000 unità per l’intero arco dei Giochi, è aritmetica immaginare un rapido consumo delle scorte in uno dei poli più affollati, come Fiames. Non solo: rispetto all’estate, i Giochi invernali radunano meno atleti ma su territori diffusi e con logistica frammentata; centralizzare le forniture o calibrarle perfettamente su fabbisogni e flussi giornalieri non è banale.
In ogni caso, la prassi olimpica prevede che le dotazioni possano essere riassortite in corsa. A confermarlo, in più edizioni, sono stati gli stessi organizzatori: l’obiettivo non è “contare i pezzi”, ma garantire che chi ne ha bisogno trovi accesso gratuito e discreto a uno strumento di prevenzione.
Accanto alla notizia delle scorte esaurite, a Milano e nei territori di gara si registra un incremento significativo dell’offerta di servizi di escort. Una rilevazione su base annunci, diffusa da un portale internazionale del settore e analizzata da SimpleMedia, indica variazioni nell’ordine di: +23% a Milano, +12% a Cortina d’Ampezzo, +6% in Valtellina (Bormio e Livigno), +3% tra Val di Fiemme e Anterselva con l’avvio dei Giochi. È il riflesso di una regola dei mega-eventi: dove arriva una “bolla” di domanda – sponsor, delegazioni, media, ospiti corporate, turismo d’élite – si muove anche l’offerta di intrattenimento per adulti.