Calcio, Serie C
Il tecnico Toscano e spiega il piano di rimonta del Catania
Domani il confronto in casa del Siracusa appare tutt'altro che scontato. Ecco le parole dell'allenatore
Il tecnico Toscano sprona i rossazzurri (foto Filippo Galtieri)
Usare la testa, innanzitutto. La tattica è una logica conseguenza. Domenico Toscano, poche ore prima della gara di Siracusa, sprona il Catania e anche l’ambiente: “Bisogna usare la testa così come abbiamo fatto all’andata”.
Sarà una sfida difficile per come arriva il Catania a quest’appuntamento.
“Tutte le avversarie del Siracusa che hanno preparato la gara guardando la classifica hanno sbattuto il muso”.
In che modo bisogna preparare l’approccio, allora?
“Mentalmente, ripeto”.
Il Catania ha raccolto un solo punto in due gare. Mentalmente non sta benissimo.
“In alcune gare avremmo potuto anche fare meglio. La pericolosità che procuriamo o che concediamo agli altri è in linea con un club che ambisce al vertice della classifica. Poi è anche vero che bisogna migliorare la scelta, la conclusione, non bisogna sprecare energie”.
Più volte s’è detto contento per il percorso del suo gruppo.
“E lo sono. In tre sfide abbiamo reso al di sotto degli standard, ma negli altri confronti il Catania ha fatto sempre bene. Ci sta, poi, non riuscire a vincere”.
In città l’umore non è alle stelle.
“A Novara sul più bello ci hanno penalizzati di otto punti. Ed eravamo primi. Non ci siamo fermati. E abbiamo vinto il campionato. Il discorso lo trasporto anche qui. Che si fa? Ci si arrende adesso. Mancano tredici partite”.
Sono tante, potrebbero essere poche.
“Ma è quasi un girone di ritorno, vediamo di fare il meglio possibile”.
Catania, lo sa, incoraggia e sostiene. Ma se le cose vanno male punta il dito.
“In due anni credo di aver creato qualcosa. E comunque ero cosciente di accettare una piazza giustamente esigente. Se le cose di complicano non mollo, anzi cerco di lavorare di più per arrivare alla soluzione”.
Come sta Di Tacchio?
“Si è allenato negli ultimi due giorni ed è a disposizione”.
I nuovi sono stati schierati poco per ora.
“Devono avere il tempo di assimilare i particolari del nostro gioco. Mancano 13 gare e ci sarà possibilità per tutti”.
Le azioni offensive vengono sviluppate dalle fasce o sulla trequarti. Ci sarà modo di cambiare?
“Le azioni più pericolose le creano i trequartisti e gli esterni. Tutti negli ultimi 16 metri dobbiamo fare meglio, e anche sulle palle inattive”.
Chi sarà il numero 9 titolare?
“Sono tutti pronti. Rolfini sta facendo un lavoro straordinario: lo vedo in allenamento. Vive questa situazione di subentrare e determinare con grande serenità. Potrebbe anche giocare dall’inizio ma stanno bene sia lui che Caturano e Forte”.