14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 11:42
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Calcio, Serie C

Nel pomeriggio il duello Siracusa-Catania chi si ferma è perduto

Le strategie last minute e le parole dei due allenatori per continuare la marcia verso gli obbiettivi dei due club

14 Febbraio 2026, 09:38

Donnarumma (Catania)

Donnarumma, esterno del Catania (Foto Galtieri)

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Chi si ferma è perduto. Il Catania non può cedere terreno ulteriore dalla vetta della classifica ricominciando un inseguimento al Benevento, oggi distante otto punti per via della gara col Trapani che verrà recuperata il 18. Il Siracusa ha ammainato bandiera in cinque delle ultime sei sfide e deve schiodarsi dalla penultima posizione allontanandosi anche dall’<strong;ultima piazza="" dalla="" quale="" ha="" un="" vantaggio="" di="" appena="" punto.<="" strong=""></strong;ultima>

Si gioca alle 17,30, sarà un duello di nervi, spigoloso. Poco calcio e tanti calci, immaginiamo. Le gare del girone di ritorno in C meridionale sono quasi tutte all’insegna della lotta accanita su ogni pallone.

La squadra allenata da Toscano ha sprecato l’occasione di restare in cima perdendo col Sorrento e pareggiando con il Cerignola. Il tecnico Toscano, ieri, ha ribadito come «il gruppo è competitivo. Ci credono tutti, ci crediamo tutti, ma occorre un atteggiamento mentale adeguato alle difficoltà del momento».

Ancora l’allenatore, ieri in conferenza stampa, ha aggiunto: «Io ci credo ancora, sapevo che arrivando a Catania, due stagioni fa, avrei allenato in una piazza giustamente esigente, che ti porta su un palmo di mano se vinci, ma se ne perdi una si creano dibattiti. Io devo proteggere la squadra, faccio da scudo, soprattutto perchè conosco il valore di questo gruppo dedito al lavoro».

Turati, allenatore del padroni di casa, ha ammesso come gli avversari siano, al pari del Benevento, la «formazione più forte della Serie C per fisicità, esperienza, rosa di alto livello e guida tecnica».

Si giocherà senza tifosi ospiti, com’è accaduto all’andata. Si giocherà in un momento delicato per i due gruppi così come era capitato in occasione del duello andato in scena al Massimino. In quel caso il Catania riuscì a spuntarla prendendo una rincorsa che poi ha portato ai successi casalinghi contro Salernitana e Benevento che a marzo dovrà affrontare lontano da casa.

Il Siracusa continuò il percorso a strappi con tre vittorie ma anche accusando tre sconfitte. Se la società ha fin qui dato fiducia nel lavoro di Turati c’è un motivo al di là delle nubi che s’addensano all’orizzonte. Turati presenterà un 4-2-3-1. In porta Farroni; dietro da destra Puzone, Bonacchi, Pacciardi, Iob. In mediana Candiani e Gudelevicius vista la squalifica di Limonelli. I tre a sostegno dell’unica punta potrebbero essere Di Paolo, Contini, Pannitteri. Davanti agirà Arditi.

Il Catania potrebbe confermare, a parte Dini in porta, Pieraccini, Allegretto (o Miceli che torna dalla squalifica e potrebbe essere la novità, Celli in difesa. In mezzo, appiedato Corbari, dovrebbero cominciare Quaini e uno tra Di Noia e Di Tacchio, anche se il capitano si è allenato nel fine settimana e manca dalla trasferta del 18 gennaio a Monopoli.

Sulla trequarti Jimenez e Bruzzaniti? O ci sarà ancora D’Ausilio dall’inizio? Lunetta è squalificato, sugli esterni dovrebbe toccare ancora alla coppia Casasola - Donnarumma, mentre sulla punta avanzata c’è il dubbio tra Forte, Rolfini e Caturano che potrebbero alternarsi come spesso è accaduto negli ultimi tempi.

Al De Simone si andrà verso il pienone nonostante l’amarezza per il futuro che potrebbe avere la società ma oggi si pensa alla sfida con i catanesi ed è stata proclamata la giornata azzurra. Qualche abbonato avrebbe deciso di rimanere a casa, a meno di ripensamenti dell’ultimo istante. Si dovrebbe andare sulle 3.500 presenze.

Telecolor offrirà in diretta esclusiva e in chiaro la partita come da tempo annunciato, sul nostro sito lasicilia.it proporremo come sempre la diretta testuale con collegamenti social prima e dopo il confronto.

Non è una vigilia serena in casa rossazzurra. Le condizioni di salute di Orazio Russo, ex calciatore che fu promosso in Serie A nel 2006 e che poi esordì nella massima categoria durante il confronto col Genoa (gestione Mihajlovic) tengono con il fiato sospeso non solo i tifosi etnei, ma anche quelli di Acireale, Gela e di tanti club italiani. Ieri s’era anche sparsa la voce di una situazione che era precipitata definitivamente e sui social e su tante testate era stata lanciata la notizia. Noi abbiamo preferito attendere una svolta, con la speranza, la preghiera e rispettando il volere della famiglia e del club.

Il rincorrersi di voci poco controllate è diventato caotico. La popolarità di Russo e l’affetto che Orazio ha conquistato sul campo e fuori hanno anche generato una miriade di post e commenti. C’è, con onestà, da chiedere scusa ai famigliari e al Catania.