Calcio Serie C
Turati carica il Siracusa alla vigilia del derby col Catania: “Dovremo essere pazienti, lucidi e cattivi nei duelli”
Vigilia di derby: il tecnico chiede intensità, equilibrio e capacità di adattamento; dopo l'andata complicata, nuovi innesti, giovani protagonisti e possibili rientri per decidere il derby
Turati tecnico del Siracusa durante la conferenza stampa (foto Simona Amato)
Vigilia di derby, e in casa Siracusa l’attenzione è massima. Marco Turati presenta la sfida col Catania con un messaggio chiaro: serviranno intensità, equilibrio e capacità di adattarsi a una partita che, già all’andata, aveva mostrato quanto i dettagli possano spostare tutto.
“All’andata ci hanno tolto il tiro: Toscano può rifarlo”
Il precedente pesa: nella gara d’andata il Catania fu la squadra che più di tutte riuscì a “spegnere” il Siracusa, impedendo agli azzurri di trovare continuità di conclusioni e soprattutto di arrivare puliti in zona tiro. Una prova di studio e attesa, quasi a voler accettare di rinunciare a qualcosa del proprio per togliere certezze agli avversari.
Turati si aspetta uno spartito simile anche domani: Toscano potrebbe riproporre una partita d’ordine, con densità tra le linee e ripartenze mirate, cercando di innervosire il Siracusa e portarlo fuori dalla sua comfort zone. La chiave, in quel caso, sarà non forzare: muovere palla con pazienza, riempire l’area con più uomini nei tempi giusti e non concedere transizioni.
Nuovi: “Inserimento normale, ma il Siracusa si sta completando”
Sul tema nuovi innesti, la linea è pragmatica: l’inserimento richiede tempo, soprattutto per chi arriva in corsa e deve assimilare meccanismi, distanze, principi e linguaggio di reparto. Ma la sensazione è che il processo stia accelerando: i nuovi stanno aumentando minutaggio, fiducia e intesa coi compagni.
L’obiettivo dichiarato è arrivare presto a un Siracusa “completo”, capace di mantenere identità anche cambiando interpreti.
La scelta dei due centrali nuovi a Cosenza: coraggio, ma anche gestione
La mossa di Cosenza—lanciare insieme i due centrali nuovi—è stata letta come scelta coraggiosa, e i segnali sono stati positivi: personalità, attenzione, duelli portati con convinzione. Turati l’ha vissuta come una soluzione efficace, che può avere due letture complementari: da un lato la necessità di gestire energie in un ciclo di gare ravvicinate, dall’altro la valutazione delle condizioni di Pacciardi e Bonacchi, che in quel momento potevano non essere al 100%.
In ogni caso, il messaggio è forte: nel Siracusa le gerarchie non sono statiche, gioca chi dà garanzie subito.
Valente e Cancellieri ancora out
Sul fronte indisponibili, Valente è in crescita: la condizione migliora e il rientro si avvicina, anche se in questi casi la differenza la fa l’ultimo step (ritmo partita e sicurezza nei movimenti). Per Cancellieri, invece, lo scenario appare più complicato: difficilmente sarà della gara, e lo staff valuterà senza forzare, con un occhio alle prossime.
Giovani con personalità: Di Gesù, Simonetta e l’esempio Morreale. E Di Paolo resta “sul pezzo”
Turati si gode le risposte dei giovani. Di Gesù e Simonetta hanno mostrato personalità nonostante l’età e l’inizio di percorso, con lo stesso spirito visto quando era toccato a Morreale: entrare senza paura, con responsabilità e concentrazione.
Il tecnico lavora soprattutto sulla testa: semplicità nelle scelte, coraggio nei duelli, e l’idea che nessuno debba “sentirsi ospite” quando viene chiamato. Stesso discorso per Di Paolo: dopo la notizia del passaggio al Cagliari, il timore esterno poteva essere quello di un calo di attenzione, invece il ragazzo è rimasto centrato, propositivo, dentro la partita. Segnale di maturità: ambizione sì, ma con la squadra al centro.
Il resto lo farà il clima: un derby non è mai una partita come le altre. E Turati lo sa: per battere il Catania servirà un Siracusa fedele a se stesso, ma anche capace di cambiare pelle quando la gara lo chiede.