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Irlanda-Italia 20-13: azzurri beffati all’ultimo respiro ma vivi

Una rimonta sofferta spegne il sogno italiano: dopo un primo tempo d’autore e il vantaggio all’intervallo, i Verdi ribaltano tutto nella ripresa. Ma ’Italia c’è, e fa tremare l’Aviva fino all’80.

14 Febbraio 2026, 17:57

Irlanda-Italia 20-13: Dublino si salva all’ultimo respiro, Azzurri feriti ma vivi

Una rimonta sofferta spegne il sogno azzurro: dopo un primo tempo d’autore e il vantaggio all’intervallo, l’Irlanda ribalta tutto nella ripresa con le firme di Conan e Baloucoune. L’Italia c’è, e fa tremare l’Aviva fino all’80’.

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L’Irlanda si salva, tira un sospiro e, con la sirena nell’orecchio, congela un successo che dice 20-13 ma racconta tutt’altro: il ritorno alla vita di una Italia che oggi obbliga i padroni di casa alla paura. Era finita davvero? No, non lo è stata finché l’ultimo calcio di Jack Crowley non ha sbagliato la rimessa e una corsa disperata di James Lowe non ha minacciato persino il colpo del bonus. Prima e soprattutto, c’era stata una partita intensa, tattica, piena di rovesci, in cui gli Azzurri di Gonzalo Quesada avevano scritto un primo tempo da incorniciare, chiuso avanti 10-5, con una meta di Giacomo Nicotera e i punti al piede di Paolo Garbisi. Poi, nella ripresa, l’urto del ricambio irlandese, le mete di Jack Conan e del “debuttante di lusso” Robert Baloucoune, e una difesa verde piegata ma non spezzata.

L’Irlanda, reduce da una sberla all’esordio a Parigi, parte nervosa. Un inizio rotto, tanti dettagli storti: mischia che non sfonda, calci che non tengono il campo. Eppure, al 17’, la qualità dei trequarti verdi rompe il ghiaccio: traccia interna, mani rapide, e Jamie Osborne buca per il 5-0. L’Italia non molla. Al contrario, reagisce con lucidità: pressione sul punto d’incontro, piazzato di Garbisi al 21’ per il 5-3, poi dominio nelle fasi statiche e una maul organizzata che, alla mezz’ora abbondante, porta sul traguardo Nicotera: meta al 33’, trasformazione del numero 10 azzurro al 34’, e 5-10 che fa rumore in tribuna.

Non è soltanto il punteggio. È la qualità del possesso, l’atteggiamento, la maturità dei giocatori chiave: Tommaso Menoncello che spacca il centro, Lorenzo Pani sicuro nel gioco aereo, la terza linea con Michele Lamaro che vince collisioni in zone calde. Alla pausa, c’è un dato che fotografa il match: per la prima volta in questa sfida recente, l’Italia va al riposo avanti a Dublino. Un evento rimarcato dalle cronache internazionali, ed è il primo segnale che oggi non è un pomeriggio qualsiasi.

Nell’intervallo, l’Irlanda cambia volto coi cambi: dentro Tadhg Furlong, poi Jamison Gibson-Park, Tadhg Beirne e soprattutto Jack Crowley in regia al posto di Sam Prendergast, impreciso dalla piazzola. È la mossa che ridà ordine. Passano tre minuti e la rimessa laterale in zona rossa produce il drive decisivo: Conan si stacca e schiaccia per il 10-10. È il primo colpo. L’Italia non arretra, ma il filo dell’inerzia si tende: a metà ripresa, su azione larga e con Stuart McCloskey a forzare la linea, arriva l’accelerazione di Baloucoune, che trova il canale esterno e firma la meta del sorpasso al 57’. Crowley trasforma e poco dopo, dalla piazzola al 63’, allunga: 20-10.

La partita però non è archiviata. La mischia verde soffre: ne nasce un calcio comodo per Garbisi al 66’-67’, e il tabellone dice 20-13. L’onda azzurra torna. C’è la giocata che può cambiare tutto: Menoncello strappa in mezzo al campo e serve all’ala Louis Lynagh, che vola in bandierina. L’Aviva ammutolisce. Ma il TMO vede un passaggio in avanti millimetrico: meta annullata. Poco dopo, nel cuore dell’area dei 22, un rimbalzo beffardo davanti ai pali non premia l’anticipo azzurro. Gli irlandesi difendono, calciano lungo, spezzano il ritmo. Finisce così, con l’Italia a un soffio dalla gloria e l’Irlanda che tiene il punto in tasca.