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il supercampione

LeBron James sembra un cartone animato: l'ultimo record lo proietta nel mito

Dalla scintilla di un quarantenne che riscrive i limiti del gioco: perché l’NBA è un laboratorio dove l'invecchiamento è solo un limite anagrafico

13 Febbraio 2026, 11:31

LeBron non invecchia, la storia sì: tripla doppia da record a 41 anni. Holiday e i “nuovi” Blazers piegano Utah

Dalla scintilla di un quarantenne che riscrive i limiti del gioco al manifesto di Portland: due partite, due storie che spiegano perché l’NBA resta un laboratorio di possibilità.

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LeBron James, 41 anni e 44 giorni come un cartone animato. A Los Angeles, nella serata di giovedì (notte italiana), il fuoriclasse LeBron James è diventato il giocatore più anziano a registrare una tripla doppia in NBA: 28 punti, 12 assist e 10 rimbalzi contro Dallas. Ha superato un altro monumento, Karl Malone, che deteneva il primato con una tripla doppia a 40 anni e 127 giorni. Non è solo una statistica: è il modo in cui, per l’ennesima volta, LeBron sposta l’asticella della longevità sportiva, trasformando la cura del corpo, la gestione del carico e l’intelligenza cestistica in strumenti creativi. Lo confermano i numeri cumulativi: è la sua 123ª tripla doppia in carriera, in una stagione in cui continua a scalare record in un’epoca che, in teoria, dovrebbe essere quella dei saluti. In teoria, appunto. In pratica, un’altra pagina riscritta.

Il tema centrale, però, resta il significato tecnico e culturale della serata di LeBron. A 22 convocazioni all’All-Star Game, a oltre due decenni di distanza dal debutto, continua a presidiare il gioco non con la nostalgia, bensì con la modernità. Ciò che stupisce non è il gesto in sé — la tripla doppia — ma la naturalezza con cui rende ancora ovvio ciò che, per chiunque altro, sarebbe straordinario. È una questione di controllo del tempo: rallentarlo quando serve, accelerarlo se l’avversario sbandiera, leggere il mismatch, sfruttare l’angolo giusto di passaggio, scegliere il momento esatto del taglio. È la differenza tra giocare e dirigere una partita.