13 febbraio 2026 - Aggiornato alle 20:58
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il personaggio

Chi è Andrew Musgrave, l'atleta di sci di fondo che ha gareggiato a torso (quasi) nudo

A Tesero, sotto un sole da mezza stagione e con il termometro che segnava circa 7°C, il britannico corre “a pelle” e chiude sesto nella 10 km dietro a un Klaebo da record. Non è solo stile: è gestione termica, tattica e un segnale del nuovo inverno olimpico.

13 Febbraio 2026, 16:48

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“Sfrecciava in pantaloncini”: perché Andrew Musgrave ha trasformato il 10 km olimpico in un manifesto contro il caldo invernale

A Tesero, sotto un sole da mezza stagione e con il termometro che segnava circa 7°C, il britannico corre “a pelle” e chiude sesto nella 10 km dietro a un Klaebo da record. Non è solo stile: è gestione termica, tattica e un segnale del nuovo inverno olimpico.

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Una manciata di minuti prima dello start, al bordo della pista del Lago di Tesero, qualcuno ha alzato lo sguardo e ha strizzato gli occhi: Sulla linea di partenza, Andrew Musgrave, 25 anni, è arrivato in pantaloncini da corsa, pettorale e pelle nuda sul busto. Nessuna maglia tecnica, nessun guscio antivento. Così, “pancia all’aria”, il 35enne scozzese ha sciato la 10 km a intervalli dei Giochi di Milano-Cortina 2026, centrando un sesto posto che è insieme prestazione, provocazione e — soprattutto — adattamento perfetto a una gara che, per clima e sensazioni, ha ricordato un evento estivo più che un classico pomeriggio olimpico invernale. Secondo le rilevazioni locali, a metà giornata il termometro a Tesero oscillava attorno ai 6–7°C, con cielo prevalentemente soleggiato. Un contesto che ha inciso su materiali, ritmo e scelte d’abbigliamento come raramente si vede ai Giochi.

Sul piano tecnico, la cronaca dice che Johannes Hosflot Klaebo ha vinto l’oro del 10 km a intervalli (freestyle) in 20:36.2, firmando il suo terzo oro in questi Giochi e arrivando a otto ori olimpici in carriera: un bottino che gli vale l’aggancio al record assoluto invernale detenuto da Marit Bjorgen, Bjorn Dæhlie e Ole Einar Bjorndalen. Alle sue spalle, argento al francese Mathis Desloges (+4.9), bronzo al norvegese Einar Hedegart (+14). Musgrave ha chiuso sesto, migliore dei britannici, in una giornata che lo ha visto protagonista dentro e fuori dalla pista.

“Temevo il surriscaldamento”, ha ammesso il britannico, che si è persino rinfrescato con manciate di neve prima dello start. Non uno stunt, ma una scelta di performance: quando l’aria è mite e la radiazione solare intensa, la produzione di calore metabolico nella tecnica libera — fatta di spinte esplosive e frequenze elevate — può diventare un freno più della salita finale.

Per Team GB, la top-6 del 10 km ha il sapore di una miglior prestazione olimpica individuale per Musgrave nei Giochi invernali. Già nello skiathlon di domenica 8 febbraio era arrivato un decimo posto concreto a 47:00.5, segnale di forma e continuità. A Tesero, Joe Davies e James Clugnet completano il contingente, ma è il veterano Musgrave a rappresentare il riferimento tecnico e mentale della squadra. A 35 anni e alla sua quinta Olimpiade, competere in top-6 nella gara più calda (in tutti i sensi) della settimana è un biglietto da visita di spessore.