14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 02:12
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pattinaggio di figura

Clamoroso al Forum, il predestinato Malinin cade due volte ed è fuori dal podio

Lo statunitense chiude ottavo dopo un libero pieno di errori, mentre il kazako Mikhail Shaidorov conquista l’oro. Delusione anche per l’azzurro Daniel Grassl

13 Febbraio 2026, 23:32

Clamoroso al Forum, il predestinato Malinin  cade due volte ed è fuori dal podio

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Salti e cadute. Quella degli dei è andata in scena in un Forum di Assago tutto esaurito, perché Ilia Malinin la perfezione nel pattinaggio, il 21enne capace di stare sollevato a 80 centimetri da terra, il re dei salti quadrupli sul palcoscenico olimpico ha fatto flop.

Rumoroso come il tonfo degli scivoloni per lui inediti e che hanno trasformato quella che doveva essere la sua notte magica in un incubo: la prova individuale del pattinaggio di figura per il campione dei campioni si chiude con un ottavo posto choc e le lacrime, lo sguardo perso nel vuoto di chi era arrivato con un margine tale sugli avversari da non avere dubbi sull'oro.

Che invece nello stupore generale - in tribuna a fare il tifo anche la ginnasta Usa Simone Biles - incorona nuovo re il kazako Michail Shaidorov, l’outsider che con salti potenti e puliti approfitta del black out del superfavorito e si prende il trono olimpico: 198.64 il punteggio del libero per 291.58.

Medaglia d’argento al giapponese Yuma Kajiyama a cui pure la tensione aveva giocato brutti scherzi: il peso dei cinque cerchi fa macchiare con una caduta anche il nipponico che ha nel suo staff Carolina Kostner. Programma intenso, le note di Vincerò, ma chiude con un punteggio non nei suoi standard, ma basta per salire sul podio.

Sorride anche l’altro nipponico Shun Sato, che aveva perso le speranze e che invece complice la peggiore prova di Malinin strappa un bronzo che fino alla sua esibizione sembrava perso.

Cadute tante, condizionano anche il francese Adam a cui il bell'omaggio all’Italia non basta e, arrivato a un passo dal podio dopo il corto in cui aveva celebrato Leonardo, rovina la prova da medaglie (e qui il tributo è a Michelangelo con le mani del Giudizio universale) con errori fin dall’avvio lo fa scivolare in settima posizione.

Lo consola, forse, il fatto di essere davanti al campione che lasciava sempre il vuoto tra sé e il resto del mondo che pattina. E dietro Malinin si piazza l'azzurro Daniel Grassl, solo sedicesimo Matteo Rizzo.

Qualcuno in questi giorni aveva definito l’americano "arrogante, superbo" tanto aveva ostentato i salti perfetti in prova. Il marziano è fragile, finisce scomposto sul ghiaccio lui che su quel ghiaccio ha reinventato l’armonia delle linee, riscrivendo le leggi della fisica. Non a Milano, non ai suoi primi Giochi: un oro lo ha vinto con la squadra, questo era quello della consacrazione. E invece finisce in lacrime.